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9 Gen 2017 [15:35]

Magnussen volta pagina
"In Haas più serenità"

Jacopo Rubino - Photo4

Un altro cambio di casacca. Dopo McLaren e Renault, Kevin Magnussen ha accettato la corte della Haas per disputare la sua terza stagione in Formula 1 da titolare. Il divorzio da una casa ufficiale può essere percepito come un passo indietro, eppure il danese è convinto di aver fatto la scelta giusta per il proprio futuro. "Avrò modo di lavorare più serenamente. Non ci sono limiti per la Haas. Si tratta ancora di una piccola realtà, ma qui ci sono grandi opportunità per me", ha dichiarato fiducioso a Racer. "È molto bello potermi focalizzare sulla preparazione invernale, essere concentrato su qualcosa di preciso. Lo scorso anno non è stato così, avevo staccato la spina".

L'avventura con il marchio francese, con soli due piazzamenti a punti (a Sochi e Singapore), non ha dato però i frutti sperati: "La Renault aveva acquistato la Lotus ma era la stessa squadra, solo con colori e vertici differenti, ed ha vissuto una delle sue stagioni peggiori. La stessa cosa è accaduta in McLaren, sono state situazioni simili. È difficile quando un team abituato a vincere improvvismanete non ci riesce più. La tensione sale ed è importante riuscire a mantenere la calma".

"Non ho nulla da dimostrare alla Renault, penso soltanto a me stesso. Sono cresciuto, sono più forte mentalmente, ho più fiducia e so come gestire meglio pressione e responsabilità", ha comunque sottolineato Magnussen. "La mia ambizione non è soltanto essere qui, ma diventare campione del mondo, sfruttare le opportunità che si presentano".

Il 24enne nordico, inoltre, ha rivelato di essere stato vicino a lasciare il Circus prima di ricevere dodici mesi fa la chiamata della Renault. Una mossa che sarebbe stata molto sofferta. "Mi stavo guardando attorno e avevo un accordo per correre nel DTM. Poi è arrivata l'opportunità della Renault che è stata un grosso sollievo", ha raccontato Magnussen. "La F1 è sempre stata il mio sogno ed ero contento di poterci restare: quando firmi per gareggiare altrove, rinunci a una parte di te stesso. Ho poca esperienza in F1, ma è stata la mia vita sin da quando correva mio padre. L'ho sempre desiderata, e rinunciare sarebbe stato abbastanza difficile".
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