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25 Ago [16:47]

Wolff: "Mercedes in F1 a lungo,
Russell e Ocon futuri campioni"

Massimo Costa

E' un Toto Wolff a tutto tondo quello che si è concesso alla penna di Andrea Cremonesi della Gazzetta dello Sport. Il team principal Mercedes si è permesso qualche giorno di vacanza con la famiglia, ma è pronto per affrontare la volata finale contro la Red Bull. Una battaglia che non si ferma soltanto alla pista come abbiamo potuto constatare in questi ultimi mesi. Wolff, prima di tutto, ha subito spiegato perché la Mercedes uscirà dalla Formula E, poche parole, ma quanto mai affilate nei confronti della categoria che lui non ha mai amato: "Sì lasciamo la FE, ma la buona notizia è che è stato deciso di concentrarsi sul suo core business, la F.1, che garantisce un superiore trasferimento tecnologico alle macchine di serie".

Wolff parla poi dei motori F1 che verranno impiegati dal 2025: "Siamo tutti d'accordo a mantenere i V6 attuali, stiamo discutendo su quanti componenti conservare come la MGU-H. Dettagli. La cosa più importante è che da quella data le power unit saranno per metà costituite da motore a combustibile e per l'altra da motori elettrici. E useremo benzine ecologiche che i consumatori troveranno alla pompa".

Per quanto riguarda il nuovo assetto azionario del team Mercedes, Wolff risponde: "C'è una collaborazione fantastica con Jim Ratcliffe di Ineos. Lui ha costruito una compagnia di successo mondiale, è un uomo d'affari che si è fatto da solo. Il suo ruolo è quello di traghettarci in una nuova dimensione. C'è un mix tra Mercedes, una compagnia di largo respiro e il sottoscritto che gestisce il team. Siamo complementari. Ho deciso di rimanere azionista soltanto perché c'era la garanzia della Mercedes di restare a lungo in F.1, come la Ferrari".

Poi, uno sguardo sui giovani piloti Junior Mercedes: "Sono contento per la vittoria di Ocon a Budapest e per l'Alpine che gli ha dato l'opportunità di continuare a correre. E sono orgoglioso di averlo aiutato a trovare uno sbocco a una carriera che pareva chiusa. La sua vittoria non mi ha stupito. Esteban e George Russell sono due potenziali campioni del mondo". E sul possibile arrivo di Russell al posto di Bottas, afferma: ""Sinché saremo trasparenti con Valtteri e George, riusciremo a gestire la situazione. Perché la cosa più difficile per un pilota è non sapere se avrà o meno il sedile. "Decideremo in tempi molto rapidi. Ma l'annuncio dipenderà dalle circostanze". E Hamilton? "Crediamo uno nell'altro. Abbiamo semplicemente prolungato il contratto di quest'anno per altri due".



Wolff guarda poi alla battaglia con la Red Bull: "Siamo in testa al mondiale perché esiste un dio delle corse, che dà e toglie. Noi a Monaco potevamo finire secondi con Bottas senza l'inconveniente ai box, siamo stati protagonisti del più lungo pit-stop della storia, ci sono volute 26 ore per estrarre la gomma, e potevamo vincere a Baku con Hamilton. I nostri rivali invece, sono stati molto sfortunati in Ungheria. Silverstone? Non è stato un errore di Hamilton. Comunque da Spa parte un nuovo campionato, dove trionferanno la miglior macchina e il miglior pilota ".

"Al momento non siamo inferiori alla Red Bull, mentre lo eravamo chiaramente all'inizio della stagione. Il fatto è che abbiamo sottostimato i cambiamenti aerodinamici che hanno avuto minor effetto con le vetture dotate di maggiore rake come Ferrari, Red Bull e McLaren. Ma negli ultimi mesi abbiamo compiuto sviluppi davvero eccellenti. Che, però, ora abbiamo fermato, la F1 del prossimo anno rappresenta un cambio radicale che prima inizi a lavorarci e più sarai competitivo".

Wolff non è sorpreso dalla crescita della Red Bull-Honda: "Per me era chiaro che la Honda sarebbe stata forte quest'anno: vogliono lasciare la F.1 con un Mondiale in tasca. Rispetto i giapponesi, hanno scalato l'Everest da quando sono tornati in F.1 nel 2015. Se non dirigessi la Mercedes, augurerei loro di avere successo. Litighiamo con Red Bull? Credo che qualche volta i team si spingano al limite del lecito, anche un po' in là per i miei gusti. Ed è un bene avere una FIA forte che osserva con attenzione le squadre. Vengono spesso a ispezionare anche noi, a controllare se osserviamo il tetto alle spese. Ed è parte del lavoro mio e dei miei ingegneri essere sospettosi. Io sono certo che alcuni team abbiano giocato con la pressione delle gomme o con la flessibilità delle ali. La FIA ha fatto bene a intervenire".

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