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31 Mag 2018 [15:07]

Mallya non è più direttore,
ma rimane team principal Force India

Jacopo Rubino - Photo4

Vijay Mallya fa un passo indietro nella gestione della Force India: non sarà il più il direttore della squadra, ruolo che cede al 31enne figlio Siddarth, ma continuerà ad esserne il team principal. Il magnate indiano ha spiegato di volersi "concentrare sulle questioni legali" che deve affrontare da tempo, dopo il fallimento della compagnia aerea Kingfisher e le autorità del suo Paese d'origine che ne chiedono l'estradizione dal Regno Unito: fra i capi d'accusa, bancarotta fraudolenta e riciclaggio di denaro. Il prossimo 11 giugno, Mallya tornerà in tribunale a Londra.

"Non c'era alcuna pressione per dimettermi, ho soltanto deciso che mio figlio mi avrebbe sostituito", ha spiegato ad Autosport. "Visti le questioni legali di cui mi devo curare, è meglio che le attività non ne vengano influenzate". Non potendo uscire dal territorio britannico, pena l'arresto immediato, Mallya ricopre ormai il ruolo di team principal dalla propria abitazione, lasciando la gestione in pista al vice Bob Fernley e al direttore operativo Otmar Szafnauer. La sua ultima apparizione nel paddock, non a caso, risale alla gara di Silverstone del 2017.

Sono state nel frattempo smentite, ancora una volta, le voci su una vendita del team: alla vigilia di Montecarlo veniva dato per sicuro l'accordo con l'azienda di bevande energetiche Rich Energy, ma si parlava anche dell'interessamento diretto della Mercedes per creare una compagine "junior", sul modello di Toro Rosso e Sauber applicato dalle rivali Red Bull e Ferrari. "La gente continua a parlare, il paddock è fatto così. La nostra priorità è di migliorare le prestazioni della macchina e di trovare nuovi sponsor. Quando ci sarà un'offerta seria, la considereremo. Con la Mercedes non ho avuto alcuna discussione, nemmeno casualmente".

Mallya detiene oggi il 42,5 per cento della scuderia, mentre una quota identica è nelle mani di Subrata Roy, capo del Sahara Group a sua volta implicato in guai con la legge lo scorso anno e rilasciato con la condizionale. Il restante 15 per cento è posseduto dalla famiglia olandese Mol, già presente ai tempi della vecchia Spyker.
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