Michele Montesano
Dopo oltre due anni di digiuno, l’
Emil Frey Racing è tornato al successo nel
GT World Challenge Europe Sprint Cup. A
Zandvoort, nella seconda gara del fine settimana,
Thierry Vermeulen e Ben Green hanno portato al trionfo la
Ferrari 296 GT3 regalando alla squadra svizzera una vittoria che mancava da Hockenheim 2024. Per Vermeulen si tratta inoltre del primo successo nella serie e del primo ottenuto da un pilota olandese sul circuito di casa dal 2014.
La gara si è decisa già nelle prime fasi. Scattato dalla terza posizione, Green ha superato alla prima curva
Louis Prette, vincitore della corsa del sabato con la McLaren 720S GT3 del Garage 59, portandosi subito alle spalle della Ferrari gemella del poleman
Konsta Lappalainen. Il finlandese ha mantenuto il comando nelle fasi iniziali, ma la situazione è cambiata con l’ingresso della Full Course Yellow, necessaria per recuperare la Porsche 911 GT3 R del Lionspeed GP di Nicolas Baert, rimasta nella ghiaia dopo un contatto con la BMW di Jop Rappange.
Alla ripartenza Lappalainen non è stato sufficientemente rapido a reagire e
Green ne ha subito approfittato per infilarsi all’interno alla curva Scheivlak e prendersi di forza il comando delle operazioni. Il britannico del team Emil Frey Racing ha quindi imposto un ritmo elevato portando la Ferrari a oltre quattro secondi di vantaggio sul compagno di squadra prima dell’apertura della finestra dei pit-stop.
Alle spalle delle due Ferrari,
Ricardo Feller era riuscito a portare la Porsche del Lionspeed GP in quarta posizione dopo aver superato la Ferrari dell’ottimo Matias Zagazeta, bravo a recuperare terreno fin dalle prime fasi. La sosta obbligatoria ha poi rimescolato ulteriormente le posizioni, con Bastian Buus che, rilevato il volante da Feller, è riuscito a emergere al secondo posto grazie a un pit-stop più rapido rispetto alla Ferrari dell’Emil Frey e alla McLaren del Garage 59.
Dopo il cambio pilota,
Vermeulen ha mantenuto senza particolari difficoltà il comando della gara, mentre Buus ha dovuto difendersi dal ritorno di
Matteo Cairoli, subentrato a Lappalainen sulla Ferrari del team svizzero. Il pilota della Lionspeed GP ha però resistito alla pressione del comasco dell’Emil Frey Racing. Buss ha quindi tagliato il traguardo al secondo posto con 1”564 di margine su Cairoli. Vermeulen ha invece potuto amministrare il vantaggio fino alla bandiera a scacchi, chiudendo con quasi quattro secondi di vantaggio sugli avversari.
Il secondo posto ha avuto un peso importante anche in ottica campionato per
Feller e Buus. La coppia del Lionspeed GP è infatti tornata
al comando della classifica piloti alla vigilia dell’ultimo appuntamento della Sprint Cup. L’equipaggio Porsche ha infatti approfittato del nono posto della Mercedes AMG GT3 di Dani Juncadella e Chris Lulham, mentre la BMW del Team WRT di Kelvin van der Linde e Charles Weerts ha concluso solamente quindicesima dopo essere partita dalla ventisettesima posizione.
La BMW M4 GT3 numero 46 del Team WRT, affidata a
Max Hesse e Valentino Rossi, ha chiuso appena fuori dal podio. La vettura del team belga ha recuperato terreno nel corso della gara sfruttando anche la sosta ai box concludendo, così, al quarto posto davanti alla Ferrari 296 GT3 di AF Corse della coppia Arthur Leclerc e Thomas Neubauer. Settima posizione assoluta e sesta tra le vetture Pro per la
Lamborghini Temerario GT3 del Rutronik Racing condotta da Patric Niederhauser e Luca Engstler, mentre la Mercedes AMG del Winward Racing con Maro Engel e Lucas Auer ha concluso ottava.
