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24 Mar [17:12]

McLaren, servirà tempo per crescere
Schema orizzontale per lo staff tecnico

Massimo Costa - XPB Images

Che qualcosa in McLaren non funzionasse al meglio, Zak Brown lo aveva capito quando a un certo punto della scorsa stagione, la monoposto non migliorava le proprie prestazioni, gli sviluppi previsti non funzionavano a dovere. Qualcosa si era inceppato nel meccanismo della squadra. In occasione della presentazione della MCL60 2023, il neo team principal Andrea Stella non si era fatto problemi nello specificare che la McLaren non era del tutto convinta della bontà del progetto e che realisticamente, nelle prime gare ci sarebbe stato da soffrire.

Mai previsione fu più azzeccata. In Bahrain sia Lando Norris sia Oscar Piastri sono stati afflitti da diversi problemi di affidabilità mentre in Arabia Saudita, è mancata costantemente la prestazione sul giro. Risultato, la McLaren dopo due Gran Premi è ultima con zero punti. Come lo si spiega? Stella ci ha messo la faccia: "Il rapporto tra carico aerodinamico e resistenza aerodinamica non è come vorremmo, Questa è la principale debolezza".

A Jeddah si era parlato di una serie di modifiche che sarebbero state apportate in occasione del GP di Baku, ma Stella ha precisato: "Dai dati in nostro posssesso, abbiamo visto che gli aggiornamenti previsti per Baku sono promettenti, ma non tanto per poter raggiungere quello che era il nostro obiettivo a inizio stagione, ovvero essere tra i primi quattro team del campionato. Per riuscirci, avremo bisogno di un altro paio di sviluppi dopo Baku".

L'uscita dalla McLaren di James Key è da leggere in quella insoddisfazione su come procedeva il lavoro dello staff tecnico. Andreas Seidl, l'ex team principal ora alla Sauber, prediligeva uno staff tecnico piramidale, con appunto un direttore tecnico quale Key a cui tutti dovevano rapportarsi. Diceva Seidl: "Sono amico delle gerarchie semplici, tradizionali, chiare".

Ma ora le cose saranno differenti in McLaren, con Brown e Stella che hanno optato per uno schema orizzontale, proprio quello che in Ferrari aveva preteso Sergio Marchionne, ma che poi si è rivelato fallimentare. Curioso dunque che in McLaren si adotti ora questa soluzione con tre tecnici di provata esperienza che dovranno condividere il lavoro. Ci saranno Pedro Prodromou che si occuperà dell'aerodinamica, Neil Houdley e Pedro Sanchez, appena uscito dalla Ferrari e che però sarà in McLaren solo dall'1 gennaio 2024, che lavoreranno sugli altri aspetti.

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