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11 Mar 2026 [17:28]

Sakhir e Jeddah cancellate?
Ballano 95 milioni di dollari...

Massimo Costa - XPB Images

Il campionato FIA WEC è stato il primo a non farsi troppi problemi e a cancellare l'evento di apertura stagionale che era in calendario a Losail (Qatar) il 28 marzo. La guerra scatenata da USA e Israele contro l'Iran incombe sempre più nel Medio Oriente, con Paesi come Qatar, Bahrain, Dubai, Abu Dhabi, divenuti improvvisamente pericolosi e colpiti giornalmente da missili e droni iraniani.

La capitale del Bahrain, Manama, è stata attaccata da missili iraniani, mentre anche alcune località in Arabia Saudita sono state prese di mira. Proprio lunedì, secondo l'agenzia di stampa statale Bahrain News Agency, 32 persone sono rimaste ferite nei pressi della capitale Manama, dopo un attacco con un drone iraniano. Colpiti anche hotel importanti che hanno spesso ospitato il personale F1, centrati anche gli aeroporti di Dubai e Doha.

La Formula 1, al contrario del WEC, sta ragionando. Il weekend del 12 aprile è in programma il GP di Formula 1 in Bahrain, oltre a Formula 2 e Formula 3. Tra l'altro, a Sakhir sono previsti test collettivi per le due categorie cadette dal 25 al 27 marzo. Il 19 aprile invece, è in calendario il GP di Arabia Saudita a Jeddah (che ospiterebbe anche la F2). Inutile sottolineare che la cancellazione di questi due eventi è assolutamente necessaria.

Ma perché, dicevamo, Liberty Media attende? Spera forse in un improvviso stop della guerra per mandare (pericolosamente) la F1 e tutto ciò che la circonda in Bahrain? Sempre poi che venga accettato di affrontare una simile trasferta. Probabilmente, si sta cercando di capire come rimpiazzare Sakhir e Jeddah.

Nel periodo del Covid, fu facile trovare date a disposizione, ora con un calendario di F1 che comprende altre 22 gare, appare alquanto complicato trovare settimane libere. Impossibile ricollocare Bahrain ed Arabia Saudita nel periodo estivo, per motivi logistici e per le alte temperature di quel periodo nei suddetti Paesi. E non è detto poi che la guerra si concluda per l'estate. Riorganizzare le gare saltate a fine anno forse? Chissà, dopo Abu Dhabi magari, ma si arriverebbe troppo vicino al Natale, non il massimo per tutto il personale.

E allora si potrebbero piazzare i due eventi in odore di cancellazione da altre parti, in Europa, o ripetere in due settimane gare sullo stesso circuito, come fu fatto nel periodo Covid con Spielberg e Silverstone. Si vocifera di Imola, Portimao, Le Castellet, Istanbul (anche se pure la Turchia deve vedersela con droni iraniani), ma tutto appare molto complicato. Organizzare un GP di F1 in poche settimane è praticamente impossibile per le spese di gestione, per il breve periodo in cui vendere i biglietti, eccetera.

Nel 2011, il GP di Sakhir fu cancellato per disordini locali, una insurrezzione contro i reali verificatasi proprio nei giorni del weekend di gara. Bernie Ecclestone aveva poi affermato che il Bahrain aveva comunque pagato la quota di partecipazione. Piuttosto difficile che ora si verifichi la stessa cosa, anche perché all'epoca tutta la F1, e anche la GP2, era già sul posto, oggi la situazione è ben diversa.

Quanto perderebbe allora Liberty Media nel non vedere la F1 correre a Sakhir e Jeddarh. E' presto detto: 55 milioni di dollari dall'Arabia Saudita, 45 milioni di dollari dal Bahrain. Tottale, 95 milioni. Cifra pesante, come ha riportato l'inglese The Indipendent, che fa riflettere. Anche per questo, forse, in Liberty Media stanno facendo melina... 

Dalla F2 già ci dicono che sia i test sia il weekend di gara non si terranno. Aspettiamo nel fine settimana di Shanghai l'ufficialità che, ovviamente, coinvolgerà anche la F1. Per F2 e F3 sarà più semplice trovare date e circuiti per recuperare l'evento di Sakhir e Jeddah (per la sola F2).

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