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25 Dic [19:26]

La Tatuus che verrà
Delfino spiega l'oggi e il domani

Jacopo Rubino

Nonostante gli ostacoli su scala globale, Tatuus archivia un 2021 ricco di significati: è stato un anno di ripartenze, di nuovi accordi e che getta le basi per una ulteriore crescita dell’azienda, come racconta l’amministratore delegato Giovanni Delfino: "Devo ammetterlo, ogni volta rischio di dimenticare qualcosa, quando parlo dei nostri impegni e delle nostre forniture. Questo dà l'idea del mercato di cui godiamo oggi, e di quanto possiamo essere contenti".

Nella consueta intervista di fine stagione con l'amministratore delegato Giovanni Delfino, questo passaggio è forse il più esplicativo della crescita di Tatuus. Nel 2021 il costruttore lombardo ha tenuto saldi i legami esistenti, ma ha anche avviato nuove partnership, viaggiando su due fronti: in pista, con il ritorno delle gare verso una maggiore normalità dopo la pandemia Covid-19, e in sede per il varo della futura Formula 4, prodotto bandiera dell'azienda. Il tutto dovendo comunque superare altri ostacoli esterni e inaspettati, che ancora una volta hanno reso fondamentale l'abilità di operare anche al di fuori della routine, pur di raggiungere i traguardi prefissati.

Giovanni, che anno è stato per Tatuus? L'effetto della pandemia non si è esaurito, ma è sembrato tutto più normale.
"Dal nostro punto di vista, a soffrire le conseguenze del Covid-19 anche nel 2021 è stata solo la Toyota Racing Series, per le restrizioni molto severe volute dal governo della Nuova Zelanda. Altri campionati si sono invece adattati alla situazione, come ad esempio la F3 Asia che ha spostato il baricentro in Medio Oriente, peraltro con ottimi riscontri. Abbiamo comunque garantito sempre il nostro supporto, in loco o a distanza, quando purtroppo non ci è stato consentito di entrare in alcuni Paesi, come gli Stati Uniti. Un margine di incertezza chiaramente è rimasto: si è verificato qualche cambiamento nei calendari, con annullamenti o addirittura cancellazioni, e qualche problema di logistica, fra protocolli, tamponi, costi di viaggio e trasporto saliti alle stelle. Per fortuna lavoriamo con promoter bravissimi, che hanno adottato tutti gli strumenti necessari per disputare regolarmente gli eventi, così da consentire a tutti i professionisti coinvolti di continuare a operare".

L'esperienza maturata nel primo periodo della pandemia vi ha dato qualche arma in più?
"Abbiamo la consapevolezza di saper reagire a situazioni che mutano di giorno in giorno, e siamo diventati più pronti a rispondere a questioni legislative e procedurali a cui in precedenza non eravamo preparati, ma semplicemente perché non era così necessario. Seguire protocolli tanto rigidi, però, toglie energie, oltre ad essere un danno economico non facilmente recuperabile. Speriamo quindi di archiviare questa parentesi al più presto. Per noi come Tatuus, ma ovviamente per la popolazione in generale".



Mentre i campionati ripartivano a pieno regime, compresa la W Series al fianco della Formula 1, in parallelo Tatuus ha vissuto un'altra gara: quella contro il tempo per lanciare la nuova Formula 4.
"È stata senza dubbio la sfida più grande per noi, in questi mesi. Della seconda generazione di F4 si parla da almeno tre anni, perché il debutto previsto inizialmente dalla FIA doveva essere per il 2020, poi slittato al 2021 e ancora al 2022 con la pandemia di mezzo. Tutti gli organizzatori hanno deciso di aderire subito al nuovo ciclo tecnico, nonostante fosse stato concesso un periodo di transizione. Ha prevalso il desiderio di maggiore sicurezza di tutti gli attori coinvolti, tra cui le squadre e le famiglie dei piloti, che sono ragazzi molto giovani. Gli standard di sicurezza garantiti dalla T-418 saranno decisamente superiori al modello precedente, e non solo per il sistema Halo".

Quali sono?
"I regolamenti sono stati perfezionati soltanto all'inizio di quest'anno, di conseguenza la fase di progettazione delle monoposto si è chiusa solo nei primi mesi 2021 e il processo di prototipazione e collaudo, sia in officina che in pista, è slittato in avanti. I tempi sarebbero stati compatibili con i numeri di produzione che ci sono stati richiesti, ma permangono condizioni globali di anormalità: la carenza delle materie prime è un problema anche nel motorsport. Di fronte alla cosiddetta crisi dei chip ci siamo lanciati alla ricerca di componentistica elettronica, poi sono venuti a mancare l'alluminio e in queste settimane persino la fibra di carbonio. A questo si aggiungono i rallentamenti nella logistica internazionale. Tempi di viaggio che prima erano programmabili ora non lo sono più, fra porti bloccati, navi che restano magari in attesa per giornate intere di poter attraccare, e dogane ferme. Abbiamo spedito le nostre 25 nuove Formula 4 verso gli Emirati Arabi senza la certezza che venissero condotte a destinazione per il normale svolgimento delle gare. Gli ordini si sono aperti a marzo, ma per alcuni clienti siamo ancora in lotta per consegnare i primi lotti".



