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9 Lug 2020 [12:00]

Shakedown di gruppo per i team F2:
saranno risolti i guai del primo round?

Jacopo Rubino - XPB Images

Nella giornata di ieri, mercoledì 8 luglio, le squadre della Formula 2 hanno effettuato a Spielberg uno shakedown di gruppo. Obiettivo? Trovare un rimedio ai troppi problemi di affidabilità che in Austria si sono manifestati durante il primo appuntamento stagionale, soprattutto considerando che si corre ancora in questo fine settimana. "I guasti necessitano della nostra massima attenzione", aveva affermato il boss della categoria cadetta, Bruno Michel. Ecco quindi organizzato il mini-test: "Abbiamo preso la questione con estrema serietà e dovevamo reagire rapidamente, consentendo ai team di verificare le proprie auto".

Fra le cause dei guasti, a detta del manager francese, c'è stato il lungo stop dovuto all'emergenza Coronavirus. Un sentore comune a molti addetti ai lavori, perché dai collaudi pre-campionato a marzo in Bahrain le auto sono rimaste ferme per quasi quattro mesi, e poi stoccate a lungo in container: ambienti forse non ideali per temperature e umidità. La riconsegna alle scuderie è avvenuta soltanto a una ventina di giorni dalla partenza del campionato 2020.

Alcuni ritiri potrebbero rivelarsi già pesanti nella lotta per il titolo: su tutti quello del poleman Guanyu Zhou, che in gara 1 sembrava lanciato verso la vittoria, e quello di Marcus Armstrong in gara 2, senza il quale il neozelandese avrebbe probabilmente conquistato la vetta della classifica generale.

Campanelli d'allarme erano suonati fin dalle prove libere, a cui Nikita Mazepin (con la debuttante Hitech) non ha nemmeno potuto partecipare, mentre la Prema ha dovuto sostituire il motore Mecachrome di Mick Schumacher. Molto sfortunato anche Sean Gelael, che per noie ripetute al cambio ha alzato bandiera bianca in entrambe le manches. "Abbiamo provato di tutto, ma questo problema sembrava al di fuori del nostro controllo", ha commentato l'indonesiano della DAMS. E senza dimenticare del nostro Luca Ghiotto, sull'altra macchina targata Hitech, che ha dovuto abbandonare prima di cominciare la Feature Race, per una anomalia elettronica. Sorte simile per Marino Sato della Trident, la quale ha sottolineato come il giapponese non abbia preso il via "a causa di un problema al propulsore non dipendente dalla squadra".

Nello shakedown di ieri, diviso in due brevi turni da 10 minuti, non sono stati rilevati i riferimenti cronometrici. Le prestazioni non erano la priorità. Anzi, come appreso da Italiaracing è stata imposta una configurazione a minimo carico aerodinamico, inferiore persino a quella di Monza: non l'ideale per le caratteristiche del Red Bull Ring, ma di sicuro nessuno ha potuto trarre vantaggi competitivi. La speranza, adesso, è che nel secondo weekend austriaco l'affidabilità torni a livelli adeguati.
TRIDENTCampos RacingDALLARARS RacingMATTEUCCI