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1 Set 2026 [10:57]

Palou, cinque volte nella storia
Tra i grandi della IndyCar

Carlo Luciani

Cinque titoli in sei stagioni. È questo il numero che meglio racconta la dimensione raggiunta da Alex Palou in IndyCar. A Milwaukee, grazie al decimo posto nella gara 1 completata domenica dopo l’interruzione per pioggia il sabato, lo spagnolo ha conquistato il quinto campionato della propria carriera, il quarto consecutivo. Un risultato che lo proietta definitivamente tra i grandi della storia della categoria e che, a soli 29 anni, apre scenari che fino a pochi anni fa sarebbero stati difficili anche soltanto da immaginare.

Dopo i successi del 2021, 2023, 2024 e 2025, Palou ha aggiunto un'altra corona a una collezione già impressionante. È ora il terzo pilota più vincente nella storia della IndyCar, alle spalle soltanto di Scott Dixon, fermo a sei titoli, e A.J. Foyt, recordman a quota sette. Inoltre, con quattro campionati consecutivi ha eguagliato il primato stabilito da Sébastien Bourdais tra il 2004 e il 2007. Lo ha fatto raggiungendo questi numeri molto prima dei due piloti che lo precedono: Foyt conquistò il quinto titolo a 32 anni, Dixon a 38, mentre Palou è riuscito nell'impresa a 29.

La grandezza del suo percorso emerge però soprattutto se si torna indietro nel tempo. Quando Palou arrivò in IndyCar nel 2020 con Dale Coyne, non era certo considerato il pilota destinato a dominare la categoria per anni. Dopo una stagione di apprendistato ecco il passaggio al team di Chip Ganassi nel 2021, e con esso il primo titolo. Da quel momento la sua carriera ha assunto una dimensione completamente diversa, fino a trasformare quella che poteva sembrare una sorpresa in una delle più grandi conferme del motorsport americano.

Il rapporto con il team Ganassi è stato naturalmente determinante. Proprio la squadra ha rappresentato il punto fermo di una carriera che, nel 2022, avrebbe potuto prendere una direzione completamente diversa. È la stagione del celebre confronto con McLaren, quando Palou sembrava destinato a lasciare Ganassi per approdare alla squadra di Woking. L'accordo avrebbe previsto non soltanto il passaggio in IndyCar, ma anche un ruolo da pilota di riserva e collaudatore in Formula 1.



Il progetto si è però progressivamente complicato fino alla decisione dello spagnolo di rimanere con Ganassi. Quella vicenda ha avuto anche un lungo strascico giudiziario, arrivato a conclusione soltanto quest'anno. Nel gennaio 2026 il tribunale commerciale britannico ha stabilito che Palou dovesse versare a McLaren oltre 12 milioni di dollari per la violazione del contratto. Successivamente, le parti hanno raggiunto un accordo per chiudere definitivamente la disputa.

La Formula 1, dunque, fa inevitabilmente parte della storia di Palou, anche se oggi rappresenta soprattutto una porta che si è chiusa in un momento particolare della sua carriera. E proprio qui nasce una delle domande più interessanti sul suo futuro. Dopo aver conquistato praticamente tutto ciò che poteva conquistare in IndyCar, potrebbe prima o poi tornare a stuzzicarlo l'idea di misurarsi con il massimo campionato mondiale? Non ci sono oggi elementi per parlare di un progetto concreto e lo stesso Palou ha più volte manifestato la propria soddisfazione per ciò che sta costruendo negli Stati Uniti. Ma il semplice fatto che a 29 anni abbia già raggiunto cinque titoli rende inevitabile chiedersi quale possa essere il prossimo obiettivo.

La risposta più naturale, almeno per il momento, sembra essere proprio l'IndyCar. Davanti a Palou ci sono ancora due nomi: Dixon, a una sola corona di distanza, e soprattutto Foyt, che con sette titoli rappresenta il record assoluto. Arrivare a sei significherebbe raggiungere il neozelandese, mentre un eventuale settimo successo gli permetterebbe di affiancare una delle figure più importanti nella storia dell'automobilismo americano. E se poi dovesse arrivare anche un ottavo campionato, Palou diventerebbe il pilota più titolato di sempre nella categoria. È un'ipotesi ancora lontana, ma non più fantascientifica.

Del resto, lo stesso Palou non sembra avere intenzione di fermarsi. Dopo la conquista del quinto titolo ha parlato del periodo che sta vivendo come di un sogno, sottolineando però di non sapere quanto possa durare. Una frase che racconta bene il suo approccio: godersi il momento senza dare nulla per scontato, continuando a lavorare con una squadra nella quale ha trovato la dimensione ideale per esprimersi. E le sue parole sul futuro lasciano intendere che di carburante, metaforicamente parlando, ce ne sia ancora parecchio.



Anche la stagione appena conclusa ha confermato la superiorità dello spagnolo. Sei vittorie, otto pole position, sette podi e dodici piazzamenti tra i primi cinque in 17 gare sono numeri che raccontano un dominio costruito non soltanto attraverso i successi, ma soprattutto attraverso una continuità quasi sconosciuta agli avversari. Palou non ha avuto bisogno di vincere ogni domenica: gli è bastato essere quasi sempre lì, raccogliendo punti pesanti e impedendo agli inseguitori di riaprire realmente il campionato.

E così, mentre la IndyCar si prepara all'ultimo appuntamento di Laguna Seca, la domanda non è più se Palou sia destinato a entrare nella storia della categoria. Quello è già accaduto. La questione è piuttosto quanto in alto possa arrivare. A cinque titoli, con ancora molti anni di carriera davanti e una squadra che continua a mettergli a disposizione una vettura vincente, il record di Foyt non sembra più un traguardo appartenente a un'altra epoca.

La Formula 1 può quindi rimanere sullo sfondo come quella possibilità che, per un periodo, ha rischiato di cambiare completamente il corso della sua carriera. Ma oggi Palou ha un'altra storia da scrivere. Una storia cominciata quasi in sordina, passata attraverso una difficile scelta di carriera e arrivata ora al quinto capitolo di una saga che potrebbe non essere ancora vicina alla conclusione. Da possibile promessa europea a campione d'America. E adesso, forse, alla rincorsa del record assoluto.
DALLARA