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1 Apr 2016 [10:58]

Si parla ancora di qualifiche
Vettel e la metafora del gelato...

Jacopo Rubino - Photo4

È bastata una metafora di Sebastian Vettel, durante l'incontro con i media nel motorhome Ferrari a Sakhir, per spiegare alla perfezione la telenevola sul format di qualifiche in Formula 1. "Se uno vende gelato alla vaniglia e tutti quelli che arrivano in negozio lo chiedono al cioccolato, il giorno dopo, quando si apre, si dovrebbe vendere gelato al cioccolato. Invece si decide di vendere ancora gelato alla vaniglia. Di solito si dovrebbe fare quello che i clienti chiedono, se si fa l’esatto contrario non si sta compiendo un buon lavoro". Il driver tedesco, con grande stile, ha così voluto criticare il teatrino che ha portato a mantenere lo stesso sistema per la pole anche in Bahrain, a dispetto del disastro visto a Melbourne e l'iniziale volontà di tornare subito all'antico. Il tutto, nonostante la bocciatura unanime decretata dai protagonisti della griglia, dai team principal (alcuni dei quali avevano spinto in prima persona per il cambio di regole) e, soprattutto, degli spettatori.

Visti i presupposti, la sensazione è che sabato assisteremo ancora ad una qualifica ben poco emozionante: forse le squadre avranno le idee più chiare su come affrontare Q1, Q2 e Q3 a eliminazione progressiva, ma il countdown di 90 secondi rimane un limite troppo restrittivo per produrre emozioni. Si valuterà dopo questo Gran Premio il da farsi, tra le ipotesi di un ritorno totale al vecchio format (che la FIA ha però ignorato), una versione "ibrida" o la temutissima griglia invertita voluta da Bernie Ecclestone.

"Siamo piloti, non siamo qui per fare le regole, ma penso che per alcune decisioni sarebbe utile ascoltare di più noi e i tifosi, perché alla fine bisogna fare quello che è meglio per lo sport", ha sottolineato Vettel, a cui hanno fatto idealmente eco i colleghi invitati alla conferenza stampa ufficiale. Si è discusso anche della lettera aperta pubblicata dalla GPDA per lamentare l'insoddisfazione verso le modalità di governance nel Circus. Una iniziativa apparsa fin qui ignorata. "Siamo tutti uniti su questo argomento, perché amiamo questo sport e vediamo i fans criticare alcuni aspetti dove potremmo migliorare", ha dichiarato Nico Rosberg. "Ci sono esempi come le qualifiche, che non sono piaciute. Vorremmo essere più coinvolti nelle decisioni, visto che siamo noi a guidare". Sulla stessa linea Fernando Alonso: "Penso che Bernie Ecclestone, Jean Todt e chiunque altro facciano il massimo, ma il modo di prendere le decisioni è un po' vecchio. Il nuovo sistema di qualifica o le restrizioni sui messaggi radio non sembrano molto interessanti all'esterno, è un po' contraddittorio".

"Fino a qui le scelte fatte non sono state positive nell'accoglienza da parte degli appassionati, dei media, o degli sponsor. Vorremmo dare una mano nello sport che amiamo più di ogni cosa", ha aggiunto Romain Grosjean. Persino il debuttante Pascal Wehrlein ha voluto esporsi: "Sono appena arrivato in F1, l'ho sempre sognata. Quando nei fai parte vorresti che fosse al massimo livello possibile. Dobbiamo migliorare".
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