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7 Mar [17:54]

Intervista a Francesco Pizzi
"Restare con Van Amersfoort
mi aiuterà a crescere ancora"

Mattia Tremolada

Campione della Formula 4 degli Emirati Arabi e vice-campione nella Formula 4 Italia. La prima stagione in monoposto di Francesco Pizzi non è stata affatto avara di soddisfazioni, con il pilota di Frascati che dopo aver dominato la winter series disputata tra Dubai e Abu Dhabi, ha sfiorato la doppietta nel campionato nazionale. Per lui un totale di undici vittorie, diciassette podi e quattro pole position, che lo hanno portato alle luci della ribalta nel panorama delle formule minori.

Pizzi si prepara ora a fare il salto di categoria nella Formula Regional by Alpine, in quella che probabilmente sarà la categoria propedeutica più competitiva nel 2021, con trenta vetture in pista e uno schieramento di alto livello. Francesco ha scelto di rimanere fedele al team Van Amersfoort, con cui nel 2020 ha preso parte alla F4 Italia e a tre appuntamenti dell’ADAC F4, trovando una grande sintonia con ingegneri e meccanici. Ma facciamo un passo indietro, tornando alla vigilia del suo debutto in monoposto.

Prima di partire per la prima gara della F4 UAE ti saresti aspettato di chiudere il 2020 con un titolo e un secondo posto?

“Le mie aspettative erano decisamente più basse. Speravo di salire sul podio il prima possibile nella F4 UAE e magari chiudere nei primi cinque in campionato. Ma sono partito subito molto bene, qualificandomi in prima fila e vincendo tutte e tre le corse del primo appuntamento di Dubai. Da quel momento gli obiettivi sono diventati più ambiziosi. Con la quarta vittoria di fila ad Abu Dhabi abbiamo iniziato a credere di poter vincere il campionato e ci siamo riusciti. Tornato in Europa ho firmato con Van Amersfoort, la squadra campione in carica della F4 Italia. Sapevo di essere veloce, ma non ero sicuro di poter essere subito tra i primi anche in Italia, dove il livello è più alto. I test pre-campionato hanno rispecchiato quelle che erano le mie aspettative, ero sempre nei primi dieci ma non in testa come negli Emirati. Nel primo appuntamento di Misano le cose però sono cambiate, sono stato il più veloce nelle libere, competitivo in qualifica e ho fatto tre podi, uscendo leader della classifica e restandoci per due round. Qualche errore non mi ha permesso di restare in gioco fino all’ultima gara, ma siamo comunque riusciti a portare a casa il secondo posto”.

Cosa ti è mancato nella F4 Italia per fare la doppietta?

“Un po’ di costanza di rendimento, specialmente in qualifica, perché in gara in realtà sono spesso riuscito a tornare nelle posizioni che contano, compiendo grandi rimonte. Quando sono stato veloce in qualifica, poi ho portato a casa più punti di tutti”.

Qual è stato invece il momento migliore del 2020?

“Di bei momenti ce ne sono stati tanti, partendo dalla prima vittoria negli Emirati in gennaio fino ad arrivare al podio nella gara di casa di Vallelunga a dicembre. Tra tutti però, scelgo gara 3 a Misano quando ho ottenuto la prima vittoria nella F4 Italia. È stato un momento speciale per me e per il team, che ci ha ripagato di tutte le ore di videochiamata che abbiamo fatto durante il lockdown per preparare la stagione. È stata la classica ciliegina sulla torta al termine di un weekend fantastico. E poi, c’è la doppietta di Monza, che è arrivata al termine di due corse estenuanti, segnate da lunghe battaglie davvero spettacolari da un punto di vista sportivo ed agonistico”.

Pensi che la qualifica sarà ancora il tuo limite più grande nella prossima stagione?

“Nel 2021 resterò con Van Amersfoort, una squadra che mi conosce bene e che sa esattamente dove devo migliorare. Infatti, già nel corso dei test post-stagionali abbiamo lavorato sul giro secco, facendo numerose simulazioni di qualifica per allenarmi a mettere insieme un bel giro. Anche se l’anno scorso, più che nel mettere insieme un giro pulito, ho faticato nella gestione del traffico, che è molto complicata quando ci sono trenta macchine in pista e non sempre è facile trovare lo spazio giusto. Lavorando con lo stesso team per un’altra stagione sono sicuro di riuscire a colmare questa lacuna”.

Quali altre motivazioni ti hanno spinto a rimanere con Van Amersfoort?

“L’anno scorso mi sono trovato molto bene con tutta la squadra e abbiamo creato un bell’ambiente nel box. Hanno sempre creduto in me e mi hanno sempre messo a disposizione una macchina molto competitiva. Sono molto precisi e bravi a lavorare sulla monoposto, l’anno scorso non ho mai avuto un problema di affidabilità e questo dimostra quanto valgono”.

Com’è stato il primo approccio con la Tatuus di Formula Regional?

“Il primo test che ho fatto è stato a Vallelunga, la settimana precedente l’ultimo weekend della stagione di F4. Sono sceso in pista con i piloti della F.Regional 2020 e sono subito stato competitivo in confronto a loro. Ho poi fatto altri test a Le Castellet e Barcellona, dove sono stato ancora veloce, anche se ovviamente la mia concentrazione non era sul cronometro, ma sul migliorare la guida e capitalizzare ogni chilometro percorso per conoscere meglio l’auto”.

L’anno scorso in F4 ti sei confrontato con tanti rookie, mentre nella F.Regional by Alpine 2021 dovrai vedertela con piloti ben più esperti di te e dei tuoi colleghi in arrivo dalla F4. Ti spaventa il confronto?

“Sinceramente a me non fa alcuna differenza. Certo, ci saranno piloti molto esperti, che potranno contare proprio su questo per trarre qualche vantaggio, specialmente nelle prime gare della stagione, ma il mio obiettivo non è essere il miglior rookie, ma il più veloce in assoluto”.

Sei un grande appassionato della storia della Formula 1, hai qualche idolo o un periodo storico che preferisci?

“Credo che al momento Lewis Hamilton sia il pilota più forte al mondo, ma ho sempre avuto un debole per Kimi Raikkonen e Jim Clark. Le auto dei primi anni 2000 erano bellissime, ma anche quelle tra gli anni ‘60 e ‘70 mi hanno sempre affascinato”.

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