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25 Mar 2011 [9:13]

Melbourne - Pirelli con le Prime
e le Option - I segreti del circuito

Pirelli ha portato a Melbourne le gomme PZero nella versione dura e morbida, rispettivamente la Prime e la Option, con la previsione di due-tre pit stop a pilota. Il costruttore italiano spiega i motivi della scelta delle mescole e svela i punti salienti della pista dove è più facile attendersi sorprese e dove si giocheranno le sorti della gara.

La scelta della gomma dura, ovvero della mescola più resistente, è resa necessaria dalle caratteristiche del tracciato, uno dei piu impegnativi per le sollecitazioni che ricevono gli pneumatici. La pista associa un’abrasività media a continue variazioni altimetriche, dovute ai saliscendi, di velocità e di direzione. Per le stesse ragioni è stata scelta la mescola morbida che, pur avendo prestazioni simili alla super-morbida, offre maggiori garanzie in termini di durata. La combinazione delle due mescole, contrassegnate rispettivamente dai colori argento e giallo, assicurerà un numero di cambi sufficiente a variare al massimo le strategie delle squadre e ad aumentare le opportunità di sorpasso.

I set complessivi forniti da Pirelli saranno 12 per ogni vettura per l'intero fine settimana di gara. Poiché è probabile che le condizioni meteo saranno diverse da quanto sperimentato finora nei test, Pirelli fornirà un set extra di pneumatici Prime da usare durante le libere del venerdì, che si aggiunge agli 11 previsti dal regolamento. La fornitura di un set supplementare consentirà ai piloti di girare di più nelle libere e di trovare il miglior assetto. La pista, lunga 5.303 metri (58 giri gara pari a 307,574 km), è un anello in cui si alternano tutte le condizioni su un asfalto poco gommato, con conseguenze importanti sul consumo degli pneumatici, reso ancora più veloce dall'alto carico aerodinamico, necessario per affrontare la successione di molte curve e pochi lunghi rettilinei.

Un altro elemento da tenere in debito conto, per l'usura degli pneumatici e lo stress di pilota e vettura, è rappresentato dai cordoli, con cui occorre fare i conti già subito dopo la partenza e alla prima frenata, dove i piloti sono costretti ad anticipare il punto di inserimento e a guidare di misura per non destabilizzare la monoposto urtandoli. Un punto di notevole impegno per gomme e vettura è lo Sport Center. In 108 metri, il taglio di velocità è di 200 all'ora, in 2 secondi e mezzo, con 5G di accelerazione longitudinale che sviluppa una spinta verticale sui pneumatici anteriori di 1.150 kg.

Subito dopo, nuovo stress: curvone a destra da effettuare in pieno, con asfalto sdrucciolevole che potrebbe accentuare tutti i fenomeni di sovrasterzo della monoposto. Si entra cosi nella fase più tecnica del tracciato che è anche la più impegnativa: curva cieca a 240/250 orari, dove bisogna rimanere nel tratto di pista gommata per sfruttare al meglio l'aderenza offerta dalle coperture. Si tratta di una S dove ci sono variazioni altimetriche che possono destabilizzare l'assetto della monoposto. Un dato, quello della gommatura, da tenere presente a Melbourne che, essendo un tracciato semi-permanente, si presenta poco gommato il venerdì, con inevitabili effetti sulle prestazioni delle gomme.

La variante Wait rappresenta uno dei punti critici della pista australiana. Velocità d'uscita 210 orari, 105° la temperatura del pneumatico in appoggio, contro i 100° dell’anteriore destra, meno sollecitata in questo tratto. Sull'asse posteriore le ruote motrici, e in particolare la destra, girano a temperature che sfiorano i 100 gradi. Prima del rettilineo, tra la curva 14 e la 16, ancora un punto molto critico che impone una grande frenata, con un trasferimento di carico sull'anteriore, e poi una chicane con angoli secchi e opposti che immette sul tratto principale, l'unico che consente velocità superiori a 300 km/h in settima marcia e, di fatto, l'unico dove poter effettuare sorpassi.

L'impronta a terra sviluppata dal battistrada cambia in funzione della velocità e quindi del carico aerodinamico prodotto. L'area di appoggio a 300 all'ora arriva a triplicarsi assicurando il massimo coefficiente di aderenza che definisce una precisione di guida ottimale e la massima trazione disponibile.
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