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7 Mag 2004 [16:33]

Intervista a Stefano Gattuso
«I 22 giri più difficili della mia carriera»

Pochi, ma buoni. E' opinione comune che il campionato italiano di F.3 2004 stia offrendo un parco piloti interessante, giovane, promettente. Anche se, purtroppo, per il momento il tricolore è quello meno frequentato rispetto alle F.3 degli altri Paesi. Dopo che ad Adria si era imposto Matteo Cressoni, a Magione è stato il turno di Stefano Gattuso, del team Corbetta, salire sul gradino più alto del podio. Per il 20enne di Bergamo, al secondo anno nella categoria, una grande gioia considerando che si è trattato del primo successo in F.3. Gattuso, all'ultimo anno di Ragioneria, si è concesso ai microfoni di italiaracing.

- Dopo un 2003 di apprendistato, come giudichi questo inizio di stagione nella F.3 italiana?

«Sono soddisfatto di come è cominciato l'anno. Già nei test invernali abbiamo svolto un ottimo lavoro che ha dato i suoi frutti in gara. Ad Adria purtruppo ho commesso un errore che ha vanificato un podio sicuro, a Magione invece sono stato subito molto veloce e nelle libere ero a 19 millesimi dal primo. In qualifica ho poi avuto problemi con gli pneumatici e mi sono classificato sesto. La corsa è stata bella. Alla prima curva ho evitato l'incidente tra Rigon e Cressoni, ed io sono sfilato secondo. Poi è uscito di pista Rugolo, che era primo. A quel punto mi sono trovato in testa e devo ammettere che non è stato facile. Sono stati i 22 giri più difficili della mia carriera. Dietro spingevano forte ed io dovevo cercare di mantenermi calmo, non cedere all'emozione. E' andata bene ed ho conquistato la mia prima vittoria in F.3, un risultato che premia il lavoro che sto facendo con il team Corbetta».

- Come giudichi il livello del campionato di F.3 di questa stagione?

«Nel 2003 nella seconda parte della stagione le Lola Dome avevano un passo decisamente superiore e vi era una certa differenza nelle prestazioni. Quest'anno vi è un grande equilibrio, siamo tutti molto vicini e sono convinto che soltanto l'ultima gara dirà chi è il campione 2004».

- Come mai dopo il primo anno nella F.3 italiana hai deciso di continuare nel nostro campionato e di non tentare la carta della Euro Series o di una serie maggiore? Nel corso dell'inverno avevi svolto un test con una Tatuus di F.Renault V6.

«La F.3 Euro Series è un campionato bellissimo, di qualità incredibile, a mio avviso secondo soltanto alla F.1. Ma ho pensato che tentare il salto in quella serie, o fare un passo in avanti nel F.Renault V6, sarebbe stato rischioso. Ho allora preferito mettere a frutto l'esperienza maturata nel 2003, mettermi ancora alla prova sulle nostre piste prima di buttarmi nell'europeo».