5 Dic [14:25]

Intervista a Lotti
"L'obiettivo è avere 8 Case"

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Dario Sala

Con la gara di Macao di due settimane fa, la TCR Series ha chiuso la sua prima stagione di vita. Nata un anno fa fra lo scetticismo generale, la serie ha saputo crescere ed imporsi al punto che negli undici eventi si sono visti sessantotto piloti in rappresentanza di ventidue nazioni. Quarantacinque di essi hanno marcato punti mentre la vittoria se la sono aggiudicati in dieci. Sette i marchi impegnati: Audi, Ford, Honda, Opel, Seat, Subaru e Volkswagen. La partecipazione media ad ogni evento è stata di diciotto macchine.

“Siamo veramente molto contenti di come è andata questa stagione inaugurale – ha precisato Marcello Lotti – specialmente se consideriamo che un anno fa molte persone si sono sedute ed hanno voluto aspettare e vedere cosa sarebbe diventata la TCR. Credo che questi primi dodici mesi abbia fornito loro una risposta e che i numeri dicano tutto di quanto l'interesse di Case, team e piloti sia cresciuto rapidamente. Essi sono anche la prova di come la serie internazionale sia il miglior promotore del concetto TCR in tutto il mondo. Quindi, se ripenso ad un anno fa quando cercavo di costruire un campionato ed avevo una sola macchina pronta, sono più che soddisfatto. Siamo andati oltre le nostre apettative sia con la serie internazionale sia con i promotori dei campionati nazionali. Dal 2016 questi ultimi potranno utilizzare la nostra esperienza per far partire i loro campionati. La start-up generale l'abbiamo fatta noi, la loro, non dico che sarà più facile, ma chiaramente potrà guardare al nostro lavoro".

Il 2016 però bussa già alle porte: “Non credo sia avventato prevedere che almeno un paio di Case entrino con vetture in configurazione TCR (Alfa Romeo e Peugeot, oltre naturalmente la nuova Opel Astra, ndr). Riteniamo inoltre, che in giro per il mondo, attraverso serie nazionali o regionali, si svolgeranno non meno di centottanta gare TCR”.

Lotti non lo dice, ma si mormora che Renault Sport stia già lavorando sulla nuova Mégane, così come sta facendo la Hyundai nella sua sede sportiva: "Abbiamo dei marchi interessati ad entrare e più avanti lo vedremo, ma sono sicuro che ci saranno delle sorprese. L'obiettivo è di avere 24 macchine e otto case rappresentate".

Il vero obiettivo della TCR però è un altro: "Credo che con il concetto di TCR si sia creato qualcosa di unico per la prima volta al mondo. Una sigla che racchiude un'idea riconoscibile in ogni parte del globo. Nel 2015 questo concetto lo abbiamo creato e lo abbiamo fatto diventare un brand. Nel 2016 vorremmo dargli un'identità. Fare in modo che quando uno spettatore va a vedere la TCR International Series venga in contatto con un modello di intendere il motorsport che poi ritrovi pari pari quando andrà vedere una gara della serie tedesca o asiatica. Deve avere le stesse percezioni. Questa sarà la grande sfida del 2016.”

Negli ultimi giorni si è parlato anche di altro. In una intervista rilasciata ad Autohebdo, il promoter del WTCC François Ribeiro, rispondendo ad una domanda, ha dichiarato che la FIA ha creato la TCR che nel 2016 diverrà poi la TCN2. Un abbaglio gigantesco o una provocazione verso una serie che sta cominciando a dare fastidio? Difficile dirlo, ma sembra abbastanza palpabile il fatto che sia la Federazione sia Europsort si siano accorti della bontà dell'idea di Lotti e che ci possano fare un pensiero per rimpolpare l'ETCC e dar vita loro stessi vita a qualcosa di analogo.

Il primo passo è stato quello di rendere eleggibili le macchine della TCR a correre nella TCN2. Italiaracing ha però saputo a Macao che questo regolamento è ancora troppo acerbo e di là da venire. Lotti però non vuole entrare nella polemica: “Esatto. Non voglio fare polemiche con nessuno. Dico solo che persone che prima non ci consideravano neppure, da metà stagione hanno cominciato a farlo. Adesso cercano addirittura le nostre macchine. Non ci sono problemi. Le macchine TCR possono anche fare le 24 ore, ma non è che gli organizzatori di questa serie si sono attribuiti la paternità della TCR. Ma non importa, per noi è una grande soddisfazione. E’ un chiaro segno di riconoscimento e che la nostra idea sta funzionando”.

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