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31 Mar [18:55]

Mercedes, una crisi infinita
Allison e Wolff disarmati

Massimo Costa

Quarta nel mondiale costruttori dopo tre gare. Soltanto 26 punti incassati quando la Red Bull ne conta 97 e la Ferrari 93 con la McLaren, terza, forte di 55 lunghezze. Un solo punto di vantaggio sulla Aston Martin. Nessun podio conquistato. Nessuna monoposto al traguardo nel GP di Australia: Lewis Hamilton per rottura del motore, George Russell per incidente innescato da Fernando Alonso all'ultimo giro mentre lottavano per una misera sesta posizione. Non è il bilancio di inizio campionato della Haas o della Racing Bulls, ma drammaticamente quello della Mercedes.

Nel 2023, il team diretto da Toto Wolff dopo i primi tre Gran Premi aveva in classifica 56 punti, nel 2022 ne contava 65, l'anno in cui è iniziato l'ingresso nel tunnel. Nel 2021, quando la Mercedes era ancora al top, era uscita dalla terza corsa con 101 punti e ben 121 nel 2020, 130 nel 2019. Fermiamoci qui per non infierire ulteriormente. Che un top team come la Mercedes, con due piloti di assoluto valore, abbia oggi la miseria di 26 punti, dovrebbe far riflettere non poco i vertici della Casa tedesca.

Soprattutto perché siamo alla terza stagione consecutiva in cui il team con sede a Brackley, in Gran Bretagna, si trascina malamente. Evento allucinante considerando il dominio dal 2014 al 2020 per quanto riguarda la classifica piloti e dal 2014 al 2021 per la classifica costruttori. Evento impensabile tenendo conto delle forze economiche e tecniche della Mercedes. Wolff ha sempre sottolineato, con un certo vanto, che la forza del suo team era quella di non subìre particolari scosse quando un ingegnere di valore decideva di lasciare Brackley, perché veniva rimpiazzato da altri ingegneri altrettando validi cresciuti nel medesimo ambiente. Non pare più essere così. E l'introduzione del budget cap, sembra avere un peso non indifferente nel crollo Mercedes, che poteva godere di un budget infinito in precedenza.

Nei giorni scorsi, Mercedes ha rilasciato quello che potremmo definire un "debriefing" per cercare di spiegare quel che si sta verificando. A parlare è il direttore tecnico James Allison, tornato al lavoro nella prima parte del 2023: "Vediamo che sta emergendo uno schema per cui nelle prove libere sembriamo veloci, la monoposto è bilanciata, poi quando andiamo in qualifica e in gara, tutto sembra sfuggirci dalle dita. Mi sento di dire che quando l'asfalto è più caldo, andiamo in crisi"

Allison ha poi sottolineato come non si sia verificata una correlazione tra le prestazioni rilevate nelle varie simulazioni effettuate in sede e quelle reali in pista: "Può accadere in ogni squadra, il lavoro di simulazione è soltanto una versione ridotta di quel che può offrire la realtà, il circuito presenta infinte complessità che è impossibile cogliere in sede. Disponiamo di strumenti di simulazione straordinariamente efficaci per mantenerci sulla retta via, ma il diavolo è sempre nei dettagli.. Il bilanciamento delle vetture tra alta e bassa velocità varia, ci sono differenze importanti che dobbiamo evitare".

Insomma, i cari vecchi test in pista abbandonati come niente fosse, l'utilizzo unico dei simulatori e delle gallerie del vento, crea non poche sofferenze agli ingegneri, nonché confusione quando si mettono le quattro ruote a terra. Wolff a sua volta ha spiegato: "Abbiamo eliminato molti dei problemi che si sono trascinati nelle ultime due stagioni. Sospensioni, rigidità del supporto del cambio, cremagliera dello sterzo, ora non rappresentano più un ostacolo. Però, quello che leggiamo nei dati della galleria del vento, non corrisponde a quanto si verifica in pista".

"Non vedo da parte dei miei tecnici l'assenza di esami critici, c'è collaborazione tra di loro, ma tutto sembra così difficile ora. Non credo che ci manchi qualcosa, però noto i progressi fatti da Ferrari e McLaren, e invece noi è come se non capissimo dove poter intervenire, come se ci fosse un interruttore on-off. Le prestazioni della nostra W15 cambiano in continuazione e non sappiamo perché. Vorrei darmi dei pugni sul naso, ma come dimostrato dai nostri team rivali, se le cose si fanno bene i risultati arrivano velocemente e quindi dobbiamo continuare a crederci".

Dalle parole di Allison e di Wolff, traspare l'idea che entrambi non sappiano come intervenire, cosa fare, quale tasto toccare. Sono completamente disarmati, il sistema che funzionava come un orologio svizzero, dal 2022 è completamente saltato per aria. E anche un uomo capace come Wolff, non sa che pesci pigliare.