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30 Mag [23:38]

Indy 500 - Gara
Castroneves, storico poker

Marco Cortesi

Un incredibile e inatteso (alla vigilia) successo alla Indy 500. Così Helio Castroneves ha fatto la storia raggiungendo miti come Rick Mears, Al Unser Sr. e AJ Foyt. Dopo essere stato costretto a passare all'endurance per far posto in Penske a piloti più giovani, a 46 anni lo spiderman brasiliano si è potuto arrampicare ancora sulle reti della pista più famosa del mondo, nel boato di 135.000 spettatori, quelli ammessi dalle regole anti-covid, che sembravano un milione e sono stati il pubblico più grande di ogni evento del dopo-pandemia. E poco dopo, dall'altra parte, c'erano centinaia di persone anche loro attaccate alla rete. Come Al Unser nel 1987, era la sua prima gara dell'anno. Unser vinse a 47 anni, con una vettura che fino a pochi giorni prima era una showcar in un albergo. Castroneves, poco più giovane, con una Dallara Honda del team Shank capace, da "satellite" di Andretti, di far meglio della "casa madre". E con cui vuole continuare a correre, possibilmente full-time. Sin dalle prime fasi, che avevano visto sfogare al top le vetture motorizzate Chevy, Castroneves era sembrato avere un alto potenziale.

Poi, dopo la metà gara la cosa è diventata evidente, per la facilità con cui spostava la sua vettura, e riusciva a ricucire i margini con gli avversari anche quando si staccava. Nel finale, si è trovato contro uno dei migliori giovani di sempre dell'IndyCar, Alex Palou. E nonostante lo spagnolo abbia rischiato di fagli uno scherzetto, complice la scia di Rosenqvist, Castroneves ha tirato fuori artigli ed esperienza. Prima l'ha passato con un attacco estremamente aggressivo all'esterno di curva 1. Poi ha giocato con altri doppiati che là davanti gli hanno dato la possibilità di dare lo "strappo". Dopo il traguardo, la fila di chi gli voleva fare i complimenti era infinita. Mears, Foyt, Unser, ma anche Mario Andretti, e proprio colui che lo aveva "pensionato", Roger Penske. Per dare l'idea della determinazione di Castroneves, basta un episodio su tutti. Quando il team si preparava provando le soste, anche di prima mattina, in macchina c'era lui. Per simulare più possibile. Oggi, dice che questo dev'essere solo l'inizio. 

Alla fine, Palou (ora leader della classifica con ampio margine) si è piazzato secondo davanti al miglior rappresentante del Capitano, Simon Pagenaud: il francese era velocissimo, ma in una gara con due sole caution, il fatto di essere partito indietro è stato un problema decisivo. Dietro di lui, Pato O'Ward, veloce col team McLaren e autore di una buona strategia, ma staccato nel momento decisivo. Poi, Ed Carpenter in rimonta dopo un problema ai box iniziale, e Santino Ferrucci. Mica male, considerando il botto nelle libere che l'aveva costretto ad usare un tutore, niente male. Settimo Sage Karam, anche lui in rimonta dalle qualifiche difficili. Poi Rinus VeeKay, Juan Pablo Montoya e Tony Kanaan.

Sfortuna per Dixon, strategie alternative
Come sempre, è il momento di nominare i delusi. Scott Dixon è il primo, tagliato fuori dalla sfortuna. Quando Stefan Wilson al giro 33 è finito nel muretto della pit-lane, il neozelandese, come Rossi, non aveva fatto ancora la sua prima sosta ed era a corto di carburante. Come da regolamento, è entrato nonostante la pit-lane chiusa per uno splash "di emergenza" a cui far seguire una sosta "vera". Ma la beffa è stata totale perché sia Dixon che Rossi sono rimasti totalmente a secco, richiedendo un intervento dei meccanici per far ripartire il sistema di alimentazione. Sotto di un giro, Dixon si è sdoppiato ma ha chiuso lontanissimo, diciassettesimo, nonostante il passo al top. Davanti a lui Colton Herta, che ha perso terreno dopo le prime fasi e ha cercato una strategia rischiosa, non andata a buon fine. Lo stesso dicasi per Josef Newgarden, arrivato dodicesimo, e Takuma Sato. Il giapponese, a sei giri dalla fine, era primo, ma si è trovato a secco. Con una caution avrebbe potuto fregare tutti. Ma di caution, nella Indy 500 più veloce della storia con media a oltre 300 kmh, non ce ne sono state molte. Anzi, per la precisione, solo un'altra, quando Graham Rahal è stato mandato fuori dai box con una gomma non avvitata. Gran botto il suo e grande spavento per Conor Daly, colpito a sua volta da una ruota. A dimostrazione della solidità della sua Dallara, ha chiuso tredicesimo, col musetto mezzo rotto.

