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28 Mag 2018 [18:59]

La gran corsa di Ocon
E l'inutile polemica su di lui

Massimo Costa

Una qualifica tosta, da pilota talentuoso quale è, nonostante una Force India-Mercedes che è ancora lontana dal poter ripetere le prestazioni del 2017 e 2016. Esteban Ocon ha portato la VJM11 in terza fila col sesto tempo, miglior prestazione della stagione per la squadra con base a Silverstone, e in gara ha compiuto al meglio la missione di recuperare punti conquistando con merito un bel sesto posto che fa seguito al terzo gradino del podio firmato da Sergio Perez a Baku.

Questa volta però, il messicano non ha terminato nella top 10 a causa di un pit-stop lento in quanto i meccanici non riuscivano a inserire la ruota posteriore destra. Ocon ha imparato in fretta la lezione di Baku, quando dopo due curve, da settimo in griglia, ha chiuso la porta a Kimi Raikkonen ritrovandosi contro il muro. E così sul tracciato cittadino monegasco, al via è stato attento e guardingo, non commettendo sciocchezze.

Qualcuno ha poi criticato il francese per avere facilitato il sorpasso di Lewis Hamilton dopo che il campione del mondo aveva effettuato il pit-stop al 12° giro, molto presto quindi. Rientrato in bagarre, il pilota inglese si è ritrovato dietro ad Ocon che subito, all’uscita del tunnel, gli ha concesso un facile sorpasso. Il francese si sarebbe poi fermato alla tornata numero 23. Non ha voluto storie Ocon, evitando la lotta con Hamilton, arrivatogli alle spalle con gomme ultrasoft usate.

Certo, la mossa non è piaciuta troppo perché il ragazzo della Force India si è fatto da parte come fosse un doppiato anziché lottare e ai microfoni delle televisioni, quando gli è stato chiesto il motivo per cui ha reso la vita così facile ad Hamilton ha risposto con onestà: “Sono un pilota Junior Mercedes e non c’era ragione per rischiare tenendolo dietro essendo lui molto più veloce di me, chiedetelo al mio boss”. Che per inciso non è Vijay Mallya, ma Toto Wolff, team principal Mercedes.

Un gioco di marca, non di squadra, che non deve comunque sorprendere. La Force India è legata al costruttore di Stoccarda, con cui ha anche non pochi debiti, ed è in una posizione per cui non può fare a meno del suo supporto. Per fare un esempio, ai tempi che furono la Sauber quando era definita Ferrarina, non si permetteva di certo di dare fastidio alle Rosse, così come è logico credere che Charles Leclerc nel caso si trovasse dinanzi a Sebastian Vettel o Kimi Raikkonen, non ci penserà due volte a farsi da parte. E’ nella logica delle cose, dei rapporti stretti che legano piloti e squadre. Dunque perché meravigliarsi?
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