Davide Attanasio
Nel panorama delle categorie propedeutiche (e del motorsport in senso lato), la quota delle ragazze al volante è in continuo e costante aumento, sintomo di un mondo che, seppur a fatica, almeno su questo si sta muovendo nella giusta direzione. In rappresentanza dell'Italia, attualmente, c'è la sola
Ginevra Panzeri. Tra i numerosi campionati nei quali la classe 2008 di Bergamo si è dilettata in questa annata, il principale è senza dubbio la F4 francese, sebbene i sogni per il futuro sembrino molto chiari...
Buon pomeriggio, Ginevra. Per iniziare, ti chiederei come è iniziato tutto... "La passione ce l'ho sempre avuta di mio. Mia mamma mi raccontò di quando a 2 anni ero seduta sul seggiolino posteriore della macchina e, arrivati alla via di casa, mi mettevo a piangere perché volevo scendervi, salire sulle sue gambe, posizionare le mani sul volante e portare la macchina in garage. In famiglia nessuno è appassionato di motori, quindi all'inizio ci siamo sentiti un po' spaesati. A 5 anni ho guidato per la prima volta un kart a noleggio, e durante i fine settimana ci divertivamo a girare senza grandi prospettive, fino a quando, durante un evento Porsche a Franciacorta, ho avuto la possibilità di guidarne una. Me ne sono innamorata e, alle parole di un pilota che mi consigliava di iniziare, ci siamo buttati. Con una Porsche stradale ho fatto un test con Enrico Fulgenzi, poi sono passata alle Mitjet prendendo la licenza, e ad agosto 2024 ho provato una Tatuus Formula 4 con il team AKM di Marco Antonelli, che mi fece i complimenti dicendomi che avevo del potenziale. Al che, da ottobre dello stesso anno intrapresi un programma di allenamento con AKM; Marco mi consigliò di fare anche un po' di kart; quindi, durante la settimana ero alle prese con la monoposto mentre nel weekend c'erano i kart".
Tra le tue prime gare (marzo 2025) e le successive (luglio 2025) passò un po' di tempo. Perché?
"Non avendo tantissima esperienza, ho dovuto recuperare il tempo perduto, sia a livello fisico - sebbene non stia mai ferma tra parco avventura, arrampicata e nuoto - che a livello di guida, quindi simulatore, altri test con la formula e kart. In più, almeno all’inizio, Marco (Antonelli; ndr) non voleva riempirmi di gare, di conseguenza, dopo il debutto nella Formula Winter Series abbiamo optato per disputare l'E4 a luglio. Alla fine, però, si sono resi conto che la cosa migliore da fare fosse gareggiare il più possibile".
In un anno e mezzo di corse, hai gareggiato su ben 16 piste; quali ti hanno solleticato di più?
"La pole position di questa speciale classifica va a Montmeló, seguita da Estoril e, a pari merito, Portimão e Spa-Francorchamps. Più si affronta una pista, più il margine di miglioramento si riduce; se all’inizio potevo sbagliare il punto di frenata di una ventina di metri, adesso lo posso sbagliare di cinque. È sempre più difficile correggere gli errori".
Nel 2025 Winter Series ed E4. Questa stagione si sono aggiunte F4 italiana, CEZ e francese. Le tue considerazioni su questi campionati.
"Quello italiano è il più difficile, perché ci sono più macchine e in generale un sacco di cose da tenere sott'occhio; il tempo in pista è generalmente inferiore e devi essere bravo a trovare lo spazio giusto nel traffico. L’E4 gli è molto simile perché di fatto quelli che vi partecipano sono pressappoco gli stessi. L’atmosfera e le piste della Winter Series, invece, sono impareggiabili; sarà che mi piacciono molto quelle zone, sarà che mi sono fissata con Barcellona (Montmeló; ndr), sarà che è un campionato che si colloca a inizio stagione, ma avverto una maggiore vivacità e rilassatezza, per quanto tutti vogliano vincere. Sul CEZ, è probabilmente più "rigido" della Winter Series; idealmente, lo metterei tra la FWS e i campionati ACI Sport".
E la francese? Quanto è diverso correre in monogestione sotto la FFSA Academy?
