Davide Attanasio - XPB Images
Non c'era davvero un motivo per cambiare aria, diciamoci la verità. Specialmente dopo gli sforzi per arrivare al vertice, godersi un po' il panorama non è una cattiva idea.
Lando Norris, l'uomo che l'anno scorso ha riportato la
McLaren a vincere il mondiale piloti per la prima volta dal 2008, ha firmato l'ennesimo prolungamento che lo vedrà vestire la casacca papaya fino alla fine del 2030, con un'opzione pluriennale che potrebbe estendere ancora il matrimonio.
Perché di
matrimonio si deve parlare, anche se farlo in un'epoca fragile come la nostra potrebbe far storcere un po' il naso. "La McLaren mi ha dato un'opportunità", ha detto Lando. Nel 2017, per la precisione, quando è entrato nel "Young Driver Programme" con alle spalle quattro titoli in bacheca nelle serie propedeutiche. Il debutto da titolare, nel 2019, lo ha consegnato al grande pubblico. La strada verso il successo è stata lunga e non priva di difficoltà, che Norris ha saputo superare con il contributo della sua squadra.

È un legame che trascende quello di un semplice rapporto di lavoro. Per Norris, McLaren è famiglia; per la McLaren, Lando è uno di loro. La scelta di annunciare il rinnovo al
MTC, la sede del team di Woking, non è casuale. All'ottava stagione in F1, Lando ha imparato a prendersi la squadra sulle spalle, conducendola verso due titoli costruttori (2024, 2025) e, come detto, la massima gloria per un pilota di corse, al termine di una cavalcata estenuante.
Con
163 Gran Premi all'attivo, Norris è il pilota con più presenze nella storia della McLaren.
Ha vinto 13 gare, fatto la pole in 18 occasioni, arrivato a podio in 48. Non l'ha avuta sempre facile, e forse solo ora che indossa il numero 1 anche i più scettici si sono resi conto del valore intrinseco del professionista. La McLaren lo aveva fatto da un po'. Chissà dove Lando riuscirà a "parcheggiare" la MCL39, quella del titolo piloti, regalo del team a un campione degno di questo nome; ma di problemi, nella vita, ce ne sono certamente di peggiori...