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La AFS Summer Series di scena a The Bend
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3 Ago 2008 [17:41]

La Ferrari è tornata competitiva
Campionato sempre più incerto

Due finlandesi e un quasi rookie tedesco sul podio, un brasiliano che piange. E' questa la fotografia del GP di Ungheria 2008 che ha consegnato alla storia Heikki Kovalainen, al suo primo successo in un GP di F.1 (ecco come vincere col minimo sforzo) ed esaltato Timo Glock, campione GP2 nel 2007 e autore di un fine settimana favoloso al volante della Toyota che ha portato al secondo posto, miglior risultato della stagione per il costruttore giapponese. E poi quel Kimi Raikkonen che, opaco fin dal venerdì, in gara si trasforma e una volta liberatosi (ai box) di Fernando Alonso, segna giri più veloci in rapida successione riuscendo a far suo il terzo posto che gli permette di rimanere in piena corsa per il titolo iridato.

Dall'altro lato, l'imbronciato Felipe Massa che è stato vittima della più cocente delusione della sua carriera. Stava disputando una gara memorabile. In 500 metri aveva spazzato via le contraddittorie prove offerte a Silverstone e Hockenheim compiendo una delle più belle partenze viste in F.1 questa stagione. Una cattiveria così non l'avevamo mai registrata dalle parti di Massa. Spingeva fortissimo il brasiliano nella prima parte della gara, annichilendo un Lewis Hamilton che, stordito da quel sorpasso alla prima curva, non riusciva a reagire. Poi, a tre giri dal traguardo, la fumata bianca che ha bruciato il motore e il sogno di ritornare in vetta alla classifica mondiale. Capita quando si è al limite.

E poi Hamilton, anche lui colpito da un problema, con la ruota anteriore sinistra che si è afflosciata quando era secondo. Lo scivolone al 10° posto, il recupero fino al 5° e la mantenuta leadership nel campionato. Ma Hamilton rideva meno a fine GP. Un po' perché si era visto fuori dai punti, un po' perché ha dovuto prendere atto che la Ferrari è tornata competitiva, ai livelli della McLaren e che le parentesi di Silverstone e Hockenheim rimangono appunto... parentesi. E dire che tra venerdì e sabato sembrava non essercene proprio per gli altri non McLaren.

Probabilmente, Massa e Raikkonen non hanno disputato la miglior qualifica della loro vita non sfruttando al meglio le gomme. E in più, Hamilton era in piena forma e Kovalainen sul giro secco vale quanto l'inglese (aveva anche più benzina a bordo sabato), benché in gara non abbia il suo ritmo. Dunque, Ferrari e McLaren sono tornate sullo stesso livello. Basta un nulla, uno starnuto, un colpo di tosse, per cambiare le carte in tavola in quello che è l'ennesimo avvincente mondiale.

A Budapest è tornato Fernando Alonso. In settimana avevamo cercato di capire cosa fosse capitato al pilota spagnolo, auspicando un suo ritorno nelle posizioni che contano sul circuito che lo vide cogliere la prima vittoria in F.1 nel 2003. E così è stato. Alonso ha fatto l'Alonso portando la Renault ad un meritatissimo quarto posto finale dopo aver tenuto alle spalle per tre quarti di gara Raikkonen. Sparite alla distanza le BMW, il quarto posto in qualifica era tutto merito di Robert Kubica, c'è da registrare l'ennesima bella corsa di Nelson Piquet, sesto.

Jarno Trulli a Budapest non si è espresso al meglio ottenendo comunque un buon settimo posto. Diciamo che la gara alla Trulli questa volta l'ha fatta il suo compagno Glock. Poco ficcanti gli altri: Red Bull-Renault è stata inferiore alle attese con David Coulthard addirittura più convincente di Mark Webber. La Honda si è difesa con Jenson Button, 12° davanti alle due Williams-Toyota. La Toro Rosso-Ferrari è naufragata, nulla di nuovo dalla Force India se non una bella gara di Giancarlo Fisichella che a lungo ha tenuto il passo di Nico Rosberg e Button.

Massimo Costa

Nella foto, il sorpasso di Massa a Hamilton alla prima curva (Photo 4)
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