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18 Feb 2013 [21:26]

La Patrick entra nella storia

Stefano Semeraro

Adesso anche gli appassionati duri e puri delle stock car dovranno ammetterlo: Danica Patrick è una campionessa vera. Grinta reale, velocità a prova di ironie. Nessuno potrà più dire che la Patrick è solo chiacchiere e lingerie. Una pole nella categoria più americana che ci sia, la NASCAR Sprint Cup, non era riuscita mai a nessuna donna prima di lei. Solo Shawna Robinson nel ’89 era partita davanti a tutti, ma si trattava di una serie minore. L’anno scorso Danica era riuscita a staccarne una in Nationwide, sabato prossimo però accelererà nella storia. L’impresa le era già riuscita nella IndyCar, dove ha in carniere una vittoria in campionato e un 3° posto a Indy, ma lì era stata preceduta Sarah Fisher. Colpacci, comunque, ma la NASCAR è il cuore del motorsport americano, il cuore della community da corsa a stelle e strisce, un passatempo nazionale che se la batte con la NFL e la NBA.

La Patrick entra così definitivamente, trionfalmente, nell’empireo delle maghe, o streghette del volante. Insieme a Maria Teresa de Filippis, la prima lady della F.1, all’altra yankee Janet Guthrie, a Lella Lombardi primo pilota italiano a correre in NASCAR, alla rallista volante Michelle Mouton. Gas di scarico, non solo profumi, sparsi con malizia feroce sulla visiera di molti colleghi. Un piccolo passo, magari, per la diva Danica, ma un grande balzo per chi crede che le donne al volante possano diventare sì un pericolo costante: ma per gli avversari, non per la salute pubblica.