A condizionare pesantemente la classifica è stato anche l’episodio che ha coinvolto la McLaren del Garage 59. Dopo una prima parte di gara particolarmente competitiva, con Prette capace di rimanere nelle posizioni di vertice e di guidare anche la Gold Cup,
Fleming è entrato in
contatto con la BMW M4 GT3 di
Amaury Cordeel all’ingresso della curva Hugenholzbocht. La vettura del Team WRT è finita in testacoda contro le barriere di pneumatici, mentre Fleming ha proseguito la gara.
La McLaren è stata successivamente penalizzata con uno stop & go di dieci secondi per l’incidente perdendo, così, la leadership della
Gold Cup. Fleming era infatti riuscito a tornare davanti alla Ferrari di
Tommaso Mosca e Zagazeta dopo un duello molto acceso, ma la penalità ha fatto precipitare la McLaren in classifica. Il successo di categoria è così andato alla Ferrari di AF Corse, che ha conquistato punti pesanti in vista della finale di Barcellona e ha compiuto un passo importante nella lotta per il titolo.
Zagazeta e Mosca hanno chiuso sesti assoluti, precedendo la Porsche del Boutsen VDS affidata a Robin Knutsson e Gilles Magnus e l’Audi R8 LMS GT3 del Tresor Attempto Racing di Dylan Pereira e Alex Aka. La McLaren di Prette e Fleming ha invece terminato solamente tredicesima assoluta pagando a caro prezzo la penalità ricevuta.
In
Silver Cup il successo è andato all’A
ston Martin Vantage GT3 del Comtoyou Racing affidata a
Oliver Söderström e Arthur Dorison. Partito dalla pole di categoria, Söderström aveva perso immediatamente il comando nei confronti della McLaren dell’Optimum Motorsport, guidata da Mikey Porter. La situazione è però cambiata durante le soste, quando la McLaren ha perso circa 30 secondi a causa di un problema al cambio che ha rallentato Guilherme Oliveira.
Söderström e Dorison hanno così potuto riprendere il comando della Silver Cup e conquistare il loro primo successo stagionale. Seconda posizione per la BMW M4 GT3 del Team WRT di
Ignacio Montenegro e Matisse Lismont, risultato sufficiente per chiudere matematicamente anche la corsa al
titolo Sprint Cup. Dopo aver già conquistato il campionato Endurance e quello Overall, la coppia del Team WRT ha così completato il proprio en plein stagionale. Sul terzo gradino del podio di classe sono saliti Jamie Day e Mateo Villagomez con l’Aston Martin del Walkenhorst Motorsport.
La
Bronze Cup ha invece visto un'altra vittoria della
Porsche 911 GT3 R del team Ziggo Sport Tempesta Racing.
Peter Dempsey ed Eddie Cheever hanno completato un fine settimana perfetto dopo aver conquistato il successo anche nella gara del sabato. Allo spegnimento dei semafori, Dempsey ha superato al via la Mercedes AMG GT3 di Charles Dawson e Kiern Jewiss mantenendo la prima posizione di classe fino alla bandiera a scacchi.
Dennis Marschall e Dustin Blattner hanno completato il podio di classe con la Ferrari 296 GT3 del Kessel Racing. Grazie alla doppietta ottenuta a Zandvoort, Dempsey e Cheever hanno inoltre conquistato la leadership della classifica Bronze Cup a una sola gara dal termine del campionato.