La gara-no di Power, che sorpresa McLaughlin
In una gara che ha visto molti piloti avere problemi rallentando per i box, Will Power ha messo fine alle sue speranze con un trentesimo posto, anche se aveva già avuto problemi con la sua vettura sin dal pre-gara. Non è stato destino. Tra quelli mandati in crisi dai freni anche Simona de Silvestro, Ryan Hunter-Reay e Scott McLaughlin. Quest'ultimo è stato per lunghi tratti il migliore del team Penske, risultando poi il rookie top della gara contro Pietro Fittipaldi.

Domenica 30 maggio 2021, gara

1 - Helio Castroneves (Dallara-Honda) - Meyer Shank - 200 giri
2 - Alex Palou (Dallara-Honda) - Ganassi - 0"4928
3 - Simon Pagenaud (Dallara-Chevy) - Penske - 0"5626
4 - Pato O’Ward (Dallara-Chevy) - AMSP - 0"9409
5 - Ed Carpenter (Dallara-Chevy) - ECR - 1"2424
6 - Santino Ferrucci (Dallara-Honda) - RLL - 9"0876
7 - Sage Karam (Dallara-Chevy) - DRR - 13"4359
8 - Rinus VeeKay (Dallara-Chevy) - ECR - 14"2415
9 - Juan Pablo Montoya (Dallara-Chevy) - AMSP - 14"8808
10 - Tony Kanaan (Dallara-Honda) - Ganassi - 15"4428
11 - Marcus Ericsson (Dallara-Honda) - Ganassi - 16"5166
12 - Josef Newgarden (Dallara-Chevy) - Penske - 22"3045
13 - Conor Daly (Dallara-Chevy) - ECR - 22"6921
14 - Takuma Sato (Dallara-Honda) - RLL - 23"2955
15 - JR Hildebrand (Dallara-Chevy) - Foyt - 23"5277
16 - Colton Herta (Dallara-Honda) - Andretti - 28"8029
17 - Scott Dixon (Dallara-Honda) - Ganassi - 38"641
18 - Jack Harvey (Dallara-Honda) - Meyer Shank - 40"1572
19 - Marco Andretti (Dallara-Honda) - Andretti - 40"3591
20 - Scott McLaughlin (Dallara-Chevy) - Penske - 40"8337
21 - James Hinchcliffe (Dallara-Honda) - Andretti - 40"8464
22 - Ryan Hunter-Reay (Dallara-Honda) - Andretti - 41"5762
23 - Dalton Kellett (Dallara-Chevy) - Foyt - 1 giro
24 - Max Chilton (Dallara-Chevy) - Carlin - 1 giro
25 - Pietro Fittipaldi (Dallara-Honda) - Coyne - 1 giro
26 - Sebastien Bourdais (Dallara-Chevy) - Foyt - 1 giro
27 - Felix Rosenqvist (Dallara-Chevy) - AMSP - 1 giro
28 - Ed Jones (Dallara-Honda) - Coyne - 1 giro
29 - Alexander Rossi (Dallara-Honda) - Andretti - 2 giri
30 - Will Power (Dallara-Chevy) - Team Penske - 3 giri

Ritirati
170° giro - Simona De Silvestro
119° giro - Graham Rahal
33° giro - Stefan Wilson 

Il campionato
1. Palou 248; 2. Dixon 212; 3. O'Ward 211; 4. Pagenaud 201; 5. VeeKay 191.

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