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23 Gen 2026 [9:14]

L’incontro tra FIA e costruttori conferma
la legalità dei motori Mercedes e Red Bull

Michele Montesano

Fumata nera. Il caso dei motori di Formula 1 e del rapporto di compressione continua a tenere banco alla vigilia della stagione 2026, ma dalla riunione tra FIA e costruttori non è emersa alcuna svolta immediata. L’incontro tecnico, convocato ieri dalla Federazione Internazionale, aveva l’obiettivo di fare chiarezza su una presunta zona grigia del regolamento, ma si è concluso con la conferma che le soluzioni sviluppate da Mercedes e Red Bull Powertrains restano legali e potranno essere utilizzate a inizio stagione.

Al centro della discussione c’è il limite di rapporto di compressione fissato a 16:1 per le power unit 2026, un valore che il regolamento tecnico impone venga verificato esclusivamente a temperatura ambiente. Secondo Ferrari, Audi e Honda, questa formulazione lascerebbe spazio a varie interpretazioni della norma consentendo di progettare motori che, una volta raggiunta la temperatura di esercizio, aumentano sensibilmente il rapporto di compressione, con evidenti benefici in termini di rendimento e prestazioni.

Gli indiziati sono Mercedes e, in misura minore, Red Bull che avrebbero sviluppato soluzioni in grado di spingersi fino a un rapporto di compressione prossimo a 18:1 a caldo, pur rientrando perfettamente nel limite regolamentare durante le verifiche a freddo. Un approccio che, pur rispettando alla lettera la norma, andrebbe ad ottenere un vantaggio prestazionale di 10 kW, ovvero 13 Cv, quantificabile in tre-quattro decimi di secondo al giro.

La FIA, sollecitata formalmente dai costruttori, ha quindi deciso di riunire i responsabili tecnici dei motoristi per valutare la possibilità di introdurre in futuro un metodo di misurazione del rapporto di compressione anche a motore caldo. Da quanto filtrato dall’incontro, il confronto sarebbe stato costruttivo sul piano concettuale, con una sostanziale convergenza su una possibile tipologia di misurazione da poter effettuare anche a motore acceso e in esercizio.

Tuttavia l’eventuale definizione di una nuova metodologia non implica un’adozione immediata. Qualsiasi modifica al regolamento tecnico dovrebbe infatti seguire il normale iter politico, passando dal confronto con i vertici dei costruttori fino a una votazione formale in Commissione F1. Ed è proprio su questo fronte che emergono gli ostacoli maggiori: Mercedes fornisce quattro team, Red Bull due, e insieme detengono una maggioranza sufficiente a rendere molto complessa l’approvazione di un cambiamento che andrebbe a colpire direttamente le loro soluzioni.

La proposta di introdurre sensori in camera di combustione per monitorare i parametri anche a caldo non ha trovato l’unanimità necessaria, lasciando la FIA senza strumenti concreti per intervenire nell’immediato. Di conseguenza la prossima stagione di Formula 1, con annesso nuovo ciclo regolamentare, vedrà già alcuni costruttori sul piede di guerra. Non è escluso quindi che alcuni team possano presentare reclami già al termine del primo GP d’Australia.
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