formula 1

Verso Melbourne
McLaren, l'obbligo di riconfermarsi

Massimo CostaQuando vinci due mondial costruttori consecutivamente, quando vinci il mondiale piloti, seppur con qualche ansi...

Leggi »
altre

Intervista a Geronimo La Russa:
“ACI investe sui giovani, portare il
WRC a Roma è una grande opportunità”

Da Roma - Michele Montesano Celebrare i successi di oggi per costruire il motorsport di domani. È stato questo il filo cond...

Leggi »
indycar

Si riparte da Saint Petersburg
Tutti a caccia di Palou

Carlo Luciani Dopo gli open test sull’ovale di Phoenix, la IndyCar è pronta a tornare ufficialmente in pista questo fine se...

Leggi »
formula 1

Ora è ufficiale: Isola è stato
nominato direttore di ACI Sport

Massimo CostaIn seguito al comunicato Pirelli nel quale è stata annunciata l'uscita di scena dell'ormai ex direttore...

Leggi »
formula 1

Marrafuschi nuovo direttore di
Pirelli Motorsport al posto di Isola

Massimo CostaMario Isola lascia il ruolo di direttore di Pirelli Motorsport. Al suo posto è stato nominato Dario Marrafuschi...

Leggi »
formula 1

Verso Melbourne
Ferrari, concreta e veloce

Massimo Costa - XPB ImagesSi va verso Melbourne con la Ferrari che può vantare di aver segnato il milgior tempo assoluto nei...

Leggi »
14 Mar 2023 [10:39]

Mahindra: la sospensione piegata
rischia di incrinare il rapporto con ABT?

Michele Montesano

Dopo solamente cinque E-Prix il ‘matrimonio’ tra Mahindra e il team Cupra ABT sta già scricchiolando. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato il ritiro anticipato delle monoposto indiane a Città del Capo, a causa di problemi strutturali legati alle componenti della sospensione posteriore. Se inizialmente si era data la colpa alla conformazione del tracciato cittadino sudafricano, veloce e pieno di dossi in traiettoria, si è poi scoperto che la causa risiedeva nella progettazione e realizzazione della sospensione stessa.

Ma già lo scorso settembre, durante i test svolti sul circuito di Varano de’ Melegari, Mahindra aveva riscontrato problemi legati alla sospensione posteriore della sua M9Electro, per giunta simili a quanto visto poi in Sudafrica. Analizzato il tutto, il costruttore indiano ha apportato le modifiche al retrotreno della Gen3 prima di effettuare l’omologazione finale. Ricordiamo che assieme al gruppo moto-generatore, trasmissione e sospensione posteriore sono le poche aree in cui i team hanno libertà progettuale. Tutto sembrava risolto, ma il campanello d’allarme è risuonato nuovamente nel corso delle seconde prove libere a Città del Capo.



Sebbene in Mahindra non abbiano specificato la reale causa dell’accaduto, pare si tratti di una flessione anomala dei cinematismi della sospensione posteriore. Stando a quanto riportato da ‘The Race’, oltre al carbonio gli elementi della sospensione della M9Electro sono realizzati in lega di titanio. Sebbene sia più leggero del 15CDV6 (una lega d’acciaio ampiamente usata in ambito motorsport), il titanio è in grado di offrire una rigidità inferiore oltre a sopportare meno sollecitazioni di carico. Inoltre, diverse squadre avversarie hanno notato che la geometria dello schema push rod, sempre della sospensione posteriore della vettura indiana, lavora con un angolo decisamente più estremo.

Le monoposto sono state analizzate nella sede Mahindra di Banbury, in Gran Bretagna, e pare si sia risolto il problema irrobustendo gli attacchi e il bilanciere, fortunatamente senza modificare lo schema e relativo disegno delle sospensioni. Trattandosi di componenti omologati, secondo l’articolo 24.17, tali modifiche dovranno essere approvate dalla FIA prima di essere implementate sulle vetture. Fortunatamente non dovrebbero sorgere problemi, dato che si tratta di un intervento effettuato esclusivamente per motivi di sicurezza. Ma con l’E-Prix di San Paolo del 25 marzo dietro l’angolo, in Mahindra dovranno accelerare i tempi per non farsi cogliere impreparati.



Proprio la scarsa reattività del costruttore indiano rischia di minare prematuramente la partnership con il team Cupra ABT. Le M9Electro sono state consegnate alla squadra tedesca appena prima dei test pre-stagionali di Valencia costringendo Nico Müller e Robin Frijns a un rapido adattamento. Questo ritardo si è poi riversato nella scarsa competitività nel primo scorcio di stagione, Cupra ABT è l’unico team che finora non ha racimolato neppure un punto. Per culminare, infine, con la resa anticipata a Città del Capo che Thomas Biermaier, Team Principal ABT, ha definito senza giri di parole inaccettabile.

Considerando che il costruttore spagnolo sta puntando molto sulla mobilità elettrica, sia nel motorsport che in ambito automotive, quella vista in Formula E è una pubblicità tutt’altro che positiva. Dopo quanto accaduto in Sudafrica, chissà se in Cupra non stiano pensando di impegnarsi in prima persona nella serie full electric. D’altronde ABT ha già rivestito il ruolo di squadra ufficiale Audi per diverse stagioni. Inoltre si potrebbero sfruttare le sinergie del gruppo Volkswagen magari rimarchiando il Powertrain Porsche, proprio come stanno già facendo Maserati e DS entrambi marchi della galassia Stellantis.