Domenica 20 settembre 2026, gara 2
1 - Vermeulen-Green (Ferrari 296 GT3) - Emil Frey - 36 giri
2 - Buus-Feller (Porsche 911 GT3) - Lionspeed GP - 3"700
3 - Cairoli-Lappalainen (Ferrari 296 GT3) - Emil Frey - 5"264
4 - Rossi-Hesse (BMW M4 GT3) - WRT - 18"807
5 - Neubauer-Leclerc (Ferrari 296 GT3) - AF Corse - 19"718
6 - Mosca-Zagazeta (Ferrari 296 GT3) - AF Corse - 20"214
7 - Engstler-Niederhauser (Lamborghini Temerario GT3) - Rutronik - 21"253
8 - Auer-Engel (Mercedes AMG GT3) - Winward - 21"517
9 - Juncadella-Lulham (Mercedes AMG GT3) - Verstappen - 22"029
10 - Knutsson-Magnus (Porsche 911 GT3) - Boutsen VDS - 23"146
11 - Schuring-Boccolacci (Porsche 911 GT3) - Boutsen VDS - 24"174
12 - Dorison-Söderström (Aston Martin Vantage GT3) - Comtoyou - 30"510
13 - Macdonald-Kirchhöfer (McLaren 720S GT3) - Garage 59 - 31"173
14 - Pereira-Aka (Audi R8 LMS GT3) - Tresor Attempto - 31"572
15 - Weerts-Van der Linde (BMW M4 GT3) - WRT - 33"344
16 - Lismont-Montenegro (BMW M4 GT3) - WRT - 37"728
17 - Bachler-Birch (Porsche 911 GT3) - Razoon - 43"473
18 - Day-Villagomez (Aston Martin Vantage GT3) - Walkenhorst - 46"826
19 - Stadsbader-Machiels (Ferrari 296 GT3) - AF Corse - 48"954
20 - Cheever-Dempsey (Porsche 911 GT3) - Ziggo Tempesta - 49"730
21 - Levi-Frassineti (Audi R8 LMS GT3) - Tresor Attempto - 50"025
22 - Jewiss-Dawson (Mercedes AMG GT3) - 2Seas - 50"636
23 - Spinelli-Michelotto (Lamborghini Temerario GT3) - VSR - 52"067
24 - Andriolo-Gachet (McLaren 720S GT3) - CSA - 52"386
25 - Fleming-Prette (McLaren 720S GT3) - Garage 59 - 52"961
26 - Panis-Bartone (Mercedes AMG GT3) - GetSpeed - 1'03"322
27 - Marschall-Blattner (Ferrari 296 GT3) - Kessel - 1'13"641
28 - Bennett-Hirsiger (Ferrari 296 GT3) - AF Corse - 1'13"676
29 - Oliveira-Porter (McLaren 720S GT3) - Optimum - 1'13"772
30 - Rougier-Kell (McLaren 720S GT3) - CSA - 1'14"064
31 - Simon-Robin (Aston Martin Vantage GT3) - Walkenhorst - 1'15"155
32 - Sathienthirakul-Kastelic (Porsche 911 GT3) - Dinamic GT - 1'17"666
33 - Pera-Malykhin (Porsche 911 GT3) - Pure Rxcing - 1'17"760
34 - Dienst-Salikhov (Mercedes AMG GT3) - Winward - 1'30"226
35 - Farfus-Leung (BMW M4 GT3) - Paradine - 1'30"708
36 - Øgaard-Schreiner (Audi R8 LMS GT3) - Tresor Attempto - 1'35"454
37 - Pittard-Rappange (BMW M4 GT3) - KPX - 1'38"764
38 - Fumanelli-Pulcini (Ferrari 296 GT3) - Kessel - 1 giro
39 - Cabirou-Gvazava (Porsche 911 GT3) - Dinamic GT - 1 giro
40 - Schiller-Rindone (Mercedes AMG GT3) - GetSpeed - 8 giri
Giro più veloce: Matteo Cairoli 1'34"462
Rititrati
Cordeel-Pepper (BMW M4 GT3) - WRT
Thiim-Pauwels (Aston Martin Vantage GT3) - Comtoyou
Schuring-Baert (Porsche 911 GT3) - Lionspeed GP
Jelmini-Tomasoni (Aston Martin Vantage GT3) - Comtoyou
Reicher-Haase (Audi R8 LMS GT3) - Eastalent