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15 Apr 2025 [16:07]

Il mal di testa della Red Bull
e quella galleria del vento vetusta

Massimo Costa - XPB Images

Tutto quello che poteva andare storto... è andato storto, ha detto Max Verstappen al termine del GP di Sakhir. Mai in corsa per il podio, il quattro volte campione del mondo ha strappato all'ultimo giro la sesta posizione alla Alpine-Renault di Pierre Gasly dopo esservi rimasto alle spalle per tutto lo stint finale. La Red Bull che fatica contro l'Alpine? Non ci siamo proprio e difatti a fine gara Helmut Marko e Christian Horner hanno finalmente ammesso pubblicamente che c'è qualche problema.

A dire la verità, le difficoltà in casa Red Bull sono iniziate con l'uscita di scena di Adrian Newey. Coincidenza o no, dalla metà del 2024, quando il progettista storico del team ha lasciato Milton Keynes, le cose sono divenute complicate, con sviluppi spesso non azzeccati sulla RB20 ed ora ecco una RB21 poco costante nelle prestazioni, brillante a Suzuka grazie anche a Verstappen, meno a Shanghai e infine crollata a Sakhir. Aggiungiamo che a Melbourne, con asfalto bagnato, le magagne della monoposto sono rimaste nascoste e il secondo posto dell'olandese aveva in qualche modo illuso.

Ma, da mesi, il reale termometro delle difficoltà Red Bull era rappresentato dalle prestazioni della seconda monoposto, con Sergio Perez che si è completamente perso da metà 2024 in avanti, Liam Lawson che ci ha capito poco o nulla nelle prime due tappe del 2025, Yuki Tsunoda che ha faticato in Giappone e in Bahrain. Ma in Red Bull hanno sempre preferito puntare il dito contro le scarse prestazioni del pilota, basandosi sui brillanti risultati ottenuti da Verstappen.

A Sakhir, la RB21 di Verstappen ha sofferto problemi ai freni in qualifica e in gara , a questo si è aggiunto un bilanciamento globale della monoposto non redditizio (passando da sovrasterzo a sottosterzo iin entrata e uscita di curva) e la difficoltà nel mandare in temperature le gomme, di qualsiasi mescola. A completare il fine settimana difficile, ci si è messo anche il semaforino utilizzato per i cambi gomme, che non mandava gli input corretti facendo perdere tempo, e un pit-stop lento per la gomma anteriore destra che si era affezionata alla RB21 e non ne voleva sapere di essere sostituita.



C'è un altro fattore da considerare nel cambio di prestazioni tra Suzuka e Sakhir. Oltre alla evidente differenza della conformazione dei due tracciati, in Giappone le temperature sono state relativamente basse e in qualche maniera la RB21 riusciva a raggiungere rapidamente la finestra perfetta per quanto riguarda l'utilizzo e la gestione delle gomme, in Bahrain faceva molto caldo e la situazione si è ribaltata in negativo. A tal proposito, Verstappen ha spiegato: "Il problema non era solo il feeling con i freni, che non è ancora quello che vorrei, ma anche il surriscaldamento delle gomme ed è facilissimo bloccare l'anteriore o il posteriore contemporaneamente".

Horner ha raccontato anche un'altra importante causa del malessere Red Bull. Il team prinicipal ha infatti spiegato che non c'è correlazione tra quanto evidenziato nel lavoro in galleria del vento e le reali prestazioni in pista della RB21. Un fatto certamente preoccupante che si trascina già dallo scorso anno. "I dati ricevuti dalla galleria del vento ci hanno portato in una direzione che non è corretta", ha detto Horner.

Il "wind tunnel" utilizzato dalla Red Bull è piuttosto vetusto, risale a decine di anni fa, è in cemento e risente molto delle temperature esterne, che in Gran Bretagna sono decisamente variabili. Il progettista Pierre Wache tempo fa aveva spiegato a The Race: "Il problema principale è la precisione e la ripetibilità. Quando si sviluppa un nuovo concetto, questa galleria potrebbe funzionare molto bene. Ma diventa più difficile quando si combatte contro la curva di sviluppo che si appiattisce, perché dipendiamo molto dalle temperature. Ci sono grandi oscillazioni tra il freddo e il caldo e tutto diventa molto difficile".

Rimane, però, il fatto che la Red Bull ha dominato il Mondiale 2022-2023, vincendo anche nel 2021 e 2024, ha conquistato quattro titoli iridati con Sebastian Vettel, dunque come mai questo problema della galleria del vento si presenta soltanto ora? Forse si è deteriorata in questo ultimo periodo? In Red Bull sono già corsi ai ripari e una nuova galleria del vento sarà pronta nel 2027, ovviamente tardi per risolvere gli attuali problemi e per stare tranquilli sulla monoposto RB22 che nascerà per il 2026 con gli inediti regolamenti tecnici. Tutti fattori che potrebbero anche indurre Verstappen a guardarsi attorno...
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