Davide Attanasio - XPB Images
Il rapporto tra la Federazione, i software e via discorrendo non è proprio ai massimi storici, per usare un eufemismo. A una settimana dalla
figuraccia di Sepang, il weekend sprint del Gran Premio di Singapore ha visto, nel corso della qualifica che determina la griglia della gara breve, altri
due problemi "turbare" il regolare svolgimento della competizione.
Il motivo per cui, tra la fine della SQ1 e l'inizio della SQ2, è intercorso più tempo del solito è da ricercare in un problema al
sistema di cronometraggio, risolto senza particolari strascichi una volta che tutti i tempi sono stati registrati.
Tuttavia, è stata la seconda ragione che in queste ore sta sollevando qualche malumore. Nello specifico, nel corso del periodo di bandiera rossa, esposta per i detriti lasciati in pista dalla Cadillac-Ferrari di Sergio Pérez, la modalità sorpasso era stata disattivata; il problema è consistito nella sua mancata riattivazione, se non per 27 secondi, alla ripresa delle ostilità.
Come ammesso dalla FIA - e di questo gliene va dato atto -, si è trattato di un errore umano che "
ha avuto un impatto sulle prestazioni di determinate vetture in base al loro piano di run e alla loro posizione sul circuito".
Già molto critico dopo i fatti di Sepang,
Carlos Sainz, ultimo classicato della qualifica sprint, ha dichiarato quanto segue:
"Metà delle vetture ha completato il giro potendo contare su un motore più veloce di
mezzo secondo rispetto alle altre. Questa volta si è verificato un altro problema software sulle vetture e noi ne abbiamo subito le conseguenze peggiori".
"
Per qualche motivo, la FIA, come già accaduto in Malesia, non ha ritenuto opportuno garantire l'equità sportiva, accettando che metà delle auto affrontasse la qualifica con una potenza superiore rispetto all'altra metà".
"
Sono piuttosto confuso sul perché questo sport continui ad adottare comportamenti diversi a seconda di chi viene eliminato in Q1 o di chi esce di scena al primo giro".