formula 1

Perico, un italiano scelto
dalla Academy Mercedes F1

Sono nove i piloti che la Academy Mercedes Formulla 1 ha annunciato per il 2026. Tra questi, il giovanissimo italiano Niccol...

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Il suo racconto tra passato e futuro

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Successo e leadership per Al Azhari

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F4 Spanish

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Tye di arguzia e velocità

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SWC a Portimao - Qualifica 2
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Davide Attanasio - FotocarDopo la vittoria di gara 1, Nathan Tye (Drivex) ha fatto la voce grossa anche nella seconda qualif...

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29 Lug 2008 [12:50]

Perché Bortolotti e il team Lucidi sono i più veloci

Con una efficace analisi tecnica, Sportautomoto spiega i motivi per cui la Dallara 308 di Mirko Bortolotti, gestita dal team Lucidi, è divenuta la monoposto da battere nel campionato italiano di F.3. Come fa notare il settimanale cartaceo, nei paddock tricolori non si riconosce mai la bravura del vincitore, ma chi taglia per primo il traguardo vi riesce solamente perché è più furbo, perché ha trovato il sistema per aggirare il regolamento. Bla bla bla... A questo triste copione non sfugge il piccolo ambiente della F.3. Quando a inzio stagione Edoardo Piscopo dominava, il team Ghinzani veniva accusato dagli altri di avere un missile nel motore. Ora che Bortolotti ha fatto bottino pieno, è il team Lucidi a subìre le invidie di chi è sconfitto.

Ma cosa è accaduto in pista? Lucidi, da anni presente nel mondo della F.3, ha pensato che per ottenere una maggior velocità e sopperire alla eccessiva down force della Dallara in relazione alla potenza del motore Fiat, poteva essere decisivo togliere sui circuiti di Monza e del Mugello quella serie di appendici aerodinamiche che frenavano l'avanzamento della vettura. Sono così spariti i camini dalla parte superiore delle pance e gli scivoli che coprono le ruote posteriori. Interventi sono stati fatti anche sulla bocca delle prese d'aria nelle pance. Lo spazio è diminuito grazie all'utilizzo di nastro adesivo. Inoltre, da Magione in poi, Lucidi ha utilizzato un terzo ammortizzatore. Tutti questi intelligenti accorgimenti (Lucidi è uno dei più esperti team manager della categoria) uniti alle qualità di Bortolotti hanno permesso al trentino di diventare l'uomo da battere.