Massimo CostaArriva il Gran Premio d'Italia a Monza, con al seguito Formula 2 e Formula 3, e già ci si inizia a preoccupare. E sì, perché il circuito brianzolo presenta una delle
peggiori chicane esistenti nel motorsport. Una vera e propria tagliola che da ormai più di un ventennio provoca incidenti a volontà.
Un tempo, vi era una sorta di doppia variante, un sinistra-destra seguita da un'altra sinistra-destra, come era la variante bassa di Imola, benché molto più veloce in entrata (destra-sinistra) a cui seguiva una secca frenata per affrontare la piega sinistra-destra che portava sul rettifilo di arrivo.

Monza nel 2000 ha cambiato tutto. Una unica chicane, secca, stretta, e da quel momento gli incidenti si sono decuplicati. E non solo nella fase immediatamente successiva alla partenza. Certo, rispetto ad altri circuiti, alla variante incriminata vi si arriva alla massima velocità e basta un nulla per urtare un avversario o diversi avversari mancando il punto di frenata. Ma non può essere una giustificazione e non si può addossare la colpa ai piloti, come qualcuno tenta di fare.
Come tipologia, la prima variante di Monza può ricordare il tracciato di
Città del Messico, con un tratto rettilineo infinito prima di raggiungere la variante. Ma almeno, sul circuito messicano, la prima piega è di più ampio respiro, meno secca di quella monzese. Dove nessuno, proprio nessuno, si salva.
Tutti hanno problemi in quel punto (foto sopra). Dai piloti di F1, si ricorderà il contatto tra Lewis Hamilton e Max Verstappen (foto in alto), due tipetti che in totale raggiungono 11 titoli iridati, fino a scendere ai ragazzini della Formula 4 passando per il WEC e le gare Gran Turismo.
Nonostante i disastri annunciati unicamente per via del disegno di questa variante,
a Monza nulla si fa. Lo spazio non è molto in quel punto, ma da più parti si indicava come possibile soluzione quella di rendere più armoniosa tale chicane, meno spigolosa. Con la prima "piega" verso destra e l'uscita a sinistra più dolci. Lo spazio ci sarebbe.
Altri suggeriscono proprio di eliminarla, di andare dritti fino alla Roggia, ma si porrebbe il rischio del Curvone affrontato in piena velocità. Potrebbe andare bene con partenza in safety-car, ma con le monoposto raggruppate, il pericolo diventerebbe sicuramente importante. E alla variante della Roggia poi, si riproporrebbe il problema "tagliola".
Dunque come uscirne? Al momento non c'è soluzione, il problema non sembra interessare l'autodromo monzese. Tanto la colpa è sempre e solo dei piloti...
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