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8 Mar 2026 [20:08]

La sentenza del dopo Melbourne
Questa Formula 1 non è Formula 1

Massimo Costa - XPB Images

Di solito non mi capita di scrivere in prima persona, anzi, praticamente mai. Però, questa volta, per dovere, etica professionale, mi sento di farlo per onestà intellettuale nei confronti dei tanti nostri fedeli lettori Ho atteso con curiosità l'arrivo delle nuove regole tecniche, la Rivoluzione è stata battezzata. Dipende però, cosa si intende per Rivoulzione. La storia ci insegna che in alcuni casi la modifica dello stato delle cose porta benessere e felicità, in altri casi, porta disgrazie, povertà, caos.

Ecco, per la Formula 1, per quanto visto a Melbourne, adotterei purtroppo questa seconda visione. Qualcosa non mi tornava già osservando i test di Sakhir; monoposto in difficoltà, piloti perplessi, distacchi esagerati, e poi quel termine (Che Fastidio) di ricarica della batteria. Non capisco molto di tecnica, a stento riconosco un'ala posteriore da un musetto, e la lascio a chi è più ferrato di me, ma quando ho sentito Max Verstappen che, indignato, ha paragonato la nuova F1 a una Formula E (categoria che pur con tutta la buona volontà non reggo) con gli steroidi, ho iniziato a preoccuparmi.

Perché? Perché se un pilota vero come lui si sbilancia così tanto dopo appena poche giornate di test, qualcosa vuol dire. Cosa? Che aveva già capito tutto. E ha espresso tale giudizio senza considerare la competitività della sua monoposto Red Bull. Poi, ho sentito Lando Norris che ha criticato Verstappen per il suo giudizio ritenuto estremo, ma il venerdì di Melbourne, il campione del mondo inglese ha praticamente ripetuto le stesse cose dell'olandese rincarando la dose a fine Gran Premio.

Non aveva forse capito bene quel che stava accadendo? E gli altri? Tutti perplessi, Oliver Bearman ha parlato di Formula E (Che Fastidio) a parte i piloti Mercedes, ben consci di ritrovarsi in mano un pacchetto tecnico vincente. La solita ipocrisia.

A Melbourne, nella vigilia, ci hanno propinato una mappa dove i piloti potevano trovare... le colonnine per la ricarica delle batterie. La testa ha cominciato a girarmi e non per il dritto notturno fatto per tre giorni. A tirarmi su il morale, la Formula 3 e la Formula 2, che ancora una parvenza di vero motorsport offrono. Finché non arriverà qualche presunto esperto laureato in ingegneria spaziale della FIA che in nome del progresso tecnologico (Che Fastidio) ne stravolgerà i contenuti.

Ho dovuto leggere dibattiti dei piloti con la FIA, Liberty Media e chissà chi ancora, in cui si discuteva di MJ, che non è Michael Jordan, ma trattasi dei Megajoule, l'energia recuperabile nei vari punti del tracciato, riducendola da 8.0 a 7.0 in qualifica per timori di incidenti che potevano essere causati da rallentamenti improvvisi dei piloti per ricaricare la batteria (Che Fastidio).



Sono quindi iniziate le prove libere di Melbourne. Da anni utilizzo l'opzione Sky del tasto giallo, versione originale, di fatto come essere in sala stampa. Modestia a parte, posso affermare che so seguire le gare, qualsiasi tipo di gare, senza il supporto di nessun altro. Il mio orecchio sente così dei strani comportamenti delle power unit e rimango a dir poco allibito, dolorosamente sbigottito. Per cosa? 

Per come i piloti sono stati costretti ad affrontare curve veloci come la 6 o la 9, pieghe da affrontare in pieno e invece è andato in atto una sorta di castrazione chimica, dove le monoposto perdono velocità, si è calcolato di almeno 50 orari, per ricaricare la batteria (Che Fastidio). E questo ovviamente si è ripetuto in qualifica, il momento in cui il pilota e la vettura sono un tuttuno alla ricerca della massima prestazione assoluta quando entrambi danno il 110 per cento. E invece, non è più così.

Come ha scritto un collega inglese, non c'è molta difficoltà nell'entrare in curva veloce a 50 km/h in meno rispetto a quanto avveniva prima. Non c'è nulla di soddisfacente nel guardare con entusiasmo l'onboard di un giro da pole position, solo per sentire la macchina più veloce rallentare e persino scalare marce a tutto gas. E c'è in definitiva qualcosa di molto insoddisfacente nella parte migliore delle qualifiche – che è quella di vedere un pilota portare la propria auto al limite – dover scendere a compromessi per massimizzare le prestazioni su quel tratto di pista (Che Fastidio).

E la gara? Io stesso ho scritto nel commento che c'è stato un bel confronto al vertice tra Charles Leclerc e George Russell. Ma ho anche aggiunto che in realtà si è trattato di un tira e molla dovuto al momento della ricarica e quant'altro. Quindi situazioni completamente finte. E la partenza? Ci sono stati piloti che per un errore strategico si sono ritrovati al via senza batteria, vedi Antonelli o Lawson ed altri che si sono mossi lentamente rispetto a coloro che parevano essere stati lanciati da una fionda. Situazione pericolosissima, e solo la prontezza da extra terrestre di Franco Colapinto nell'evitare Lawson fermo, ha evitato il peggio.



