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14 Apr 2026 [13:22]

Il destino incerto di Prema
In pista con un nuovo nome?

Carlo Luciani

Dalla pole position del 2025 all’assenza nel 2026. Questa è la breve quanto intensa storia del team Prema alla 500 miglia di Indianapolis. La squadra italiana, che ha debuttato lo scorso anno nella IndyCar, come ben sappiamo non ha preso parte alla stagione scattata ormai più di un mese fa e non lo farà almeno fino al prossimo mese di giugno, saltando dunque anche la più celebre corsa automobilistica americana.

Dopo l’abbandono della famiglia Rosin, avvenuto all’inizio dell’anno, l’obiettivo di Piers Phillips, CEO della divisione IndyCar di Prema (che fa capo alla holding DC Racing Solutions) è stato quello di trovare nuovi fondi che potessero garantire la sopravvivenza del progetto, rilanciandolo anche con un nuovo nome. La ricerca di nuovi investitori si è trasformata in una lotta contro il tempo, ma fino a questo momento la situazione non si è ancora sbloccata ed il futuro rimane ancora incerto.

Ciò che invece è sicuro, stando a quanto riportato dalla testata americana "Racer", è che Prema deteneva già due contratti di fornitura dei motori Chevrolet per l’intera stagione. Tuttavia, trascorso il primo mese di gare, i piani sono cambiati ed i propulsori sarebbero stati resi disponibili al team Abel per la partecipazione di Jacob Abel alla 500 miglia di Indianapolis, oltre che ad una terza vettura del team Foyt, per arrivare a completare la griglia dei 33 partecipanti.

Non avendo motori a disposizione per il “Month of May”, il team Prema è ormai definitivamente fuori dai giochi per la partecipazione alla prossima 500 miglia di Indianapolis. Uno scenario totalmente diverso da quello di dodici mesi fa, quando Robert Shwartzman conquistò la pole position al debutto sia personale che della squadra veneta, battendo anche i veterani della categoria.

Questo risultato aprì nuove prospettive per la compagine italiana dopo un avvio stagionale non semplicissimo per una squadra abituata a vincere praticamente ovunque, che si è invece dovuta confrontare con un ambiente totalmente nuovo. Oggi, però, la sfida è ben più complessa, ovvero quella di tornare in pista almeno nel mese di giugno, quando la IndyCar sarà ormai nel vivo del campionato e mancheranno 10 gare al termine.
DALLARA