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9 Giu 2010 [19:49]

Stéphane contro Allan
Tocca ai "califfi" della pole

Gli sprinter sono in pista. L’Equipe di oggi li ha messi in copertina, pronti a scattare dai blocchi come Usain Bolt e Asafa Powell - solo che al posto del tartan c’è l’asfalto di Le Mans. Stèphane Sarrazin contro Allan McNish vuol dire Peugeot contro Audi, la pole se la giocheranno loro. Ieri erano partite le schermaglie verbali, peraltro simpatiche e piene di ironia. McNish durante la sessione dedicata agli autografi aveva inviato a Bruno Famin, direttore tecnico di Peugeot, un poster con dedica: “Per Bruno, la terza piazza vi andrà benissimo”. Famin, con prontezza, aveva risposto: “Ci andrà benissimo perché completerà il nostro podio”.

Oggi è iniziato il duello in pista, che si conluderà domani a mezzanotte. “La forza di Audi è l’esperienza”, ha buttato lì Sarrazin, dopo aver ricordato il suo primo incontro con McNish, da collaudatore della Toyota F.1 nel 2002, quando lo scozzese era uno dei due piloti titolari. “La loro debolezza è la R15, una macchina nuova che non conoscono così bene come noi conosciamo la nostra”.

McNish gli ha dato ragione, senza scoprirsi troppo: “Stéphane conosce bene la sua 908, e questo, soprattutto se il meteo sarà variabile, è un vantaggio. Per il resto diciamo che noi e loro abbiamo strategie per risolvere lo stesso problema: vincere”.
Fra i due c’è stima: “Allan è il pilota-guida alla Audi (forse Kristensen e Capello avrebbero qualcosa da obiettare, ndr), quello che non molla mai”. “Stephane è velocissimo, tre pole in tre anni non sono cosa da poco a Le Mans, e poi lui ha corso in F.1, Endurance, nei rally, in GT1. Una cosa alla Jim Clark, oggi non è così facile”. Ma Allan, che a sense of humor e sarcasmo non è secondo a nessuno, ha voluto lanciare comunque una stoccata: “Una volta mi piacerebbe guidare una Peugeot: in pista l’ho vista tante volta nei retrovisori”.

Veloci a parole e veloci in pista. “Les califes de la qualif”, li ha ribattezzati L’Equipe, i califfi della qualifica. Sempre ammesso che in una 24 Ore partire in pole conti davvero qualcosa. “In assoluto la pole a Le Mans non significa nulla, ma conta per la scuderia, va bene per l’ego del pilota che marca psicologicamente la sua supremazia”, sostiene Jacky Ickx, uno che nel 1969, quando si partiva ancora a piedi, vinse la gara dopo essere montato a bordo con ostentata lentezza, lasciando per ultimo lo schieramento. “E poi ha un grande valore mediatico per Audi e Peugeot: è una questione di comunicazione”.

In questa gara nella gara Sarrazin per ora è in vantaggio 3-1 su McNish. Anche il record della pista è il suo, 3’18”513 fatto segnare nel 2008, a oltre 247 all’ora di media.
Il problema del francese è che di 24 Ore a Le Mans, per ora, nonostante le tre pole, lui non ne ha ancora vinta nessuna, McNish già due. Il bolt della Sarthe forse domani sarà ancora lui, Stéphane. Ma da sabato, qui, si corre una maratona.