formula 1

McLaren colleziona brodini
Zero vittorie, zero prime file

Massimo Costa - XPB ImagesNon hanno ancora vinto un Gran Premio. Cosa anomala per un team campione del mondo in carica. L’ul...

Leggi »
formula 1

Racing Bulls sempre meglio
Agganciato il quinto posto

Massimo Costa - XPB ImagesProsegue implacabile la raccolta punti della Racing Bulls. No, non per fare la spesa al Crai o al ...

Leggi »
indycar

Nashville - Gara
Palou al quinto timbro stagionale

Carlo Luciani Finalmente si è rivisto Alex Palou, tornato al successo nell’insolita gara di Nashville della IndyCar, che si...

Leggi »
Formula E

Scomparso Blais: Team Principal di
Citroën e Maserati nella serie elettrica

Michele Montesano Alla vigilia del doppio appuntamento di Tokyo, il mondo della Formula E è stato colpito da un grave lutto...

Leggi »
indycar

La pioggia ritarda la gara
A Nashville si corre lunedì

Il maltempo, unito alla volontà di evitare concomitanze con la finale dei mondiali di calcio, ha costretto la IndyCar a rinv...

Leggi »
E4

Le Castellet - Gara 3
Craigie concede il bis e va in testa

Davide AttanasioFine settimana da incorniciare per Kenzo Craigie (R-Ace): tre pole, un terzo posto, due vittorie, l'ulti...

Leggi »
24 Apr 2020 [14:53]

La McLaren attacca la Ferrari:
"La F1 può vivere anche senza di lei"

Massimo Costa - XPB Images

Il team principal Zak Brown non ha digerito le parole di Mattia Binotto, team principal Ferrari, rilasciate al giornale inglese The Guardian. E dalle stesse colonne del quotidiano, ha voluto replicare con durezza. Cosa è accaduto? Binotto aveva dichiarato che: "La Formula 1 deve essere l'apice del motorsport, in termini di tecnologia e prestazioni. Deve essere attraente per i costruttori e per gli sponsor che vogliono essere associati al campionato più prestigioso. Troppe restrizioni potrebbero abbassarne il livello, avvicinandolo a quello delle serie inferiori".

Il riferimento a cui fa cenno Binotto era al budget cap: "145 milioni di dollari sono già una nuova e impegnativa richiesta, rispetto a quanto fissato lo scorso giugno di 175 milioni. Non ci si può arrivare senza altri sacrifici significativi, specialmente a livello di risorse umane". Infine affermando, con una sorta di minaccia: "Non vorremmo trovarci in condizione di dover considerare altre opzioni per valorizzare il nostro DNA sportivo". Aprendo poi alla possibilità lanciata da Christian Horner di vendere ai clienti le proprie monoposto: "Non sarebbe un sacrilegio, in F1 accadeva già in passato e oggi avviene per esempio in MotoGP

Brown ha ribattuto punto su punto: "Il messaggio di Binotto è contraddittorio, parla di difendere il DNA della F1, che è fatto da costruttori, e apre alle macchine per clienti che più che la F1 moderna ricorda gli anni ‘70. Fissare un tetto alle spese non mette in pericolo il suo ruolo apicale nell’automobilismo. Mi spiacerebbe se la Ferrari andasse via, vorrei che restassero tutti. Ma la F1 si può fare anche con 18 macchine, persino con 16 ma non con 14. La F.1 potrebbe sopravvivere senza di loro, ma preferisco che rimangano nel nostro sport". Secondo Brown, la Ferrari sarebbe in minoranza rispetto al resto dei team: "E di questo Liberty e la FIA devono tenere conto piuttosto che inchinarsi alla Ferrari, malgrado il suo diritto di veto".

Anche riguardo il Coronavirus, Brown non si è trovato d'accordo con le parole di Binotto, L'italiano aveva detto: "In F1 abbiamo scuderie con diverse caratteristiche, che operano in diversi Paesi, con diverse leggi e ognuna con il suo sistema di lavoro. Non è quindi semplice, né immediato, apportare cambiamenti strutturali tagliando linearmente i costi. Siamo tutti coscienti delle difficoltà causate dal COVID-19, ma non bisogna reagire in modo affrettato. Il rischio è di prendere decisioni figlie dell'emergenza, senza valutare chiaramente tutte le conseguenze". Binotto non ha fretta, del resto la Ferrari è l'unica Casa automobilistica a non aver sofferto (al momento) una crisi economica, ma per le altre squadre la situazione è molto più complicata. Brown attacca: "Ci sono Paesi chiusi e primi ministri che devono prendere decisioni veloci, non farlo sarebbe un errore madornale. E’ negare la realtà. Purtroppo ci sono pochi team che generano profitti e chiunque è in F.1 vuole promuovere qualcosa, magari auto o bevande". 
TatuusTRIDENTWSKF4ItaliaF4 SpanishEurocup3G4RacingCampos RacingRS RacingCetilar