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Palou, cinque volte nella storia
Tra i grandi della IndyCar

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Opel ufficializza l’arrivo di Evans
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Michele Montesano Non un fulmine a ciel sereno, perché la notizia era ormai nell’aria da mesi. Ma ora c’è l’ufficialità, Mit...

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Eurocup-3

Ufficiale il calendario 2027
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Rubens Barrichello con Birelart
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Massimo CostaRubens Barrichello, indimenticato pilota di F1 che tra il 1993 e il 2011 ha disputato 322 Gran Premi otten...

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Fornaroli e il futuro in F1
L'unica speranza è il team Haas?

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Milwaukee - Gara 1
Palou campione per la quinta volta

Carlo Luciani Pato O'Ward completa una domenica da incorniciare a Milwaukee, conquistando anche la gara 1 dopo aver già...

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11 Feb 2005 [17:33]

Ad Albacete primo test vero per la Chevrolet Lacetti

Dopo il primo shake down della Chevrolet Lacetti sul circuito del MIRA in Gran Bretagna, Chevrolet Racing ha svolto il programma di test invernali che vede in azione il team a Idiada (2 giorni) ed Albacete (3 giorni), in Spagna. I tre piloti Chevrolet – lo svizzero Alain Menu, l’italiano Nicola Larini e l’inglese Rob Huff – hanno preso parte all’approfondita sessione di prove su due nuove auto preparate per le gare. «La pista di Albacete presenta un po’ di tutto. C’è una chicane stretta, alcuni curve lente, altre veloci. Svolte in cui devi dosare opportunamente l’acceleratore, punti di staccata. Sostanzialmente tutto ciò che ci si può trovare a dover affrontare nel corso di un campionato turismo, eccetto i saliscendi tipici di un circuito come quello di Spa. Il modo in cui la pista è stata concepita consente anche di testare più efficacemente l’auto trovando fin da subito un buon ritmo, il che aiuta gli ingegneri nel confronto dei dati raccolti con i diversi assetti che cambiamo ogni cinque giri. Tutto ciò che noi, in qualità di piloti, dobbiamo fare è guidare nel miglior modo possibile», ha spiegato Huff.
La nebbia fitta e le temperature gelide del secondo giorno ad Albacete hanno impedito le prove sul tracciato, ma non hanno fermato il lavoro dei meccanici, come ha detto il capo Ingegnere di RML, Graham Norden: «Abbiamo messo a frutto questi tempi morti per analizzare i dati relativi al motore e al telaio. Quindi abbiamo cercato il conforto di queste analisi attraverso opportune simulazioni al computer, effettuando di fatto alcuni test virtuali. Questo ci permette di interpretare al meglio i comportamenti dell’auto e modificare il programma di prove con nuovi assetti, ove necessario».
Nicola Larini è rimasto contento del lavoro effettuato in Spagna: «Più che per le prestazioni, siamo qui per fissare le basi su cui costruire le prossime settimane. Siamo ancora nella fase di conoscenza dell’automobile e delle sue reazioni con i differenti assetti. Ciò che sappiamo con sicurezza, tuttavia, è che la vettura si sta comportando bene ed è affidabile. Il telaio è molto buono, la frenata eccellente, insomma il potenziale è davvero elevato».