"Cambiano molte cose. Ad esempio, non è possibile modificare il bilanciamento della macchina in un'ora di sessione. Se piove in prova o in qualifica, generalmente si espone la bandiera rossa per permettere a tutti di cambiare le gomme nello stesso momento per poi ripartire. Se una vettura risulta notevolmente danneggiata, tutti i meccanici accorrono per ripararla nel più breve tempo possibile. Un'altra grande differenza consiste nei briefing, tenuti dalla FFSA Academy, dalla scuola federale e con l’ingegnere con il quale collabori assieme ad altri 5-6 piloti. Il bello è che hai a disposizione tutti gli onboard con i dati. Tutti possono vedere tutto; per fare un esempio, nel caso volessi vedere la prestazione di una ragazza che ha fatto meglio di me, lo posso fare tranquillamente. Rispetto agli altri campionati come l’italiano, è un sistema molto più aperto. Ognuno di noi deve badare a se stesso, e tranne rare eccezioni non ci sono team manager o persone che ti ricordano quello che devi fare, gli orari, eccetera".
La serie transalpina adotta un'altra vettura rispetto alla quasi onnipresente Tatuus T-421. Quali sono le differenze? "Le differenze sono notevoli. Rispetto alla Tatuus T-421, la Ligier JS F422 è più “pesante” e tendente al sottosterzo, il volante è molto duro, la frizione ancor di più e il freno un po' più morbido, mentre l'acceleratore è più duro. Inoltre, la posizione dei tasti sul volante (limitatore, radio, ecc.) è tutta un’altra".
Il weekend di Digione è stato quello in cui hai ottenuto i risultati migliori.
"Nei test non avevo fatto molto bene, quindi non mi aspettavo di essere competitiva. Prima della qualifica, disputata sotto la pioggia, ero andata un po' nel panico per via dei risultati del test, ma sono riuscita a pensare solamente alla guida, e da grande amante del bagnato mi sono classificata nona. Nelle gare, visto il sottosterzo, ho fatto più fatica a guidare la macchina, ma sono comunque andate bene (sesta in gara 1, settima in gara 2, 21esima in gara 3; ndr). Malgrado per regolamento non possa mettere a segno punti dato che gareggio anche in altre categorie, restano i risultati. Fino a questo momento, nessun'altra ragazza è riuscita a fare meglio".
Guardando al futuro, pensi alla F1 Academy?
"Sì, vorrei entrare nella F1 Academy. Sono molto curiosa di vedere com'è da dentro. Potrei conoscere e competere con molte più ragazze, e la possibilità di girare assieme alla Formula 1 potrebbe aiutarmi dal punto di vista dell’immagine. Non tutti hanno il budget infinito. La vedo come una categoria innovativa, che si sta aprendo sempre più".
Cosa c'è in serbo per il resto della stagione?"Il resto della stagione prevede Imola (F4 italiana), Lédenon (F4 francese), Monza (E4) al posto della tappa finale della francese a Le Castellet, Hungaroring (F4 CEZ) e Mugello (F4 italiana)".
Guardi anche a categorie superiori come la Formula 3?
"Avendo ancora poca esperienza, pensare alla Formula 3 è ancora decisamente prematuro. Non dovessi riuscire a fare la F1 Academy, non resterei in F4 e l’opzione FREC sarebbe quella ideale. Dovessi essere selezionata per qualche test (in ambito F1 Academy) e poi successivamente scelta, a quel punto avrebbe senso fare un altro anno in F4, abbinando all'Academy qualche gara di un altro campionato. Un’idea in questo senso potrebbe essere la F4 spagnola. In sintesi, potrebbe essere l'eventuale selezione a decidere il mio futuro".
Come unica italiana a gareggiare nelle propedeutiche, il tuo ruolo è particolarmente importante. È ancora un mondo per uomini quello del paddock?
"Dipende. Da una parte si sta aprendo, anche se c'è ancora qualcuno che ti guarda dall'alto in basso. Mi è capitato di ricevere qualche battutina infelice, ma la maggior parte delle persone non nutre quel sentimento e ti tratta al pari dei ragazzi, come d'altronde dovrebbe essere".
