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24 Ago [19:46]

Alla scoperta di Ye, eroe
sfortunato nella classe LMP2

Massimo Costa

Nel corso della 24 Ore di Le Mans, le classifiche di vertice della classe LMP2 riportavano un nome che per la maggior parte degli appassionati appariva come un perfetto sconosciuto: Yifei Ye. Chi mai è costui, capace di segnare tempi da assoluto al volante della Oreca-Gibson del team WRT, responsi cronometrici in linea con i suoi compagni di vettura, ben più esperti, Louis Deletraz e Robert Kubica? Qualcuno potrebbe aver pensato che si trattasse del solito gentleman proveniente da un lontano Paese e dotato di budget, ma non è affatto così. Anche in TV si è sentito qualcuno che era del tutto ignaro su chi fosse mai codesto Ye. Ma per i lettori di Italiaracing, il 21enne proveniente dalla provincia dello Shaanxi, nel centro-nord della Cina, non è affatto uno sconosciuto.

Durante la maratona francese, Ye si è fatto valere al pari dei piloti più esperti della LMP2, nonostante il ragazzo sia al solo primo anno nella categoria. La sua determinazione evidenziata nel corso della 24 Ore ha colpito tutti i responsabili del team WRT tanto da affidargli lo stint finale. Ye ha tenuto con grande perizia la prima posizione e aveva già dimenticato un testacoda, senza conseguenze, di cui era stato vittima nelle prime non facili fasi della corsa, con la pioggia che andava e veniva. WRT si era trovato con le sue due Oreca-Gibson davanti a tutti grazie a una strategia eccellente, a una solidità tecnica notevole e ai praticamente inesistenti errori dei propri piloti.

Ye si apprestava a divenire il primo pilota cinese ad avere mai vinto la 24 Ore di Le Mans al volante di un prototipo, benché si trattasse di un successo di categoria. Ma all'ultimo giro, con una crudeltà che soltanto la classica francese può regalare, Ye ha dovuto arrestarsi a bordo pista per la clamorosa e improvvisa rottura del motore. Uno shock per Yifei e per tutto il team diretto da Vincent Vosse, che per fortuna ha potuto compensare con la vittoria dell'altra LMP2 che si trovava poco lontana dal cinese.



Ma chi è allora Ye? E' un ragazzino che giovanissimo è piombato in Europa per correre in kart e debuttare nel 2015 nella F4 francese, piazzandosi 12esimo. Lo si è visto anche in Italia, dove con RB ha partecipato a cinque appuntamenti ottenendo notevolissimi risultati a Imola (settimo) e Misano (nono e ottavo). L'anno dopo, Ye ha vinto la F4 francese meritandosi l'ingresso nella Academy Renault. Nella Eurocup Renault 2017, con il team Kaufmann, si è difeso egregiamente risultando ottavo appena dietro a Dan Ticktum, mentre nel 2018 ha colto un notevole terzo posto assoluto e due successi all'attivo, preceduto in classifica da Max Fewtrell e Christian Lundgaard, alle sue spalle Logan Sargeant, Victor Martins, Lorenzo Colombo, Oscar Piastri...

Renault lo ha così portato al debutto nella nuova Formula 3, ex GP3, con il team Hitech, nella foto sotto, Ma Ye ha incontrato non poche difficoltà ottenendo soltanto 4 punti, un vero peccato perché nella F3 Asia aveva mostrato una volta di più tutto il suo potenziale risultando vice campione. Renault stranamente non gli ha concesso una seconda chance, grave errore. Ye è subito stato preso dal padre del pilota Neel Jani, che lo ha inserito nel proprio management. Nel 2020, Ye ha corso e dominato nella Euroformula, vincendo con il team Motopark Crypto Tower, ben undici corse.



Quest'anno, il saluto al mondo delle monoposto e l'ingresso in LMP2 dalla porta principale. Con G-Drive ha vinto la Asian Le Mans Series disputata nei primi mesi del 2021, e come compagni ha avuto René Binder e Ferdinand Habsburg, poi è arrivata la firma con WRT, squadra belga di grande prestigio nel mondo GT dove è legata ad Audi, al debutto tra i prototipi. Ye con i compagni Robert Kubica e Louis Deletraz ha subito vinto a Barcellona e Spielberg, piazzandosi quinto a Le Castellet e quarto a Monza. Poi, Le Mans che lo avrebbe consacrato tra i grandi delle gare endurance, ma tutto è andato storto a un battito di ciglia dalla bandiera a scacchi.

Ye ha vissuto per diversi anni proprio a Le Mans, quando correva nella F4 francese, la sua seconda casa. Si può capire dunque il rammarico che Yifei ha dovuto sopportare nel dover perdere la 24 Ore sul circuito e nella cittadina amica. Yifei parla perfettamente il francese, qualcuno dice anche meglio degli stessi transalpini, oltre che l'inglese. Il nostro collega Alfredo Filippone, che lo ha seguito nella Euroformula, lo ha definito un ragazzo molto sveglio, estremamente intelligente ed educato, capace di regalare nelle interviste sempre spunti interessanti anche quando in realtà non vi era molto da dire riguardo una delle sue tante vittorie. Eppure, Ye con una notevole capacità di linguaggio, evidenziava una notevole capacità di analisi come pochi altri sanno fare.

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