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14 Dic 2020 [12:00]

Ad Abu Dhabi vince ancora la noia,
la pista può essere modificata?

Jacopo Rubino

L'impianto di Abu Dhabi ha una splendida scenografia, ma non basta a rendere i suoi Gran Premi spettacolari. Quello di ieri passerà alla storia della Formula 1 come uno dei più noiosi di sempre. 55 giri pressoché privi di emozioni, soprattutto là davanti, dove conta davvero. Anche i più appassionati hanno faticato a non annoiarsi, in netto contrasto rispetto alla tappa di Sakhir di sette giorni prima, sull'inedito circuito "corto", ma anche ad altri round di questa stagione. Segno che le attuali monoposto, mostri di aerodinamica, hanno sì dei difetti da risolvere, ma con le piste giuste i piloti possono divertirsi e far divertire.

I puristi vorrebbero Yas Marina spazzata via dal campionato, ma non è realistico, essendo fra gli eventi più remunerativi nonché più ambiti per ospiti e marketing. Preso atto di questo, la pista può essere migliorata in qualche modo? Se lo è chiesto per esempio Daniel Ricciardo, settimo al traguardo in relativa solitudine. "Forse si può fare qualcosa con il layout, perché purtroppo alla domenica può essere un po' deludente, a livello di divertimento. È un peccato, è un luogo bellissimo e non voglio sminuirlo perché vorrei continuare a venire qui".

Anche le precedenti edizioni della corsa negli Emirati Arabi, del resto, non hanno regalato molta adrenalina. Persino la più celebre, quella del 2010 che assegnò il titolo a Sebastian Vettel, resta nella memoria per Fernando Alonso bloccato alle spalle di Vitaly Petrov, nell'ultima gara di F1 disputata senza il DRS.

"Non ho mai ricevuto così tanti messaggi con l'emoji dell'addormentato", ha rivelato Toto Wolff, team principal Mercedes. Valtteri Bottas e Lewis Hamilton non sono riusciti a tenere il ritmo di Max Verstappen, ma il punto è un altro. "Credo che ad Abu Dhabi sia molto difficile restare in scia. È una meta fantastica, le strutture sono uniche e bellissime. Ma è difficilissimo sorpassare, persino se la macchina davanti è più lenta".

"Magari vale la pena ristudiare la configurazione della pista. Non è il mio lavoro, ma forse potremmo capire come renderla un po' più favorevole ai sorpassi", ha aggiunto il manager austriaco, accodandosi a Ricciardo. "Non vorrei perdere Abu Dhabi dal calendario, ma dobbiamo offrire gare più spettacolari".

Le critiche si erano già innalzate nel 2017, a causa di un'altra fine Mondiale da sbadigli, e l'architetto Hermann Tilke, creatore del tracciato, in quell'occasione aveva ammesso: "Ho una piccola idea per cambiare una curva, che potrebbe avere un grande effetto". Idea che è rimasta tale, chissà non se ne riparli adesso. Ad Abu Dhabi le risorse per intervenire, di certo, non mancherebbero.
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