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27 Gen 2014 [18:00]

Presentata a Jerez la Toro Rosso

Nella pit-lane di Jerez è stata presentata pochi minuti fa la Toro Rosso STR9 a motore Renault e non più Ferrari. La monoposto realizzata nella base di Faenza porta la firma di James Key. In casa Toro Rosso si sottolinea come le innovazioni regolamentari abbiamo costretto gli ingegneri a iniziare la progettazione della STR9 molto presto nel corso del 2013, come mai prima si era verificato mentre negli ultimi giorni tutti hanno lavorato a ritmo serrato fino alle 2 del mattino, divenuto l'orario usuale. Ma com'è dunque la vettura che sarà guidata da Jean-Eric Vergne e dal rookie Daniil Kvyat?

In rete c'è chi si sta già sbizzarrendo parlando di rubinetto, Gonzo (noto personaggio dei Muppets) o chi addirittura tira fuori forme molto meno nobili per descrivere il muso creato da James Key per la nuova STR9. Di certo, se anche la Toro Rosso ha scelto la via della singola proboscide per l'anteriore della sua vettura 2014, lo ha fatto in modo diverso da tutti gli altri proponendo un muso alto che sembra quello dello scorso anno, a cui poi la protuberanza utile a rispettare le misure regolamentari esce senza grande grazia.
Sia come sia, l'importante è che funzioni e da questo punto di vista è evidente come l'aria in arrivo verso il muso abbia ai lati della proboscide due ampi canali in cui distribuirsi, delimitati come già sulla McLaren dai piloni di attacco dell'ala anteriore, anche in questo caso sottili ma molto larghi.
L'aria incanalata sotto il muso va infilarsi verso la parte inferiore di un telaio che non presenta lo scalino, scelta che ha permesso alla Toro Rosso di presentare una sospensione push-rod con triangoli praticamente orizzontali.

Arrivando alle pance, spicca la dimensione davvero ridotta delle prese d'aria, che nella parte alta sfruttano tutto lo spazio che a disposizione ma si snelliscono poi in fretta, fino a chiudersi ancora piuttosto in alto permettendo quindi al team di adottare pance molto scavate nella parte bassa. È la prima volta che vediamo in modo chiaro gli accorgimenti per il raffreddamento di una vettura spinta dal motore Renault (l'area non era ben visibile nell'angolazione fornita dai rendering Lotus) e da quanto si può constatare a Viry-Chatillon sembrano avere prodotto un V6 che non richiede un apporto troppo massiccio di aria.
Va però sottolineato che dietro la testa del pilota, sotto l'airscope si apre un'altra presa di discrete dimensioni, coperta da una rete a maglie finissime. Indirizzando aria verso il vano motore, potrebbe essere una delle ragioni per cui le prese d'aria della STR9 hanno potuto restare contenute nelle dimensioni.

Meno interessante il posteriore, dove c'è l'ormai tradizionale sospensione pull-rod: merita di essere però sottolineato che il monkey seat proposto dalla Toro Rosso in corrispondenza dello scarico è il più complicato visto fino ad oggi, e che per l'alettone è stata scelta una soluzione senza pilone centrale. Sono infatti le paratie laterali, tra l'altro lavoratissime e dotate di ben dieci feritoie, ad allungarsi verso il fondo in una soluzione che finora era stata scelta solo dalla Williams.

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