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13 Nov 2018 [15:24]

Toro Rosso sempre più laboratorio
Red Bull sperimenta soluzioni per il 2019

Alessandro Bucci - Photo4

Attualmente nona nel campionato costruttori, la Toro Rosso Honda ha in gran parte deluso le aspettative di pre stagione soprattutto se consideriamo che, il team con base a Faenza, ha attualmente 20 punti in meno di quelli raccolti nel 2017 con i propulsori Renault. La nuova partnership con gli uomini del Sol Levante sembrava poter generare frutti considerevoli per la squadra capitanata da Franz Tost invece, nell'arco della stagione, soprattutto negli ultimi episodi, la STR13 si è rivelata sempre di più un banco prova del team cugino Red Bull in vista del 2019 quando, la squadra austriaca, monterà anch'ella propulsori Honda. D'altronde, il consulente Red Bull Helmut Marko, a Hockenheim lo ammise a denti stretti: "Se in Toro Rosso trovano performance al banco è opportuno che la verifichino anche in pista, anche se questo comporterà delle penalità da pagare".

Davvero tante, infatti, le penalizzazioni in griglia di partenza rimediate dalla coppia Pierre Gasly e Brendon Hartley, molto spesso abbonate alle posizioni di coda alle spalle dei più blasonati colleghi Daniel Ricciardo (otto ritiri per l'australiano con tante partenze slittate per via di penalità extra) e Max Verstappen. Un aspetto interessante, tuttavia, è che gli sviluppi prodotti sulla STR13 non hanno riguardato solo il fronte della power-unit, ma anche quello telaistico ed aerodinamico. Pensiamo ad Austin, sede del GP degli Stati Uniti, dove è stato presentato un aggiornamento al telaio della vettura del solo francesino, arrivato non distante dalla top 10. Complice anche il maltempo presentatosi in Texas al venerdì, il team ha preferito non spremere le nuove componenti riservandole per i GP sudamericani.

A Città del Messico, infatti, Toro Rosso ha presentato un nuovo pacchetto composto da un'ala anteriore riveduta, dotata di un flap riposizionato e un deflettore laterale. Ispirandosi anche alle scelte adottate dai rivali, il team faentino ha rivisto anche le zone laterali, con modifiche che potevano contare su una maggior incidenza manuale in corso d'opera, recuperando carico aerodinamico. Evidente l'aumento del numero di deflettori (da due a tre elementi), con lo scopo di modificare il punto in cui le superfici incontrano la scia generata dal pneumatico anteriore. Un elemento che va ad incidere molto sui flussi d'aria che attraversano lateralmente la macchina. Soluzione già sperimentata ma che potrà trovare ulteriori margini di sviluppo in chiave 2019.
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