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16 Set 2020 [17:24]

Nuovi team F1 nei prossimi anni?
Solo con una mega-tassa ai rivali

Jacopo Rubino

Un team interessato a esordire in Formula 1, dal 2021, dovrà versare una tassa di 200 milioni di dollari che sarà spartita fra le altre scuderie. È uno dei punti inseriti nel prossimo Patto della Concordia, come svelato da Zak Brown della McLaren: di fronte a una richiesta così impegnativa, viene legittimo pensare che gli attuali dieci team preferiscano scoraggiare l'arrivo di nuovi avversari, evitando di dividere gli introiti in quote più piccole.

Il pagamento anticipato, infatti, funzionerà da eventuale compensazione per le casse dei rivali, ma è paradossale pensare che sia ampiamente superiore al limite di 145 milioni fissato dal futuro budget cap. Il tetto alle spese, insieme alle nuove regole tecniche e ad una spartizione più equa dei premi, è stato giustamente considerato da Liberty Media come un successo per la sostenibilità economica del Circus. A queste condizioni, però, solo per chi è già in griglia. "Con il budget cap, facendo un buon lavoro, si può ottenere un profitto", ha affermato Gunther Steiner, responsabile di quella Haas che nel 2016 è stata l'ultima struttura a tuffarsi da zero nel Mondiale.

"Il massimo dovrebbero essere 10 squadre, avere un'iscrizione in Formula 1 è qualcosa di speciale. È un discorso valido per la maggioranza delle leghe professionistiche", ha sottolineato il boss della Mercedes, Toto Wolff, confermando la sensazione che si cerca di preservare l'odierno status quo.

"I 200 milioni sono pensati per proteggere il valore dei team esistenti. Stiamo cercando di evitare situazioni accadute in passato, come la USF1 (nel 2010, ndr) che aveva comunicato il suo arrivo e non è mai scesa in pista", ha sottolineato Brown. "Penso che i 200 milioni siano intesi per essere certi che se qualcuno desideri entrare, abbia le basi per farlo. Storicamente è capitato di avere annunci di gente che poi non è mai arrivata. Non credo sia qualcosa che si vede in altri sport".

"Le regole sono state scritte per rivedere la cifra", ha precisato Brown. "Se però hai fiducia nel valore della F1, quei 200 milioni torneranno indietro". Giusto pretendere garanzie, ma una soglia di sbarramento così alta potrebbe far tentennare persino una grande casa automobilistica. Figuriamoci una potenziale realtà indipendente. Il presidente della FIA, Jean Todt, qualche tempo fa sperava in uno schieramento addirittura con 12 compagini, come non si vede da otto stagioni. Sarà mai possibile con questa tassa, nonostante il nuovo assetto economico?

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