Michele Montesano
Con l’arrivo delle nuove monoposto Gen 4, la Formula E si trova a dover affrontare una dura scelta. Il netto balzo prestazionale porterà la categoria sicuramente ad un livello superiore e paragonabile alle categorie di vertice del motorsport. Tuttavia, il rovescio della medaglia, comporta il dover modificare le gare delle monoposto elettriche a nuovi standard andando, così, a snaturare i principi su cui era nata la categoria full electric.
Protagonista di questa rivoluzione è la nuovissima Gen 4 presentata ufficialmente sul tracciato del Paul Ricard. Con una potenza che in qualifica raggiunge i 600 kW, equivalenti a 800 cavalli, e circa 450 kW disponibili in gara, le nuove monoposto segnano un incremento enorme rispetto alla generazione precedente. Inoltre la combinazione tra trazione integrale, carico aerodinamico più che raddoppiato e nuove gomme sviluppate da Bridgestone porta la Formula E in una dimensione tecnica decisamente più elevata.
Il miglioramento delle prestazioni è tale che, secondo le simulazioni, su alcuni tracciati le Gen4 potrebbero avvicinare le velocità di categorie superiori, con un guadagno medio di circa dieci secondi al giro rispetto alle attuali Gen3 Evo. Sul cittadino di Monaco, sempre secondo le stime, il riferimento cronometrico potrebbe persino risultare più rapido di quello di una monoposto di Formula 2.
Questo aumento di performance ha, però, imposto anche un ripensamento profondo della filosofia progettuale. Se in passato la Formula E aveva privilegiato l’efficienza energetica quasi come vincolo principale, la Gen4 nasce con l’obiettivo di ridurre i compromessi. L’aerodinamica diventa finalmente un elemento centrale, con l’utilizzo due configurazioni distinte: una a basso carico e una ad alto carico, pensate per adattarsi ai diversi circuiti.

Parallelamente cresce anche la capacità energetica, con un aumento significativo dell’energia utilizzabile e una rigenerazione in frenata che raggiunge valori di 700 kW, pari a 940 cavalli, che porterà a un aumento del 43% dell’energia sfruttabile in gara. Dal punto di vista della guida, la nuova monoposto rappresenta una vera rivoluzione anche per i piloti. L’introduzione del differenziale attivo, una maggiore libertà nella gestione della coppia anteriore e posteriore e sistemi più avanzati di controllo della frenata costringeranno a un nuovo stile di guida.
Proprio questa evoluzione tecnica apre la questione su come impostare gli E-Prix. La Federazione e gli organizzatori stanno lavorando a un nuovo format che dovrebbe debuttare con l’inizio dell’era Gen4, previsto per la stagione 2026-27. L’idea è quella di introdurre una distinzione più marcata tra E-Prix sprint e gare più lunghe, specialmente nei weekend doppi che potrebbero arrivare fino a cinque appuntamenti nel calendario.

Le gare sprint andrebbero a enfatizzare la prestazione pura, con un minore attenzione sul risparmio energetico, mentre gli E-Prix più lunghi continuerebbero a valorizzare la gestione dell’energia. In questo scenario, resta da capire se verranno confermati sia l’Attack Mode che il più recente Pit Boost. Ma per avere maggiori certezze bisognerà attendere giugno quando, oltre alle novità in tema di format di gare, la FIA varerà anche il calendario della stagione 2026-27 di Formula E.