Un'altra cosa: l'incidente di Oscar Piastri che ha fatto la figura del pirla, a muro mentre andava a schierarsi in griglia di partenza. In uscita curva, senza motivo ha avuto un aumento di 100 KW inattesi che hanno spedito la sua McLaren in testacoda. Vi pare una cosa normale? (Che fastidio)

Ora siamo certi che i genietti di Liberty Media promuoveranno questi primi 10 giri del GP australiano come qualcosa di sensazionale, da vendere a chi la F1 la guarda distrattamente e pensa sia tutto un film come quello di Brad Pitt. Ma in fondo è questo che vogliono In Liberty Media, Stefano Domenicali in testa. Uno spettacolo finto che porta audience, contratti pubblicitari e via dicendo (Che Fastidio).

"Non sono duelli di guida. È una F1 fatta apposta per il palato semplice degli appassionati dell’ultim’ora, quelli senza cultura di motorsport, quelli inseguiti da Liberty Media che vuole show anche “gonfiato” per divertire chi paga il biglietto", scrive Alberto Sabbatini, ex inviato della Gazzetta dello Sport per la F1, già direttore di Rombo e Autosprint.

Che aggiunge: "C’è un peccato mortale in questo regolamento cervellotico: il rendere troppo determinante la parte elettrica per la prestazione. Se su mille cavalli complessivi che eroga una F1 attuale ben 480 dipendono dal motore elettrico, che quando si scarica la batteria ti lascia al volante di una specie di F2 depotenziata - e questo succede tre/quattro volte al giro! - vedremo sempre alternanza di prestazione fra una macchina e l’altra da una curva all’altra. Non dipendente dal pilota ma dalla tecnologia... Oggi chi dovremmo applaudire? Invece del pilota, il software Mercedes perché è più efficiente di quello di un altro team e ha bisogno di recuperare meno energia?"

Parole sagge, ma state certi che Domenicali ci dirà che siamo conservatori, che non guardiamo con arguzia al futuro. La parola giusta che mette tutti d'accordo (ma tutti chi?) è che la F1 non può non guardare al progresso tecnologico, a ciò che ci circonda. E che se non fosse stato così, Audi e General Motors non si sarebbero interessate ad entrare in F1. Che bello...

Allora possiamo tranquillamente rispondere che a quel pubblico a cui si rivolge Liberty Media, che ci siano Audi o Cadillac, Pippo o Topolino, interessa un fico secco (posso dirlo?). Anzi, il 90 per cento, forse anche di più, non sa proprio niente di tecnica (come me), di marchi, ma è interessato solo ai piloti e al mito Ferrari. Quindi Liberty Media, poche balle. La F1 vista a Melbourne è qualcosa di orribile, che non ha niente da spartire con il nome Formula 1. Mettetevelo bene nella zucca.  

Comunque sia, questa è l'attuale situazione della Formula 1. Le cose miglioreranno? Difficile, penso, La strada intrapresa è questa e non si torna indietro. Se a voi piace, tanto meglio, noi la seguiremo come sempre nella speranza che un giorno si torni ad esaltare le qualità dei piloti e non dei software (Che Fastidio).



Concludo con la dichiarazione del campione del mondo Norris: "È il caos, si rischia un grosso incidente. Stiamo solo aspettando che qualcosa vada terribilmente storto e non è una bella situazione in cui trovarsi. A seconda di cosa fanno i piloti, si può avere una differenza di velocità di 30, 40, 50 km/h e quando qualcuno colpisce una monoposto a quella velocità si vola, si scavalca la recinzione e si fanno molti danni a se stessi e forse anche agli altri, ed è una cosa piuttosto orribile a cui pensare. Ma non c'è niente che possiamo fare al momento. È un peccato, è tutto molto artificiale. A seconda di ciò che la power unit decide di fare, e a volte lo fa in modo casuale, si viene semplicemente sorpassati da cinque auto e non si può fare nulla".

Detto questo, aspettiamo la Cina (Che Fastidio).

Anzi un attimo. Infuria la guerra in Iran, bombe cadono in Baharin, Kuwait e Dubai (notizia di oggi, domenica), ma ancora Liberty Media e FIA si sono guardate bene dall'annunciare la cancellazione dei GP del Bahrain del 12 aprile e dell'Arabia Saudita del 19 aprile. E sì, deve girare parecchio la testolina nel pensare alle decine di milioni sborsati dagli sceicchi che Liberty Media perderebbe nel non portare la F1 in quei due Paesi dove il motorsport frega meno di zero. Ma questo argomento richiederebbe un altro lungo capitolo...

Ecco sotto come il sito ufficiale Formula 1 ha esaltato il GP di Melboiurne. Pura propaganda, parola molto in uso in tempi di guerra...

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