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19 Apr [18:59]

Lamborghini, intervista a Sanna:
c'è l'idea Le Mans con le regole LMDh

Jacopo Rubino

In Lamborghini si sogna, anzi si studia, qualcosa di grande: la partecipazione al WEC e soprattutto alla 24 Ore di Le Mans, anche per giocarsi la vittoria assoluta. Ce lo confermano le parole di Giorgio Sanna, responsabile di tutte le attività sportive Lamborghini, intervistato da Italiaracing durante il weekend di Monza che ha visto la partenza del GT World Challenge Europe, vetrina della classe GT3, e del Super Trofeo continentale, gli attuali programmi-pilastro della casa di Sant’Agata. Lo saranno ancora, ma si sta valutando il nuovo regolamento dei prototipi LMDh: una sfida che, se sposata, potrebbe disegnare nei prossimi anni uno scenario straordinario per il pubblico italiano e per l’intero automobilismo: una lotta Lamborghini-Ferrari per il trionfo alla maratona della Sarthe, avendo Maranello già annunciato il progetto Hypercar con debutto nel 2023. Con Sanna, inoltre, abbiamo colto l’occasione di fare il punto sull’attualità della squadra corse del Toro.

Con il via di GT World Challenge Europe e Super Trofeo Europa, la stagione Lamborghini è davvero entrata nel vivo. Che anno attende Lamborghini?
"Ci aspettiamo un anno positivo, al di là della situazione che stiamo vivendo a causa della pandemia. Nel Super Trofeo abbiamo cominciato con una griglia di quasi 30 macchine, un numero persino superiore a quello degli ultimi due anni, e abbiamo 7 vetture competitive nelle diverse classi Endurance del GT World Challenge. Di recente abbiamo inoltre celebrato i 400 esemplari venduti della Huracàn da corsa. Sono tutti segnali che ci danno fiducia, che ci fanno guardare con ottimismo al futuro. Ci aspettiamo una ulteriore crescita, anche guardando agli Stati Uniti dove abbiamo cominciato con un terzo posto alla 24 Ore di Daytona, nostro quarto podio consecutivo contando le vittorie nelle tre edizioni precedenti, e con una vittoria al debutto del team K-Pax nel GT World Challenge America dove abbiamo avuto un incremento esponenziale di nostre GT3 al via. E aspettiamo anche la partenza del Super Trofeo America, in cui toccheremo probabilmente il record di iscritti".

Quanto l'emergenza Covid ha influenzato i programmi di Lamborghini?
"Non particolarmente, in realtà. Durante il lockdown dello scorso anno siamo riusciti a reagire in tempo con flessibilità, per mettere in piedi una serie di strategie che ci hanno dato l'opportunità di allestire comunque il Super Trofeo sia in Europa che in America. Purtroppo abbiamo dovuto rinunciare al campionato in Asia, sia nel 2020 che per questo 2021, avendo ritenuto che non ci fossero le giuste premesse per poterlo organizzare. Allo stesso tempo abbiamo portato avanti nuovi progetti molto ambiziosi, come quello della Essenza SCV12, una piattaforma che ci sta dando grandi soddisfazioni e che entrerà nel vivo a partire da giugno, permettendoci di crescere in mercati dove prima eravamo meno presenti. Penso ad esempio alla Cina, dove negli ultimi mesi abbiamo venduto molte vetture da competizione, sia Super Trofeo che GT3".

Ogni anno Lamborghini in ambito GT3 è riuscita a mettere in bacheca dei titoli, sia nelle serie internazionali che in quelle nazionali. Però il 2020 nel GT World Challenge Europe è stato meno facile, dopo l'incredibile tripletta 2019.
"Dopo un 2019 di grandissimi successi, che credo rimarranno per un po' qualcosa di unico, è chiaro che ripetersi fosse molto difficile. Non dimentichiamo che il Balance of Performance nasce per dare l'opportunità a tutti di essere protagonisti, e le gare sono anche fatte di episodi. In ogni caso lo scorso anno abbiamo sfiorato il titolo Sprint con il team Emil Frey, e abbiamo vinto nel British GT dopo diversi tentativi. Si tratta di un risultato di cui andiamo particolarmente fieri, così come aver del titolo Endurance nell'IMSA, forse l'unico che in America ci mancava. Ogni anno ci poniamo nuovi obiettivi, ma il bello dello sport è che nulla è scontato".

Il desiderio, quindi, vista anche la qualità dei vostri equipaggi, è di riprendersi almeno un titolo nel GT World Challenge.
"Come detto partiamo sempre con l'obiettivo di vincere il più possibile, chiaramente tenendo in considerazione l'altissimo livello di competitività del GT World Challenge, e con il massimo rispetto per i nostri avversari che, senza dubbio, non dormono. C'è anche il desiderio di conquistare la 24 Ore di Spa, fra i pochi eventi endurance che non abbiamo portato a casa…".

Tornando al Super Trofeo, è notevole che non sia un campionato monomarca fine a se stesso. I giovani lo sfruttano come rampa di lancio per una carriera ad alto livello.
"Di questo siamo molto contenti e orgogliosi. I nostri programmi giovani ci danno grande soddisfazione, così come ai piloti di maggior talento. Il fatto di avere 10 macchine in classe Pro su una trentina, denota l'attenzione verso il prodotto delle nuove leve, fra chi proviene dal mondo GT, dal Turismo o spesso anche dalle monoposto. Questo perché credono nel progetto Lamborghini: Giacomo Altoé e Sandy Mitchell sono gli ultimi due ragazzi che abbiamo lanciato, ma in generale sono tanti gli junior che hanno un supporto tangibile in GT3 dopo aver saputo mettersi in luce".

