F4 CEZ

Le proteste dei team dopo Most
Le risposte del promotore Krenek

Massimo CostaLe ultime gare della F4 CEZ hanno scatenato un po' di scompiglio tra i team. Qualche decisione del direttor...

Leggi »
altre

Eurocup-5, il progetto prende forma
8 team, 5 eventi, 100.000 euro al primo

In seguito all'annuncio della Eurocup-5 da parte della Federazione Reale Spagnola Motorsport (RFEDA), il campionato ha c...

Leggi »
F4 Spanish

In 7 per un posto al sole
L'equilibrio che persiste

Davide Attanasio - FotocarÈ rimasta nascosta nel mare magnum di corse, di appuntamenti e di emozioni, che si sono affastella...

Leggi »
F4 Italia

Ecco il calendario 2027
Ultima prova a Montmelò

Saranno sette appuntamenti tutti da vivere quelli della Formula 4 italiana 2027. La ricca serie tricolore presenta una impor...

Leggi »
E4

Pronto il calendario 2027
Tappa estera a Le Castellet

Definite le date della serie E4 Championship che si sviluppa su tre appuntamenti, come da tradizione. Ad ospitare la categor...

Leggi »
gt italiano

Definiti i calendari
2027 Endurance e Sprint

Con grande anticipo rispetto al passato, ACI Sport ha già definito i calendari del Gran Turismo Endurance e Sprint della sta...

Leggi »
31 Dic 2008 [14:55]

La fuga dei costruttori
Quei terribili 33 giorni

Sono state settimane terribili per il motorsport. In 26 giorni hanno abbandonato il motorsport Honda (F.1), Subaru e Suzuki (Rally), Kawasaki (Moto GP), Audi (LMS e ALMS) pur rimanendo attiva in un paio di classiche come Sebring e Le Mans. Ha iniziato l'Audi, lo scorso 28 novembre, annunciando che non avrebbe partecipato ai campionati Le Mans Series e American Le Mans Series. Il motivo? Contenere i costi. Anche se il gruppo tedesco non sta soffrendo particolarmente e le vendite sono ottime, in Audi si è preferito anticipare una eventuale e futura crisi economica interna.

Dopo una settimana, la bomba della Honda, che ha abbandonato la F.1 mentre il team stava lavorando sodo per riemergere dopo una stagione deludente. A cascata sono poi arrivate le decisioni di uscire dal mondiale rally da parte di Suzuki e Subaru. Infine, la Moto GP che pareva essere solamente sfiorata dalla crisi (si temeva che la Honda bloccasse anche il programma delle due ruote ma non è stato così) ha dovuto rassegnarsi nel vedere la Kawasaki alzare bandiera bianca. Tutte queste scelte non portano la firma dei team manager che dirigono il reparto corse delle Case sopra citate, ma sono state dettate direttamente dai consigli di amministrazione.

Quindi, per chi vive nel motorsport, si è trattato di veri fulmini, dolorosi. Centinaia di persone sono praticamente senza lavoro, i piloti si sono ritrovati privati di un volante o a gestire programmi estremamente limitati, come quelli dell'Audi. Un brutto Natale. Tutti i costruttori hanno motivato le loro scelte con la crisi economica che sta bruciando il globo. In particolare il Giappone. In quel Paese la cultura, lo stile di vita, è completamente diverso da quello occidentale. La morale prevale (anche se non mancano casi di corruzione) e per molti dirigenti è apparso estremamente controproducente spendere milioni di yen in attività sportive quando i loro dipendenti sono in affanno, in particolare in un momento in cui è proprio lo yen, schizzato alle stelle, a frenare le esportazioni.

A questo si aggiungono risultati non proprio positivi, con Honda, Subaru, Suzuki e Kawasaki relegati al ruolo di comprimari. Sicuramente un motivo in più per dire stop. Cosa ci porterà il 2009? Si è conclusa il 30 dicembre 2008, con l'annuncio del ritiro della Kawasaki, l'emorragia delle grandi Case coinvolte nel motorsport? Auguriamoci di sì. E intanto, forse, è meglio iniziare a controllare lo stato di salute dei tanti campionati presenti nel mondo. La domanda che ci si pone è: riusciranno a partire tutti? A rispettare i calendari?

Massimo Costa
gdlracingTatuus