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29 Giu 2021 [14:12]

La sfortuna non molla Russell:
i punti in Williams sfumano ancora

Jacopo Rubino - XPB Images

"Le corse sono brutali". Lo ha detto George Russell, dopo la cocente delusione vissuta al Gran Premio di Stiria: era in ottava posizione, sembrava il giorno perfetto per festeggiare i primi punti al volante della Williams, poi ecco l'avaria al sistema pneumatico della power unit e il ritiro. Impossibile non dispiacersi. Il giovane britannico insegue da quasi tre anni questo obiettivo, ma fin qui senza fortuna. Sì, le corse possono essere brutali.

"Eravamo messi benissimo, stavamo usando le gomme medie, e nel finale saremmo potuti andare all'attacco. Penso fosse possibile chiudere settimi, davanti ad Alonso. Stavo facendo del mio massimo per tenere dietro una Ferrari, un'AlphaTauri e una McLaren. Di solito non siamo così in alto, dobbiamo essere comunque orgogliosi", ha raccontato Russell.

L'ingresso in top 10, che con questa Williams rimane una mezza impresa, è stato sfiorato più volte. Qualcosa però ha sempre sbarrato la strada di Russell: magari un errore nei momenti topici, come nel 2020 a Imola quando si prese la piena responsabilità, o un guasto, come domenica. Il pupillo Mercedes ha enormi doti, ha la stessa stoffa dei coetanei Norris e Leclerc incrociati già nelle serie minori, anche battendoli, ma da quando ha esordito in Formula 1 nel 2019 ha dovuto ingoiare tanti bocconi amari, parcheggiato in una scuderia poco competitiva. Ironia della sorte, Russell è andato a punti in una sola occasione, quando ha guidato la Mercedes al GP di Sakhir 2020 sostituendo Lewis Hamilton positivo al Coronavirus: ma anche lì la sfortuna ci ha messo lo zampino, perché avrebbe meritato decisamente la vittoria. Sembra una maledizione.

L'ultima batosta, lo stop a Spielberg, fa male perché l'ottavo posto era occupato con pieno merito, in una corsa "normale". Vedere Russell in Q2 ormai non è una notizia, ma sabato aveva addirittura sfiorato l'ingresso in Q3, perso per pochi millesimi. Grazie alla penalità di Yuki Tsunoda era comunque partito decimo, tutto stava procedendo alla perfezione, fino al problema tecnico.

"Abbiamo lavorato duramente, quattro o sei punti sarebbero stati fantastici per il campionato", ha sottolineato, e in effetti potevano risolvere l'intera stagione del team. Dodicesimo in Francia, Russell aveva già riportato la Williams davanti alla Haas, ma un exploit in Austria poteva consentire addirittura il sorpasso in graduatoria all'Alfa Romeo Racing, ottava. Sogno sfumato, o quantomeno rinviato.

La FW43 al Red Bull Ring si è rivelata a suo agio, l'imminente Gran Premio d'Austria sullo stesso circuito può essere una buona occasione per riprovare il colpo. Ma Russell sa che in F1 niente è scontato: "Certe opportunità non ci capitano ogni giorno, noi dobbiamo fare tutto al meglio e dobbiamo contare su qualche sbaglio degli altri". A rincuorarlo dovrebbe essere l'evidente crescita della squadra di Grove, che non è più la Cenerentola designata. Merito anche delle riorganizzazioni operate dalla nuova proprietà di Dorilton Capital in questi mesi.

La Williams non va a punti da 35 gare, ma forse l'astinenza non durerà ancora a lungo, così come il "purgatorio" di Russell, se la Mercedes decidesse di promuoverlo per il 2022 dandogli una vettura all'altezza del suo talento. Ma sarebbe bello vederlo in top 10 con la sua attuale macchina, almeno una volta.
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