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28 Ott 2017 [10:50]

Kvyat fuori dal programma Red Bull
Gasly e Hartley probabile coppia 2018

Massimo Costa - Photo 4

Il tira e molla è finito. Daniil Kvyat è definitivamente fuori dal programma Red Bull. La sua avventura con il gruppo di Dieter Mateschitz si è conclusa ad Austin dove tra l'altro ha disputato uno dei suoi migliori Gran Premi con la Toro Rosso, concludendo al decimo posto. Ma ormai era troppo tardi. Il russo era divenuto più un tappabuchi che altro e l'inesorabile differenza di prestazioni con Carlos Sainz nel corso della stagione 2017 gli è costato non solo il posto a favore di Pierre Gasly, ma anche l'allontanamento dalla Red Bull.

A differenza di altri piloti come Sebastien Buemi, per esempio, che dopo l'uscita dalla Toro Rosso a fine 2011 è rimasto come terzo pilota e riserva per alcuni anni. Helmut Marko a Città del Messico ha confermato che Kvyat è libero di trovarsi un posto in qualsiasi altra realtà. 72 GP disputati, Daniil difficilmente troverà un sedile in F.1 per il 2018. La sua carriera è stata travolta dall'onda Max Verstappen che gli ha soffiato il posto in Red Bull alla vigilia del GP di Spagna 2016. Da quel momento, Kvyat che pure nel 2015 alla Red Bull aveva ottenuto più punti di Daniel Ricciardo, non si è più ripreso e le sue prestazioni sono state al di sotto delle attese.

Un vero peccato perché Kvyat, allevato dalla Red Bull fin dal suo debutto in monoposto nella F.BMW, ha vinto un titolo F.Renault ALPS nel 2012, la GP3 nel 2013 ed era nella "manica" di Marko tanto che fu lui a debuttare in F.1 nel 2014 con la Toro Rosso e non Antonio Felix Da Costa, come avrebbe dovuto essere mandando in depressione il portoghese. Alla fine del 2014, Marko ha promosso Kvyat in Red Bull al posto di Sebastian Vettel e non Jean-Eric Vergne come forse sarebbe stato più logico, bocciando così il francese che non è più riuscito a correre in F.1. La ruota gira con estrema facilità in casa Red Bull e così, dopo qualche mese, a incorrere nelle lune storte di Marko è stato proprio il russo, scaricato per Verstappen dopo le prime gare del 2016 e retrocesso in Toro Rosso. Fino alla definitiva separazione.

Per il prosieguo del campionato, Toro Rosso si avvarrà di Gasly e del resuscitato Brendon Hartley. Il neozelandese era stato cresciuto da Marko che poi lo ha gettato via nel bel mezzo della stagione 2010 mentre era in World Series Renault in quanto aveva perso il confronto con Ricciardo e commetteva parecchi errori. Andava gestito meglio, ma si sa che in Red Bull i piloti devono arrangiarsi e "consegnare" risultati, come dice sempre Marko. Il resto non conta, nessuna pietà. Metodo che può spezzare un pilota oppure renderlo caratterialmente più forte. Da quel momento, il neozelandese ha navigato a vista trovando poi spazio nel mondo Endurance fino a venire ingaggiato dalla Porsche LMP1 con la quale ha vinto tutto.

Hartley ha comunque sempre mantenuto vivi i rapporti con il gruppo Red Bull e come ha detto Christian Horner, un tipo che ci tiene alla forma, "Non ha mai detto di essere stato trattato male da noi". Bastasse questo... Hartley ha comunque dimostrato un gran carattere e una gran passione disputando anche gare con le F.1 storiche e alla fine è stato ripagato da chi lo aveva messo sulla strada in piena stagione agonistica. Come è strana la vita per i piloti Red Bull. Ora Hartley potrebbe rientrare in gioco alla grande venendo confermato dalla Toro Rosso per il 2018. Anche perché, a dirla tutta, Red Bull non ha altri Junior oltre a Gasly da portare in F.1 e dovrebbe rivolgersi al mercato esterno.
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