Lamborghini è probabilmente uno dei marchi che più hanno dato alla categoria GT3 in questi anni. Per il futuro quali sono i vostri piani?
"Entro il 2023 avremo l'arrivo della versione Evo 2 della Huracàn GT3, mentre a breve ci sarà la Evo 2 della Super Trofeo. Questo è quello che ci porterà ad avere il prodotto giusto per i prossimi tre-quattro anni, dando il necessario supporto alle nostre squadre".

Vedendo la salute di cui continua a godere il movimento GT3, rimarrà il pilastro del vostro impegno sportivo?
"Assolutamente sì. Nel medio termine GT3, e Super Trofeo, saranno sempre la nostra base, su cui vogliamo continuare a investire".

Avete pensato a come evolvere magari il Super Trofeo?
"Ogni anno, per non dire ogni giorno, pensiamo a miglioramenti ed evoluzioni per i nostri programmi. Dai riscontri che riceviamo, in ogni caso, la piattaforma è già di successo e quando si introducono cambiamenti devono essere ben ragionati e condivisi. Bisogna mettere in pratica ciò che i nostri clienti si aspettano".

In questi anni si è detto, o quantomeno sperato, che Lamborghini si lanciasse anche in altre sfide, come la classe GTE o addirittura i prototipi. Realisticamente, è possibile?
"Certo, lo è. Sulla base dei successi ottenuti negli ultimi anni ci siamo guardati intorno e continuiamo a lavorare per essere nella condizione di affrontare una categoria che vada oltre il GT, pur rimanendo in ambito customer racing. La GTE è stata di nostro interesse, ma sta andando via via a sparire: per il bene del motorsport, mi auguro a favore di un maggior utilizzo della GT3, anche a livello ufficiale per il WEC e la 24 Ore di Le Mans. L'IMSA ad esempio per il 2022 ha già annunciato l'arrivo della classe GTD Pro che sostituirà la GTLM. Escludendo la GTE per i motivi che ho spiegato, guardiamo con interesse, come unica opportunità, ai prototipi LMDh".

Insomma, è possibile vedere in qualche forma la Lamborghini alla 24 Ore di Le Mans?
"Questo è quello che ci auguriamo nella nostra squadra corse, così come i nostri team clienti e tutti gli appassionati del marchio. Lavoriamo per questo, ma per far sì che accada servono le condizioni giuste a livello regolamentare: sia per l'ipotesi di avere vetture GT3 o simil GT3 a Le Mans, sia per le LMDh, che è già previsto possano essere utilizzate sia in America che in Europa. La consideriamo la nostra miglior opportunità per andare oltre il GT3 di oggi, ma stiamo valutando se, come e quando arrivarci nel modo giusto. Non mi stanco mai di dire che il nostro reparto corse clienti resta giovane, anche se in pochi anni abbiamo venduto e vinto molto. Dobbiamo muoverci tenendo sempre in considerazione le strategie aziendali e le capacità che abbiamo oggi in termini di competenze ed esperienza. Ma di anno in anno ci sentiamo sempre più maturi. Più che la speranza, l'obiettivo è di arrivare in una categoria che sia uno o due gradini sopra l'attuale GT3".

I tifosi italiani, e non solo, sono autorizzati a sognare una rivalità Lamborghini-Ferrari per la vittoria assoluta a Le Mans?
"Perché no...".

L'annuncio già fatto dalla Ferrari, al via nel WEC dal 2023 con una Hypercar, può essere per voi uno stimolo aggiuntivo?
"In realtà la soddisfazione per noi è già di competere in ambito GT3 come stiamo facendo oggi, a livello globale e contro numerosi costruttori, che in buona parte hanno una storia sportiva lunga e piena di successi. Lottare contro di loro ad armi pari ci rende orgogliosi. Vogliamo crescere ma in modo graduale, rappresentando al meglio il nostro marchio".

Audi è da ormai vent'anni la proprietaria di Lamborghini: qual è il rapporto con la casa madre? Può essere un freno o vi ha messo le ali?
"Non è mai stato un freno e mai lo sarà. Ho vissuto personalmente in questi vent'anni il percorso di crescita dell'azienda Lamborghini sotto il controllo Audi, prima nel prodotto e poi nel motorsport. In entrambi i casi il supporto è stato sempre enorme, e continuerà ad essere così. In ambito customer racing vigono le stesse regole di un normale mercato, ognuno ha i propri clienti e le proprie strategie, pur condivise e gestite al meglio. Poi si fa il massimo in base ai mezzi disponibili".

Rientra in questo discorso il ritorno di Mirko Bortolotti fra i piloti Lamborghini, dopo un anno in Audi?
"Mirko ha sempre fatto parte della famiglia Lamborghini Squadra Corse, sin dalla sua nascita, ha avuto la volontà di provare nuove esperienze e lo abbiamo supportato, dopodiché c’era il desiderio di tornare a vestire i nostri colori: quanto fatto assieme negli anni precedenti e gli ottimi rapporti mantenuti hanno creato l’opportunità di riaverlo con noi. Lamborghini Squadra Corse è a tutti gli effetti una famiglia, questo è il nostro DNA: qualunque pilota o collaboratore che abbia contribuito al successo dell’azienda avrà sempre le porte aperte a Sant’Agata".

Per circa quattri anni presidente di Lamborghini è stato Stefano Domenicali, ora a capo della F1. Che eredità ha lasciato, soprattutto lato motorsport?
"Stefano ha contribuito innanzitutto al consolidamento e al successo dell’azienda, e in ambito motorsport ha determinato una crescita professionale di tutta la squadra corse, spingendoci ad elevare le nostre capacità e professionalità, in una dimensione via via sempre maggiore. Lascia un’eredità importante che spetta a noi portare avanti".

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