La notizia positiva, però, è il numero di ordini ancora superiore al passato, per la nascita della F4 Brasiliana o il passaggio al pacchetto Tatuus della prestigiosa British F4, quest'ultimo davvero un colpo straordinario.
"La questione non è solo di tipo commerciale. Alla presentazione ufficiale della British F4 ho voluto sottolineare quanto siamo orgogliosi di essere presenti in una delle patrie del motorsport. Dopo la GB3, possiamo fregiarci di essere fornitori di un altro campionato nel Regno Unito, un Paese centrale per il nostro settore. A questo si somma la creazione di campionati F4 in Brasile e India, mercati che Tatuus non aveva ancora raggiunto. L'impegno produttivo è grande, ma siamo davvero felici".

Tatuus aveva già questo ruolo, ma si è ulteriormente affermata come leader assoluta del panorama F4. Difficile essere smentiti.
"Senza parlare dei nostri competitors, la nostra supremazia in Formula 4 è oggettiva. Ma mi piace ancora di più vedere Tatuus come riferimento nei primi step nella scalata dal karting ai vertici dell'automobilismo. È così sia in Europa, appunto con la F4 e poi con la Formula Regional by Alpine, ma anche negli Stati Uniti con USF2000 e Indy Pro 2000, senza dimenticare la nostra presenza in Asia".

Sempre in Gran Bretagna, anche la GB3 riceverà da Tatuus una macchina evoluta.
"La MSV di Jonathan Palmer è uno dei nostri clienti storici, che ci ha domandato un kit di aggiornamento guardando in particolare alla sicurezza, necessità che anche in questo caso è stata particolarmente sentita. Lo stesso è accaduto negli Stati Uniti, perché abbiamo realizzato per USF2000 a Indy Pro 2000 con upgrade che includono l'Halo, una monoscocca modicata, nuove pance, fondo e carrozzeria".

Ma senza trascurare ciò che sta già funzionando bene.
"Ovviamente abbiamo tutti i campionati con le vetture Formula Regional, fra Europa, Asia, Nuova Zelanda, e la W Series, in cui non ci sono state novità tecniche, ma in cui continuiamo a essere coinvolti. La Formula Regional by Alpine ha disputato gli ultimi appuntamenti della stagione 2021 al Mugello e a Monza con 36 monoposto, picco assoluto. La F3 Asia ripartirà a gennaio con 28 iscritti, anche qui un record. La W Series ha limitato per scelta il parco partenti a 18 ragazze, ma sappiamo che riceve molte più richieste".



I campionati in cui Tatuus è telaista, sembrano generalmente godere di ottima salute. Si può dire che sia anche merito vostro?
"Pensarlo mi rende molto orgoglioso. La vettura e l'assistenza tecnica costante fanno tanto, ma il discorso è reciproco. Come dicevo prima, pensiamo sempre alla fortuna di collaborare con promotori capaci. Mi viene in mente ACI Sport, che nel 2014 era stata la prima federazione al mondo a partire con la categoria Formula 4. Sette anni dopo, nel 2021, l'ultimo weekend con la vecchia vettura aveva 35 piloti in azione".

La prima F4, la T-014, è comunque diventata già da tempo un simbolo nella storia di Tatuus. E non è ancora pronta per il museo
"Dopo l'epopea della vecchia Formula Renault 2.0, Tatuus è rinata e cresciuta grazie alla F4. Non so se mettere proprio questo progetto in cima alla nostra classifica, semmai posso augurarmi che ci finisca quello di nuova generazione! In ogni caso l'importanza della categoria per noi è indiscutibile, è il nostro zoccolo duro. E in Gran Bretagna, sempre con la MSV di Jonathan Palmer, nel 2022 partirà il campionato GB4: le T-014 avranno una seconda vita agonistica, confermando di mantenere un appeal significativo".

C'è già tantissima carne al fuoco, ma quale può essere la prossima avventura di Tatuus?
"Il 2022 per noi partirà all'insegna del consolidamento, pensando al numero totale di vetture da produrre senza sosta fino a giugno. Poi ci sposteremo in una nuova sede all'avanguardia ad Arese, molto rappresentativa della Tatuus di oggi. Scientemente abbiamo deciso di attendere per il nostro trasferimento, perché un processo del genere richiede sempre adattamenti e volevamo evitare incognite in un periodo chiave. Stabiliti nella nuova base, ci siederemo per capire dove vogliamo ulteriormente spingerci. L'idea di ampliare il nostro portafoglio con altri prodotti e altre idee c'è, sicuramente. Ad esempio, mi piacerebbe capire se esista la possibilità di creare una monoposto elettrica propedeutica alla Formula E, in più stiamo dialogando con altri costruttori per progetti alternativi. Ma per adesso devo restare vago...".

Dire Arese fa venire in mente un nome molto amato dagli appassionati, Alfa Romeo.
"La nuova sede sorgerà proprio in una parte delle aree ex Alfa Romeo: è affascinante la prospettiva di far sorgere da quelle ceneri una realtà legata al motorsport di alto livello, in cui la stessa Alfa ha scritto grandi pagine. Saremo nei pressi della pista ACI dove potremo fare collaudi, sperimentazioni e attività esterne. L'area attirerà altre realtà dell'industria automotive, per noi è motivo di vanto approdare lì da pionieri".

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