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24 Dic 2021 [12:04]

Team di F1 al meglio della salute:
per Brown ora nessuno vuole vendere

Jacopo Rubino

La pandemia ha creato difficoltà e ridotto gli introiti della Formula 1, ma la situazione delle squadre in griglia è la più rosea di sempre. Lo sostiene Zak Brown, l'uomo che ha condotto la risalita della McLaren fino al ritorno alla vittoria nell'ultimo Gran Premio d'Italia, dopo quasi 9 anni a secco. "Credo che salute dei team non sia mai stata così forte. In F1, di volta in volta ci sono state due o tre scuderie in difficoltà, mentre ora ce ne sono dieci ben finanziate, da soggetti o gruppi di investimento altamente credibili", ha affermato il manager americano al quotidiano City AM.

Il boss McLaren, anzi, ha raccontato: "Ricevo telefonate quotidiane da gruppi importanti, realmente interessati a comprare un team di Formula 1, ma non ce ne sono disponibili. Questo è diventato un mercato per venditori, e nessuno vuole cedere. Credo che la salute commerciale del campionato sia fantastica".

A ottobre, un passaggio di proprietà era però molto vicino: Michael Andretti stava per comprare il gruppo Sauber (oggi al via come Alfa Romeo Racing), ma la firma è saltata in extremis per divergenze di vedute. Secondo le voci, l'attuale patron Finn Rausing aveva fissato il prezzo a 350 milioni di euro. Nell'estate 2020, invece, il fondo Dorilton Capital ha assunto il controllo della Williams, in quel momento fanalino di coda della griglia, per circa 150 milioni.

Se Brown dice il vero, questa "salute" generale sarebbe in gran parte merito di Liberty Media, specialmente con la svolta del budget cap che renderà sostenibile l'attività delle squadre, per non dire profittevole. Ma almeno due figure restano desiderose di entrare in gioco: lo stesso Andretti e Dmitry Mazepin, padre di Nikita che in Haas ha portato il suo pacchetto di sponsor.



"È un peccato che non abbia funzionato, ma non mollo. Teniamo gli occhi aperti, andremo sempre in cerca di un'opportunità", aveva commentato l'americano dopo il mancato accordo per rilevare la Sauber. Mazepin nel 2018 fu invece in corsa per prendersi la Force India, battuto però da un altro papà facoltoso, Lawrence Stroll, che l'ha trasformata in Racing Point e poi in Aston Martin. Ma l'imprenditore russo ha la stessa visione di Andretti: "C'è stato un tentativo di acquisto non andato a buon fine, ma non abbandoniamo la questione. Abbiamo piani a lungo termine, vogliamo espanderci", ha dichiarato di recente a Match.tv. "Abbiamo il team Hitech in F2, F3 e F4, il coronamento sarebbe possedere una scuderia in Formula 1".

Di creare realtà da zero, invece, non si parla quasi più. Il progetto Panthera sembra evaporato e anche il gruppo Volkswagen, con Audi o Porsche, dovrebbe entrare nel 2026 solo da motorista. Peccato, perché uno schieramento con 22 o 24 macchine darebbe anche più sbocchi ai giovani talenti. Un grosso ostacolo è la tassa una tantum inserita nel Patto della Concordia: 200 milioni che Liberty verserebbe poi ai team avversari, così da bilanciare la futura spartizione dei ricavi in fette più piccole. Sulla carta un paradosso, perché si rafforzano i concorrenti. Ma nei mesi scorsi il presidente Stefano Domenicali aveva aperto all'idea di rimuovere questo requisito.
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