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1 Mar 2022 [12:23]

Le F1 2022 sono in sovrappeso:
un dilemma per costi ed efficienza

Jacopo Rubino

795 chilogrammi. Questo è il peso minimo per le vetture 2022 di Formula 1, quelle della rivoluzione a effetto suolo. Colpisce, in confronto ai 600 in vigore quindici anni fa, ma le auto appena lanciate sono comunque in sovrappeso. La "dieta", in nome delle prestazioni, porterebbe sviluppi e costi: ecco perché le squadre discutono di alzare il tetto, evitando di battagliare su questo campo drenando risorse dal budget cap.

Difficile mettere tutti d'accordo: secondo Auto Motor und Sport, l'Alfa Romeo C42 è l'unica macchina sotto quota 795, grazie al passo più corto della griglia. Una scelta progettuale che potrebbe essere stata molto lungimirante. Vicina al limite ci sarebbe anche la McLaren con la sua MCL36. Per il team di Woking, e per l'Alfa Romeo, cambiare le regole significherebbe rinunciare a un notevole vantaggio competitivo, e farlo adesso non sarebbe nemmeno corretto dal punto di vista sportivo.

"Prima si è detto che sarebbe salito, poi è stata cambiata idea", ha rivelato Helmut Marko, consulente Red Bull. La compagine anglo-austriaca, con la sua RB18, sarebbe proprio quella più distante dall'obiettivo: magari avrà maggiore carico aerodinamico, ma sul circuito di Barcellona, sede dei test collettivi la scorsa settimana, ogni 10 kg extra si pagano circa tre decimi al giro. "È il nostro unico problema", ha ammesso Marko.

Per modificare il peso minimo, in base a quanto previsto dal Patto della Concordia, servirebbe il sì di 8 scuderie su 10, ma anche il parere favorevole della FIA e di Liberty Media. L'argomento, comunque, a lungo termine va affrontato anche in un'altra ottica: quella dell'efficienza energetica che la F1 sta giustamente perseguendo, sia con l'introduzione delle power unit turbo-ibride nel 2014, sia con l'adozione di carburanti sostenibili. Più chili, però, significano più consumi, aspetto poco coerente con il messaggio che vuole dare il Circus odierno.

"Crediamo di poter avere vetture più compatte nel 2026", aveva confermato qualche mese fa il responsabile sportivo Ross Brawn, pensando al varo dei motori di prossima generazione. I costanti aumenti dal 2007 sono dovuti all'uso dei propulsori ibridi, più complessi, a maggiori standard di sicurezza, adesso anche all'impiego dei cerchi da 18 pollici. Magari fra quattro anni si invertirà finalmente la tendenza.
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