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16 Mar 2018 [9:46]

Sauber, con il marchio Alfa Romeo
per inseguire il gruppone della F1

Jacopo Rubino - Photo4

Quest'anno c'è un'attenzione speciale nei confronti della Sauber, soprattutto in Italia: merito dell'abbinamento con il marchio Alfa Romeo, che rivedremo così rappresentato in Formula 1 dopo 33 anni. Dal Gran Premio d'Australia 1985 al Gran Premio d'Australia 2018, il cerchio sta per chiudersi. Ma con quali aspettative per Melbourne?

La compagine svizzera, per adesso, mantiene la veste di Cenerentola della griglia che si è trovata cucita addosso nel 2017. A dirlo sono stati i test invernali di Barcellona, vissuti senza lasciare troppo il segno, e con le tante uscite di pista in cui sono incappati sia il rookie Charles Leclerc che il più esperto Marcus Ericsson: segno forse di una macchina difficile da portare al limite, che perdona poco le sbavature. Ci sarà da lavorare. "In generale le prove sono state abbastanza positive, ho accumulato chilometri ed esperienza", ha comunque sintetizzato il monegasco, punta di diamante del vivaio Ferrari e campione in carica della F2.

Alla C37, disegnata da Luca Furbatto, va riconosciuto di essere una vettura dalla sua identità, con idee interessanti per il musetto e la zona delle pance. Non va poi dimenticato l'utilizzo dell'ultima power unit proveniente da Maranello, rispetto al 2017 in cui la specifica dell'anno precedente ha rappresentato un limite sempre più grosso. Pur in fondo alla griglia, la Sauber oggi ha invece le carte in regola (tecniche ed economiche) per crescere e ambire a quella lotta di metà schieramento che storicamente le compete.

Lo dice anche il team principal Frederic Vasseur: "Per noi l'obiettivo è tornare a centro gruppo. Siamo lontani, ma lo eravamo di più lo scorso anno. Risalendo avremo maggiore attrattivita per gli ingegneri, per i piloti, per chiunque". Ci vorrà un po' di pazienza, il manager francese sottolinea che "bisogna essere realisti", che "serve tempo per ottenere risultati". Il progetto Alfa Romeo Sauber è "a medio termine", ribadisce Vasseur, ma intanto conferma che la sede di Hinwil è salita da 320 a circa 400 dipendenti. Forse diventeranno 450 nei mesi a venire. Sarebbe sbagliato non crederci.
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