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15 Ott 2020 [13:59]

Al Nurburgring il riscatto
del futuro ferrarista Sainz

Massimo Costa - XPB Images

Gli serviva un buon risultato. Carlos Sainz doveva cancellare gli ultimi due negativi Gran Premi, Mugello e Sochi, dove si era ritirato nei primissimi chilometri, se non metri (vedi Russia) di gara. In Toscana, senza colpe, era finito nel pericolosissimo mucchio al restart dalla safety-car dei primissimi giri, mentre in Russia aveva commesso un errore banale sbagliando le misure nel rientrare in pista dopo il taglio della prima variante. E finendo contro il muro.

Al Nurburgring invece, Sainz ha corso da Sainz: concreto, veloce, produttivo. In poche parole, l’identikit del pilota di cui la Ferrari ha grande necessità a partire dal prossimo anno. In qualifica è risultato decimo dopo essere entrato nel Q3, ma battuto dal compagno di squadra Lando Norris: 1’26”458 il tempo ottenuto dall’inglese, 1’26”709 quello dello spagnolo. Va detto che, per gran parte della corsa, Sainz è rimasto alle spalle di un Norris in grande forma (a lungo terzo) e che soltanto un problema alla power unit lo ha fatto impazzire fino a costringerlo al ritiro. Carlos, inizialmente ottavo, poi settimo infine si è trovato quinto al 40° giro, posizione mantenuta fino alla bandiera a scacchi. Dietro a Sergio Perez, davanti a Pierre Gasly. Un bel risultato per Sainz, il suo secondo miglior piazzamento (quinto come nel GP di Austria) dopo il favoloso secondo posto di Monza:

“E’ stato un weekend pieno di sfide senza aver affrontato le prove libere e con una temperatura invernale. Per questo sono molto felice del quinto posto e dei dieci punti presi. Ho disputato una corsa consistente ed ho approfittato di tutte le opportunità che si sono presentate. Però, i nostri rivali per la rincorsa al terzo posto nella classifica costruttori, ci sono finiti davanti, mi riferisco a Racing Point e Renault, che avevano un passo un po’ più veloce del nostro. Non sono mai stato pienamente contento della mia monoposto e prima di Portimao dobbiamo capire come migliorarci ancora di più. Sono dispiaciuto per il ritiro di Lando, sembra essere stato fermato dallo stesso problema che ho avuto io a a Spa”. Una tiratina d’orecchi alla Renault?  
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