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14 Giu 2003 [12:50]

Max Papis: “La Panoz non è finita!”

E’ alla sua seconda Le Mans Max Papis. Il pilota italiano nel 1997 vi aveva corso con la Ferrari 333 di Moretti classificandosi al 6° posto. Ora è con la Panoz: “E’ una macchina difficile da guidare”, spiega a italiaracing.net Papis, “non istintiva. Poi con quel muso interminabile si fa fatica a vedere i cordoli! Il contatto con Panoz è nato nel 2002. Cercavo di correre a Le Mans, ma non si trovò un accordo anche perché mister Panoz non era molto propenso a utilizzare piloti provenienti direttamente dalle formule. Per esempio, non era per nulla contento di Bryan Herta. Le cose sono cambiate con l’arrivo di McLoughlin che mi conosceva dalle precedenti esperienze che ebbi con la Ferrari 333 Sp in America. Parlò bene di me a Panoz, ho fatto un test ad Atlanta e ho firmato. Ho così corso la 12 Ore di Sebring e ci siamo piazzati quinti. Abbiamo sorpreso un po’ tutti, anche qui a Le Mans, nelle qualifiche, perché davano la Panoz per finita. Si stanno ricredendo. La vettura va bene anche se praticamente non ha più avuto alcun sviluppo dalla metà del 2002. Panoz è più interessato al futuro progetto della macchina GTS”.

- Che obiettivo vi siete posti?

“Tenere un’Audi alle nostre spalle. La nostra forza è la costanza nelle prestazioni e l’affidabilità della vettura. Per questo ritengo che possiamo essere la sorpresa della 24 Ore anche se ovviamente non siamo veloci come le Audi, per non parlare delle Bentley. Abbiamo una buona strategia, con Beretta mi intendo alla perfezione mentre Jeannette è giovane ed è un po’ un’incognita, ma Gunnar è un ragazzo umile e sta lavorando bene”.

- Farai tu la partenza?

“No, Beretta. Io monterò in macchina al secondo turno”.