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24 Ago 2011 [15:06]

L'intervista - Emmanuel Esnault
Con 530 cavalli, la F.1 è più vicina

Massimo Costa

Il futuro della World Series Renault 3.5 è stato tracciato. Emmanuel Esnault, responsabile sportivo di Renault Sport Technologies, l’uomo che è l’anima non solo della 3.5 ma anche della Eurocup F.Renault 2.0 e della Megane Trophy, spiega quale sarà il futuro della categoria.

Come mai avete deciso di incrementare le prestazioni della vettura 3.5? Cosa vi ha spinto ad innalzare i vostri obiettivi? Si parla di un miglioramento, in questa prima fase di sviluppo della monoposto, di ben 3”…
“Volevamo essere più vicini alla F.1. Con l’attuale vettura il gap è molto elevato, con la nuova macchina proviamo a ridurlo. Abbiamo cercato di seguire una logica commerciale e sportiva creando una monoposto di 530 cavalli, con l’ala mobile e tante altre migliorie aerodinamiche”.

La scelta Zytek ha sorpreso…
“Per il progetto monoposto 2012 avevamo due soluzioni: sviluppare il motore derivante dalla serie con Solution F oppure optare per un vero motore da corsa, il Zytek. Abbiamo puntato su quest’ultima opzione trovando un accordo molto interessante con il costruttore inglese. Solution F rimarrà nostro partner per quanto riguarda i motori della Megane. Con loro abbiamo collaborato per la 3.5 fin dal 2005 e siamo molto contenti della qualità dei servizi messi in pratica. I loro propulsori erano e sono affidabili, costanti nel rendimento e soprattutto il livello è sempre stato uguale per tutti. Sarà così anche con Zytek ovviamente, questa è la nostra filosofia di base”.

Il budget per una stagione, con la nuova monoposto, crescerà di molto?
“Attualmente le squadre richiedono ai piloti budget diversi, in un raggio che va dai 600 agli 800 mila euro. Il nuovo pacchetto comporterà un aumento dei costi che può variare dai 50.000 ai 75.000 euro. Ma dipenderà da team a team”.

Si parla di una lista di nuove squadre desiderose di far parte della Renault 3.5 molto lunga, pare siano undici…
“Posso dire che gli attuali tredici team ci hanno confermato la volontà di continuare a far parte del campionato anche per il futuro. E’ vero che abbiamo diverse squadre intenzionate ad entrare. Allora, il 30 settembre avremo una prima idea perché chi vorrà far parte del nostro campionato 2012 dovrà versare una caparra di 50mila euro, che sarà poi restituita a chi non verrà scelto. Dopo di che, in base a vari parametri che analizzeremo, il 17 ottobre comunicheremo quelle che saranno le squadre pre selezionate più due in lista di attesa. Ci sarà poi uno step finale”.

Presume che ci saranno dei nuovi team nel campionato 2012?
“Dobbiamo verificare il livello delle squadre, il loro spirito sportivo, l’immagine globale, verificare chi è interessato a investire a lungo termine nel nostro campionato. Questi sono gli elementi principali per cui opereremo le scelte finali”.

Come sarà il calendario 2012?
“La cosa più importante è quella di cercare di non avere concomitanze con la F.1. Ma è anche la cosa più difficile. Le gare del mondiale aumentano sempre più e il loro calendario non è ancora definito. Stiamo lavorando per cercare nuovi Paesi, come Russia e Brasile, mantenendo quelle che sono ormai le nazioni che da tempo ospitano la World Series Renault, ovvero Francia, Gran Bretagna, Ungheria, Belgio, Germania, Spagna e Montecarlo. Gli avvenimenti comprensivi della 3.5, 2.0 e Megane saranno sei. La 3.5 avrà poi una prova con la F.1 a Monaco e due altre tappe da sola, abbinata ad altre categorie. La Megane e la 2.0 litri invece, avranno un appuntamento senza 3.5. Quindi, riepilogando, la 3.5 conterà nove prove, la Megane e la 2.0, sette. Voglio aggiungere che se andremo in Russia o in Brasile, Renault aiuterà economicamente la logistica dei team”.
L’aumento dei cavalli della 3.5 non allargherà la forbice con la Eurocup Renault 2.0 rendendo più complicato il passaggio dei piloti tra le due categorie?
“Penso che non vi saranno problemi, abbiamo già visto quest’anno Korjus che sta facendo un lavoro eccezionale arrivando dalla Eurocup Renault 2.0 litri. E prima di lui altri piloti come Charles Pic o Berthon. Certo, ritengo utile per un pilota un passaggio nella F.3. Abbiamo visto Kubica, Vettel, Alguersuari e ora Ricciardo che arrivati nella 3.5 da esperienze in F.3, hanno potuto affrontare senza problemi il salto in F.1. Ritengo che con 3,5 milioni di euro, un pilota può arrivare in F.1 in sei anni di competizione con un percorso molto formativo composto da Renault 2.0, F.3, Renault 3.5”.

Cambierà qualcosa nel format della WSR 3.5 futura?
“No, sarà sempre uguale. Siamo la categoria che permette ad un pilota di girare come da nessuna altra parte. In totale, sta in pista cinque ore nei nostri weekend. Abbiamo due giornate di lavoro separate, ovvero una qualifica e una gara il sabato, una qualifica e un’altra corsa la domenica. Oltre a lunghe prove libere il venerdì. L’ala mobile, o DRS, vedremo come applicarlo alla low down force che ora caratterizza la giornata di gara del sabato. Il DRS sarà libero nelle libere e in qualifica, ma per le corse dobbiamo trovare il giusto equilibrio”.

Come spiega che Renault da sempre è così coinvolta con le corse ad ogni livello, cosa che nessun altro costruttore può vantare?
“La storia di Renault nelle corse è veramente qualcosa di incredibile. La si può trovare ovunque: F.1, Rally, Endurance, fino alle più piccole serie come Clio o formule propedeutiche. Questo comporta un bagaglio di esperienza che è favoloso, senza precedenti. Oggi siamo impegnati a tutto campo nei rally e nella velocità e posso dire che i nostri team li consideriamo come una concessionaria. Siamo molto vicini ai nostri clienti”.

Quante persone sono coinvolte nella WSR?
“Tra noi di Renault e le persone portate in pista da RPM che ci supporta da sempre nell’organizzazione, siamo 80”.

Si dice che la spesa per la organizzazione di un evento WSR, da parte della filiale nazionale, si avvicini al milione di euro…
“Potrebbe essere… ma il gioco vale sicuramente la candela. La WSR offre a un pubblico variegato gare di alto livello gratuitamente. Abbiamo visto anche a Silverstone il grande successo, con 130 mila spettatori nei due giorni, sabato e domenica. Una cosa che nessuno riesce a fare in Europa. Per noi è importante che i bambini, che sono tantissimi nei nostri eventi e infatti abbiamo una parte del paddock dedicata a loro, riconoscano già nel marchio Renault un qualcosa che poi si porteranno sempre dentro. Veramente, mi piacerebbe essere bambino oggi per potere seguire questo tipo di gare dalle tribune”.