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12 Lug [10:41]

Shakedown per la Cadillac LMDh
Bamber il primo a scendere in pista

Michele Montesano

Mentre a Monza andava in scena il quarto round stagionale del FIA WEC, dall’altro lato dell’Atlantico la Cadillac LMDh ha mosso i primi passi in vista dell'esordio agonistico del 2023. A guidare il prototipo, costruito sul telaio Dallara, è stato il pilota del Chip Ganassi Racing Earl Bamber. La Casa americana ha rilasciato solamente una foto ma, con ogni probabilità, il debutto è avvenuto sul tracciato di Putnam Park, vicino Indianapolis, lo stesso che nel 2016 vide il battesimo della Cadillac DPi-VR.

Dopo la Porsche 963, che ha già macinato numerosi chilometri, la Project GTP Hypercar (Cadillac non ha ancora svelato il suo nome) è stata la seconda LMDh a scendere ufficialmente in pista. Secondo la tabella di marcia i collaudi proseguiranno incessantemente per arrivare preparati ai test collettivi IMSA di Road Atlanta, dal 3 al 5 ottobre, e di Daytona, in scena il 6-7 dicembre, prima dell’effettiva omologazione della vettura.

Rispetto ai rendering rilasciati un mese fa, la Cadillac scesa in pista presenta delle forme più tradizionali. Splitter e presa d’aria anteriori hanno una forma meno pronunciata e più convenzionale con i fari opportunamente nascosti dalle mascherature. Presenti gli specchietti retrovisori sui passaruota, assenti sulla concept car, oltre un disegno diverso del cupolino e della presa d’aria superiore, ora con tre canalizzazioni. Infine l’alettone posteriore ha dei profili verticali più grandi e un mainplane posizionato più in basso.

La Cadillac sarà spinta dal V8 5.5 litri DOCH (a doppio albero a camme in testa), sviluppato e realizzato dal reparto Performance and Racing GM Pontiac in Michigan, abbinato al motogeneratore Bosch per un totale di 680 CV. Le batterie del sistema elettrico saranno realizzate in mono-fornitura dalla Williams Advanced Engineering, mentre il cambio sarà prodotto dell’Xtrac. A gestire le operazioni in pista saranno i team Chip Ganassi Racing e Action Express Racing.

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