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6 Set 2017 [18:10]

Porsche vuole rientrare
Ma non prima del 2021

Massimo Costa

Dici Porsche e ti chiedi come mai un costruttore storico, famoso, di auto sportive non è presente in F.1. O non lo sia mai stato con continuità nella storia del Mondiale. E ti chiedi come sia possibile che un nome come Porsche si abbini alla Formula E uscendo dal FIA WEC e continuando a snobbare la F.1. Ma forse qualcosa sta cambiando. A Monza si è visto Lutz Meschke, chairman del board esecutivo della Porsche nonché responsabile finanziario.

Questo signore ha incontrato Ross Brawn ed altri esponenti di Liberty Media per avere chiara la situazione regolamentare futura del Mondiale F.1. Ovviamente, Porsche non ha intenzione di entrare in campo nell'era ibrida, troppo tardi ormai e il divario tecnico e di conoscenze con i rivali è incolmabile. Il discorso è quindi rivolto al 2021 quando la situazione tecnica tornerà su livelli più miti, semplici e meno costosi. Abbandonato il WEC in quanto, a parte la 24 Ore di Le Mans, il campionato non offre un ritorno mediatico minimamente paragonabile ai 200 milioni di euro richiesti per una stagione, pronta a debuttare nella Formula E del 2019-2020, la Porsche si prepara per la F.1.

La storia della Porsche in F.1 è piuttosto breve. Il periodo glorioso risale alle annate 1984-1985-1986-1987 quando con la McLaren e il motore turno V6 1,5 denominato TAG, la Casa di Stoccarda ha vinto tre titoli piloti con Niki Lauda e Alain Prost (due) e due mondiali costruttori, 1984 e 1985. Dopo questa orgia di successi, Porsche si è ritirata alla fine del 1987 salvo poi rientrare stranamente nel 1991 legandosi alla poco competitiva Footwork Arrows. I disastrosi risultati portarono al divorzio a campionato in corso e la Footwork proseguì con i motori Cosworth.

Prima ancora, la Porsche è apparsa come costruttore di telaio e motore nel biennio 1961 e 1962 con Joakim Bonnier, Dan Gurney, Carel Godin de Beaufort. L'americano Gurney ha vinto il GP di Francia del 1962, unico successo conseguito all'epoca. Prima ancora, nel 1960, una partecipazione al GP di Monza con Edgar Barth ed Hans Herrmann, per tastare il terreno.
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